I dati Istat del 2019

Il marmo non frena
la discesa: calo del 4,8%
nel primo trimestre

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Una cava di marmo
Una cava di marmo
Una cava di marmo
Una cava di marmo

Il distretto del marmo veronese ha chiuso, in negativo, anche il primo trimestre 2019. È quello che emerge dai dati Istat, elaborati dal giornale L’Arena. La flessione delle esportazioni di materiali lavorati e semilavorati, che valgono il 25 per cento di quelle dell’intero comparto nazionale, è stata del 4,8 per cento. In termini assoluti si tratta di 77,3 milioni contro 81,2 milioni dello stesso periodo del 2018; le importazioni pari a 3,9 milioni di euro contro 5,9 milioni (-33,7 per cento).

 

La decrescita del marmo scaligero non si è arrestata nemmeno nel primo trimestre di quest’anno, dopo che il 2018 si era chiuso con esportazioni in flessione del 10,8 per cento per un controvalore di 376 milioni di euro, 43 milioni in meno del 2017. Lo stesso 2017, in cui le esportazioni sono state pari a 420 milioni di euro, aveva registrato una perdita finale di 19 milioni (-4,4%) rispetto al 2016. Per ritrovare il segno positivo è necessario osservare il 2016: le esportazioni scaligere furono di 439 milioni con un incremento pari a 7 milioni di euro rispetto ai 423 milioni del 2015 (+1,6%).

 

LE CAUSE. Le solite note: una situazione economica incerta in cui la guerra dei dazi lanciata dal presidente americano Donald Trump alla Cina sta registrando riflessi negativi sui mercati internazionali, a partire dalle esportazioni lapidee in calo verso i mercati storici quali Stati Uniti e Germania, ma anche nel Medio Oriente. A questo si devono aggiungere le sanzioni alla Russia, la Brexit, la spietata concorrenza di Paesi come l’India, oltreché dei produttori di altri materiali: ceramica ma non solo. Senza contare la delocalizzazione in Brasile, in primis nell’area di Vittoria, capitale dello stato dell’Espirito Santo: qui diverse aziende italiane, di produzione lapidea e di tecnologie hanno realizzato nuovi insediamenti industriali per la lavorazione del granito.

M.U.