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Green Deal: Italia
già pronta e con
i cibi più sani

Frutta e verdura: l'Italia è il Paese europeo con i cibi più sani
Frutta e verdura: l'Italia è il Paese europeo con i cibi più sani

Alla vigilia del Green Deal europeo l’agricoltura italiana si scopre in empatia con la rivoluzione sostenibile a emissioni zero voluta da Bruxelles. L’Italia è il Paese con i cibi più sani e sicuri del Vecchio Continente, il più attento agli sprechi e alle emissioni di gas serra; negli ultimi 10 anni ha diminuito l’uso della chimica nei propri campi con punte del 50% a favore di un’agricoltura più biologica, la prima in Europa per seminativi e colture permanenti. Ma il primario italiano paga alcune lacune strutturali del Paese, come la carenza e la gestione di acqua, oltre all’erosione del suolo. Lo rivela il report presentato a Roma dall’Osservatorio Fieragricola-Nomisma. Per il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, «se il valore sociale delle nostre campagne in termini di approvvigionamento alimentare è assodato, lo stesso non si può dire per le potenzialità in chiave sostenibile. Il trust verde della nuova agricoltura rappresenta uno degli assi portanti in grado di contribuire in modo decisivo alla transizione verso le emissioni zero della rivoluzione economica che ci apprestiamo ad affrontare».

 

«FROM FARM TO FORK», CIBO E AMBIENTE. È il nome della strategia che interessa l’agroalimentare e che fa parte della comunicazione «Green Deal Europeo». L’Ue pubblicherà gli assi strategici entro la prossima primavera, ma già si capisce dove il Green Deal vuole andare a parare (e in parte a finanziare), indicando gli obiettivi a cui l’agricoltura europea dovrà tendere nella logica di costruire un’economia circolare basata su un sistema alimentare sano, equo e rispettoso dell’ambiente.

 

SICUREZZA PRODOTTI, SPRECO, CHIMICA E BIO. Lo studio realizzato dall’Osservatorio Fieragricola-Nomisma ha messo in luce come l’agricoltura italiana, in attesa del piano operativo sull’economia verde, sia già in vantaggio su uno dei paradigmi cardine: la salubrità e la sicurezza dei suoi alimenti, che presentano le percentuali più alte di prodotti che secondo i controlli dell’autorità per la sicurezza alimentare (Efsa) risultano assolutamente privi di residui, meglio di Francia, Spagna e Germania. Buone notizie anche sul fronte degli sprechi, con i rifiuti alimentari pro-capite (126 kg annui) del 16% inferiori alla media europea e in forte calo nell’ultimo decennio. Lo Stivale detiene inoltre il record Ue di superficie e incidenza bio per seminativi e colture permanenti con 1,5 milioni di ettari, davanti a Francia, Spagna e Germania, mentre calano anche le emissioni di gas serra (-12,3% negli ultimi vent’anni secondo Eurostat), che incidono per il 7% sul totale delle emissioni contro il 10% della media europea. Secondo l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), nell’ultimo decennio si è fatto sempre meno uso di agrofarmaci e fertilizzanti e spesso i consumi si sono dimezzati: è il caso degli insetticidi, dei fungicidi, degli erbicidi, ma anche di azoto, anidride fosforica, ossido di potassio.•