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I PROTAGONISTI

«Tutto il giorno al banco tra caffè, panini e sorrisi Ma questo lavoro lo amo»

di Francesca Maria Chiamenti
Al lavoro - Andrea Battistoni al bancone del suo bar L’Insolito Caffè a San Giovanni Lupatoto
Al lavoro - Andrea Battistoni al bancone del suo bar L’Insolito Caffè a San Giovanni Lupatoto
Al lavoro - Andrea Battistoni al bancone del suo bar L’Insolito Caffè a San Giovanni Lupatoto
Al lavoro - Andrea Battistoni al bancone del suo bar L’Insolito Caffè a San Giovanni Lupatoto

«Andrea ti accoglie e ti fa sentire a casa sua, non in un semplice bar». Sono queste le parole che Monica Vicentini ha scelto per raccontare il marito e quel lavoro per lui così importante. A vestirli, i panni di quel del marito, è Andrea Battistoni, 52 anni, la maggior parte dei quali spesi al lavoro nelle sale dei ristoranti e ora dietro il bancone del suo Insolito Caffè a San Giovanni Lupatoto. Come per Monica, anche per i clienti del bar la passione che Andrea riversa nel suo lavoro è cristallina e così sono proprio questi ultimi a collezionare i tagliandi per l’iniziativa “Il locale dell’anno”. «Ho sempre lavorato nel campo della ristorazione, da quando avevo quattordici anni e frequentavo la scuola alberghiera a Bardolino - racconta Andrea - Sono partito dalla gavetta, trascorrendo tanti anni in sala come cameriere e poi come maître». Passione e voglia di mettersi in gioco lo hanno condotto a girare il mondo a bordo delle navi americane prima, a lavorare a Londra per una manciata di anni poi, fino a ricondurlo a casa nella sua Verona.

Nuova avventura «Ho lavorato in molti ristoranti in città e provincia. Poi però ho sentito il desiderio di una nuova avventura», spiega Andrea. E così, insieme alla moglie Monica, l’idea di aprire la propria attività. «Tra poco festeggeremo i nove anni dell’Insolito Caffè, un traguardo di cui sono molto fiero», racconta il titolare. «L’apertura di questo locale ha significato aver dato vita a quello che per lui è come un figlio. È amore puro», prosegue Monica, «non ti serve solo un caffè ma appunto, come dice lui, gioia pura». A rendere speciale la sua storia è però anche la coraggiosa scelta di esserne l’unico dipendente. «Solitamente in questo tipo di attività si è almeno in due, uno per il turno della mattina e uno quello del pomeriggio. Io invece sono sempre qui dal mattino alle sette alla sera alle otto. Ad aiutarmi, quando non è impegnata con il suo lavoro, c'è mia moglie. Mi dà una mano con la spesa o a preparare il locale quando vi organizziamo un evento, ma il resto del tempo ci sono solo io. È una scelta insolita e a tratti difficile ma non mi lascio intimorire. La passione che ho per questo lavoro mi porta a fare questo e altro».

Passione e sacrifici Passione che richiede di mettere in conto molti sacrifici, che non lasciano però spazio per alcun ripensamento: «Amo tanto il mio lavoro, lo faccio davvero per passione e grande voglia di proseguire in questa avventura che porto avanti sin dall’adolescenza». Amore per questa professione si riversa poi a cascata anche sui clienti dell’Insolito Caffè che, come spiega la moglie Monica: «Per lui sono unici, come unica è la gioia con cui li accoglie». «Con i miei clienti ho un ottimo rapporto, spesso di amicizia e così, pian piano, si crea una seconda famiglia, si chiacchiera e a volte vesto i panni del confidente. Ascolto i loro problemi e cerco sempre di regalare un sorriso e un po’ di felicità, che secondo me sono le cose più importanti». Non è solo con il sorriso, però, che Andrea mostra il suo sostegno al quartiere. «È capitato, dopo il primo lockdown, che l’anziana signora che abita nel condomino dove si trova il mio bar facesse fatica a camminare. Così, grazie a una corda e un cesto, le ho fatto arrivare al piano di sopra la colazione, direttamente sul balcone, un gesto piccolo ma se può essere d’aiuto lo faccio con il cuore». E proprio con un altro piccolo gesto, come compilare un piccolo tagliando, il quartiere ha scelto di restituire ad Andrea un po’ dell’amore che lui ogni giorno cerca di donare da dietro il suo bancone.