16 ottobre 2019

I commessi dell'anno

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08.10.2019

Veronica
tra pasticcini
e famiglia

Da Povegliano a Verona il passaggio non è facile. Cambia il tipo di clientela e cambiano le abitudini. Bisogna riadattarsi dopo una vita passata a lavorare in provincia per assaggiare (e adeguarsi) al via vai della città. Se poi il tuo negozio è anche in zona fiera allora è tutta un’altra storia. Veronica Liviero, 30 anni, abita a Povegliano dove ha lavorato per tantissimi anni nella pasticceria di famiglia, La Perla. Da poco più di un anno, sempre con la famiglia, ha coronato il sogno di trasferisti (ma solo lavorativamente) in città. La nuova attività, la pasticceria Donati in via Scuderlando, è tutt’altra cosa. Lei, Veronica, però, lavora sempre con la famiglia: unico punto fermo di questa rivoluzione. Si occupa insieme al fratello e alla mamma del bar. Mentre il papà – pasticcere da sempre – sta nel laboratorio a creare le sue prelibatezze. Nel passato di Veronica c’è anche una breve parentesi da parrucchiera. Lavoro che le dava soddisfazione, ma che ha segnato solo un periodo. Lì ha imparato a stare a contatto con i clienti prima di rientrare, 12 anni fa, in famiglia. «Sono una ragazza molto timida anche se da una prima occhiata potrebbe sembrare il contrario», ammette la protagonista di oggi dell’iniziativa del nostro giornale che premia i commessi dell’anno di città e provincia. Motivo per cui l’esperienza non serve solo per fare bene il proprio lavoro, ma anche per poter accontentare al massimo il cliente. Perché aggiunge: «Con gli anni è migliorato anche questo aspetto». Il passaggio dalla provincia alla città porta con sé inevitabilmente qualche scossone. Ma non troppi perché diversi clienti, racconta ancora Liviero, vanno ancora a trovarla. «C’è differenza fra una attività di questo tipo a Povegliano e una a Verona. In paese le persone che vengono sono quasi sempre clienti abituali. Li conosci, sai le loro abitudini. Si crea quasi una famiglia. Cambia tutto quando ti sposti in una zona di passaggio», continua. «Qui, in zona fiera, ci sono sempre quei clienti che vengono quotidianamente, ma più che altro sono persone di passaggio. Capita però di rivederli a distanza di un anno per una particolare fiera. Quelli che si erano trovati bene mesi fa, poi tornano», spiega descrivendo in qualche modo un altro tipo di cliente abituale: quello annuale. «La nostra forza è il sorriso, mettere a proprio agio che entra in pasticceria», confessa Veronica. E poi, parlando dell’iniziativa del nostro giornale, spiega che è nato tutto quasi per gioco. «Un giorno due nostri clienti ci avevano detto che avrebbero voluto votarci, ma erano indecisi fra me e mia mamma», racconta. E per evitare una competizione in famiglia tutti gli sforzi di raccolta dei tagliandi si sono concentrati su Veronica. Ai clienti - tanti sono ancora quelli storici che frequentavano la pasticceria di Povegliano - si sono aggiunti amici e parenti. L’obiettivo adesso è arrivare più in alto possibile «ma rimane pur sempre un gioco», ammette. «Il fatto di aver ricevuto diverse preferenze comunque fa sempre piacere. Significa che viene apprezzato il lavoro e che la gente mi vuole bene» Nell’ultimo conteggio la Liviero, che vive ancora a Povegliano dove il figlio frequenta la scuola elementare, aveva racimolato più di 200 punti. Bottino che l’aveva portata a ridosso della top ten. In attesa delle nuove graduatorie.

Nicolò Vincenzi
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