<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336576148106696&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
PALLONE DI BRONZO

Bresadola va veloce Dal volley al Rivoli «Una bella stagione»

di Andrea Marchiori
Il difensore: «Contento di avere trovato posto in prima squadra»

Jacopo Bresadola deve ancora compiere diciotto anni ma si è già ritagliato un importante spazio nel Rivoli, squadra militante in Seconda categoria, girone A. Centrocampista centrale con il vizio del gol, Jacopo è in grado di ricoprire diversi ruoli, dalla mezz’ala al trequartista, con un precedente di successo anche da difensore centrale. «Ho iniziato tardi, prima giocavo a pallavolo», esordisce il classe 2005, «ho fatto il primo anno a Rivoli, poi un anno a Garda prima di tornare qua e passare agli juniores. L’anno scorso è stata una soddisfazione, giocavo da difensore centrale per emergenza e ho messo a segno 8 gol». Bresadola racconta il suo percorso nel Rivoli, dal cambio di ruolo all’ingresso definitivo in prima squadra: «Sono partito dalla juniores con l’idea di fare una buona stagione e passare in prima. A novembre mi facevano fare 45 minuti con loro, poi mi cambiavano perché la domenica andavo con i grandi. Mister Zomer», prosegue Bresadola, «mi ha fatto fare allenamenti mettendomi punta, non il mio ruolo ma gli sono piaciuto lì, con il Baldo sono entrato 25 minuti nell’ultima partita dell’andata contro lo Young Boys, ho giocato titolare, fornendo anche un assist. Da lì sono passato definitivamente in prima e ho fatto 4-5 partite consecutive da titolare. Contro l’Academy è arrivato anche il primo gol su punizione e mi sono ripetuto contro il Gargagnago. Sono felice della stagione e voglio ringraziare il presidente Tinelli, il diesse Callegaro, mister Zomer e Rkaiba, che mi ha dato tanto una mano prendendomi sotto la sua ala, ma anche Giuseppe e Stefano, allenatori della Juniores». Una stagione nel complesso positiva per il Rivoli, anche se il classe 2005 si dice «dispiaciuto che non siamo andati ai playoff per una manciata di punti, anche se rimaniamo soddisfatti, da neopromossa abbiamo fatto un buon campionato. Se ho sofferto il salto di categoria? Trovarsi con i più grandi subito mi sembrava un po’ strano», racconta Jacopo, «passare dai ragazzi della mia età a giocatori di 25, 30 anni è stato un bell’impatto. Rkaiba mi ha dato un mano ma in generale è un bell’ambiente, tutti mi hanno aiutato». La serenità e la qualità messa in campo da Jacopo nonostante la giovane età è valsa la nomination al Pallone di bronzo: «È una grande soddisfazione, ma non mi sento arrivato». •.