Fieragricola 2020 al via
Sempre più internazionale

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inaugurazione fieragricola

Fieragricola prende il via: all'inaugurazione presenti la ministra italiana delle Politiche agricole Teresa Bellanova, Giulio Tremonti e la ministra croata dell'Agricoltura Vuckovic.

«L'agricoltura è un settore fondamentale - ha detto la ministra - e dovranno essere prese tutte le misure necessarie per tutelarlo e salvaguardarlo». 

 

«Il tema dell'innovazione - ha aggiunto il presidente di Verona Fiere Maurizio Danese - è fondamentale in questa manifestazione che accende i riflettori, in particolare sulle grandi sfide alle quali l'agricoltura è chiamata a dare risposte, a partire dal Green Deal. L'appuntamento a Verona vuole offrire spunti di riflessione e soluzioni pratiche per accompagnare il mondo imprenditoriale e le filiere agro-zootecniche verso la sostenibilità ambientale, economica e sociale».

 

Giovanni Mantovani, direttore generale della Fiera, ha sottolinaeto che si tratta di una Fiera sempre più internazionale. Le aziende dovranno acccettare la sfida ed investire in nuove tecnologie. 

 

Il sindaco di Verona Federico Sboarina: «Fiera che identifica di più la nostra comunità. Una Fiera che è riuscita a stare al passo con i tempi. Verona e la sua Fiera sono al centro delle dinamiche agricole». 

 

Il presidente Luca Zaia ha quindi ribadito l'importanza di questa Fiera  pienamente internazionalizzata, capace di attrarre addetti al settore non solo locali, ma anche di altre regioni e ovviamente dall'estero. 

 

Dieci padiglioni occupati, 900 espositori, due aree esterne, 800 capi di bestiame, oltre 130 convegni ed eventi in quattro giorni, per una Fiera che punta su innovazione, sostenibilità ed economia circolare. 

 

Il convegno inaugurale è focalizzato su "Agribusiness in Africa e le relazioni commerciali con Ue e Italia: opportunità e prospettive". 

 

L’Africa è la nuova scommessa del business agromeccanico. Una vasta area ricca di risorse ma in ritardo strutturale in campo agricolo, organizzativo e tecnologico: sebbene rappresenti il 24% della superficie agricola utilizzabile (Sau) mondiale, in termini di valore si ferma al 6%. Lo sviluppo in corso qui fa a pugni con l’emergenza denutrizione e con un’agricoltura di pura sussistenza, mentre vola il deficit commerciale dell’agroalimentare e, paradossalmente, aumentano gli sprechi alimentari (al 15%) a causa di perdite lungo la filiera produttiva e distributiva. Un continente, inoltre, che rappresenta comunque il futuro in termini demografici (con oltre 1/4 della popolazione mondiale entro trent’anni), ambientali e commerciali. È il quadro offerto dal report dell’Osservatorio Fieragricola-Nomisma «Agribusiness in Africa e le relazioni commerciali con Ue e Italia», presentato oggi a Veronafiere in apertura della 114/a edizione della manifestazione agricola scaligera. Secondo l’analisi, l’Africa è in assoluto l’area a maggior potenziale tasso di sviluppo agricolo. I 232 miliardi di dollari di valore della produzione discendono in gran parte da colture a seminativo (epicentro mondiale di coltivazioni di mais e sorgo), mentre le colture a maggior valore aggiunto (frutta e ortaggi) rappresentano il 3% della superficie coltivata (1,1 miliardi di ettari la Sau complessiva). Anche l’allevamento, pur rappresentando il 20% della produzione mondiale di carne ovina e di bufala, non riuscirà a tenere il passo del fortissimo incremento demografico, facendo sempre più del Continente africano un importatore netto di alimenti di origine animale.
 

 

Tra i relatori oltre alla minisra Teresa Bellanova, la ministra croata Marija Vuckovic, il professor Giulio Tremonti, padre Mauro Gambetti custode del Sacro convento di Assisi, Denis Pantani, responsabile Area Agricoltura e Industria alimentare di Nomisma e in collegamento da Bruxelles l'europarlamentare Paolo De Castro.

 

Il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese: «Fieragricola ha voluto dedicare molta attenzione al continente africano, in quanto l'agricoltura è una delle attività più rilevanti per l'equilibrio scoiale di quest'area perché, oltre all'indispensabiel funzione produttiva, di sostentamento e di sicurezza alimentare per le popolazioni, rappresenta anche una delle soluzioni più efficaci per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici». 

Clima e ambiente sono al centro di un rinnovato dialogo fra Unione europea e Africa e Veronafiera punta a diventare un punte tra Europa e Africa per sostenere lo sviluppo delle filiere agricole locali. 

 

«Un anno di divorzio dal Regno Unito - ha spiegato Paolo De Castro - la speranza è che ci sia un accordo che non vada a impattare sugli scambi commerciali. Per quel che riguarda i rapporti con l'Africa sono fondamentali. Non dimentichiamo che si tratta di un continente con molti problemi, certo, ma anche ernormi risorse e potenzialità». 

Giulio Tremonti, dopo aver affrontato il tema dei fenomeni migratori, ha considerato come l'intervento sull'Africa possa rappresentare una chance enorme non solo per il settore pubblico ma anche privato.

«Fieragricola mette in mostra innovazione, agricoltura di precisione, capacità di ricerca e nuove figure professionali nel comparto primario. C’è bisogno di innovazione e ricerca per dare reddito agli agricoltori e favorire l’inserimento dei giovani». Lo ha detto la ministra delle Politiche agricole, alimentari e forestali Teresa Bellanova -. Nella Legge di Bilancio abbiamo inserito per la prima volta gli incentivi di Agricoltura 4.0 per rispondere e accompagnare il nuovo corso del comparto primario».