21.10.2019

La sicurezza stradale riparte dai pali della luce di Atlantech

Un crash test di Atlantech
Un crash test di Atlantech

Si chiama Atlantech, è una start up nata nel 2012 come spin off dell’Università di Verona e ha ideato una nuova soluzione per la posa dei pali di illuminazione, pubblici e privati: un sistema di fondazione alternativo al classico plinto di calcestruzzo, realizzato in acciaio e adattabile a qualsiasi tipologia di palo e terreno. Le sue caratteristiche, quali l'abbattimento delle emissioni di anidride carbonica nel ciclo di produzione dei materiali e in quello di installazione, la velocità delle operazioni di posa, la riutilizzabilità e la riciclabilità dell’acciaio hanno conquistato la giuria della prima edizione di Unicredit Launch Pad, il programma di accelerazione ideato dall'istituto di credito e dedicato a nuove realtà imprenditoriali ad alto potenziale provenienti da Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto.

 

Per la società fondata da Maikol Furlani, iscritta dallo scorso anno nel Registro delle start up innovative, si tratta di un’occasione di crescita: ai vincitori di Unicredit Launch Pad, individuati all’interno di una platea di start up proposte dai principali operatori del mondo dell’innovazione del Nord Est, viene data l’opportunità di accedere a servizi quali l'assegnazione di un gestore Unicredit dedicato al supporto alla crescita, attività formative come la Startup Academy e un programma di mentorship dedicato. E ancora, la partecipazione a un Investor Day e a «Business Meetings» con imprese clienti dell’istituto di credito, con l’obiettivo di creare partnership industriali, tecnologiche, commerciali, strategiche.

 

«Questa nuova iniziativa», spiega Francesco Iannella, Regional Manager Nord Est di Unicredit, «prende le mosse da Unicredit Start Lab, il programma che negli ultimi 5 anni ci ha portato ad analizzare più di 5mila progetti imprenditoriali di nuova generazione e ad accompagnare 300 start up verso percorsi di crescita. Con Unicredit Launch Pad intendiamo valorizzare un territorio, il Nord Est, decisamente fertile per quell’innovazione “dal basso” di cui protagoniste principali sono le start up. D’altro canto miriamo a creare nuove forme di collaborazione con soggetti, come le università e gli incubatori, di provata affidabilità nell’intercettare idee innovative dall’elevato potenziale».

 

Un progetto sostenuto anche dall’Università di Verona tanto che Mario Pezzotti, delegato alla Ricerca dell’ateneo, lo definisce «l’inizio di un percorso di valorizzazione delle migliori imprese innovative costituite all’interno dell’università attraverso l’attivazione di una collaborazione concreta con partner prestigiosi e competenti». Alcuni di questi hanno fatto anche parte della giuria che ha selezionato i vincitori. Come Bruno Giordano, vice presidente per le aggregazioni di filiera e start up per la crescita di Confindustria Verona: «Le qualità principali di questi giovani startupper», spiega, «sono la loro capacità di visione e il coraggio di pensare e rendere realizzabili progetti e idee oggi quasi utopistici».

F.L.
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