Pallone d'oro

05.03.2020

Calciatori diventati scalatori:
una specialità non da tutti

Emilio Brunazzi, asinisra, con Christian Turozzi e Davide Falavigna premiati da Rafael
Emilio Brunazzi, asinisra, con Christian Turozzi e Davide Falavigna premiati da Rafael

Treni presi al volo o abbandonati di proposito. Due opzioni soltanto: salire o scendere. Bivio che intreccia carriere diversissime: curioso il viavai tra gli scalatori delle categorie. C’è chi s’arrampica, chi inciampa, chi continua a correre a prescindere dalla latitudine. L’occhio che scorre sulla lista dei candidati ai palloni d’oro, d’argento e di bronzo coglie un comune denominatore: emergono profili che hanno scalato tre, quattro, persino cinque categorie. Qualcuno addirittura di più. Giocatori spesso immuni alle gerarchie del calcio: ovunque son stati hanno lasciato il segno. Il lettore attento li riconoscerà. Fin troppo semplice scegliere chi porta la fiaccola: Emilio Brunazzi dell’Albaronco è esempio degno di menzione. La sua rincorsa parte dalla Seconda e tocca la Serie D, conquistata l’anno scorso e assaggiata, seppur in parte, quest’anno. Cinque categorie in dieci anni, una dote da oltre cento reti: chapeau. Percorso inverso ma non per questo meno degno di lode quello di Luca Cinquetti. L’attaccante trentottenne dell’Ausonia, formazione di Terza Categoria, ha toccato persino la vecchia C2 con la virgiliana Poggese. Mancino vellutato, gamba svelta, modi gentili. Il picco più alto a Caldiero in Promozione: dodici centri nel 2011 con balzo in Eccellenza. E c’è una gemma anche per l’estremo est veronese: Stiven Sinaj, capocannoniere del girone B di Prima Categoria con la casacca del San Giovanni Ilarione. Sinaj nell’alta val d’Alpone s’è riscoperto quel rapace d’area che s’era fatto conoscere nella vicentina Montecchio Maggiore. Pure lui gran scalatore: dividendosi tra Verona e Vicenza ha giocato in tutte le categorie comprese tra la Seconda Categoria e la Serie D. Meritando pure la convocazione con la selezione giovanile dell’Albania, suo paese d’origine. Mattonella per pochi eletti, l’area di rigore. Per un ripasso del mestiere chiedete a Lorenzo Meda: al suo Colà, in Seconda Categoria, porta una bisaccia di oltre duecento centri in una carriera compresa tra la Seconda e la D che assaggiò con la Sambonifacese in tempi ben diversi dalle attuali vacche magre. L’apice a Lugagnano: ben oltre i cinquanta gol divisi tra Eccellenza e Promozione. Non finisce qui: Christopher Basso della Provese, candidato per il bronzo, è passato dalle giovanili della Reggina prima di un lungo girovagare: Mantova, Manzanese, Ostuni, Opitergina son solo alcune delle tappe del suo viaggio. Ma se gli attaccanti contano ben più di un rappresentante capace di tener viva la loro arte a prescindere dalle categorie, anche i registi hanno due degni rappresentanti: Michael Zago della Juventina Poiano e Nicola Bertasini dell’Atletico Vigasio. Zago ha un passato nelle giovanili del Milan, condito da un breve approccio con il professionismo. Nel veronese si ricorda il ciclo vincente a Caldiero (dalla Prima all’Eccellenza), e la dote sempreverde di confermarsi ogni anno un uomo squadra. Anno di rinascita, invece, per Bertasini che a Vigasio ha ritrovato confidenza con la palla dopo il lungo stop per pubalgia. Per lui giovanili dell’Hellas, Caldiero e Ambrosiana in Eccellenza prima di scegliere di rimanere ai box. La scintilla ora è scoccata di nuovo. E il suo Atletico ringrazia: un regista così in Seconda lo si vede di rado. Segno che il talento emerge in tutte le categorie. A volte, basta solo saper guardare. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Riccardo Perandini
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