IL SINDACATO Dal «telelavoro» allo smart working il mondo è in totale cambiamento: «Bisogna capire come bisogna sviluppare il Paese»

«Pesano trent’anni senza politiche industriali»

Romani (Cisl): «Va colmato un divario cognitivo» Sterza (Agenzia Staff): «Flessibilità e consulenza»
Giulio Romani
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«Se togliamo a dei criceti la ruote per un po' di tempo, quando gliela restituiamo non è detto che vogliano risalirci». Ha usato un'immagine inusuale Giulio Romani, segretario Confederale della Cisl, per parlare del cambiamento del mondo del lavoro nel post pandemia, convinto che «non abbiamo mai fatto smart working, ma telelavoro trasferendo l'organizzazione del lavoro a casa, come è stato con la Dad. Abbiamo sperimentato l'idea di poterlo fare e non si torna indietro: la domanda aumenterà e ci sarà la necessità di rimodulare il lavoro, i tempi e i modi». In un mondo in continuo mutamento, in cui la componente dei nuovi contratti a tempo determinato supera di gran lunga quelli senza scadenza - «Ma in questo momento non c'è nessun allarme, la percentuale dei lavoratori assunti a tempo determinato è molto simile a quella pre pandemia: dobbiamo solo evitarne l'abuso», ha spiegato -, l'orientamento riguardante il mondo del lavoro «deve cominciare fin da piccoli, non solo individuando il talento dei ragazzi, ma anche sviluppare qual è il futuro che ci attende, che tende a cambiare molto rapidamente – ha sottolineato il sindacalista -. Si deve insistere sull'alternanza scuola-lavoro, ma poi anche su quella lavoro-scuola, colmare il divario cognitivo che si è creato». Infine, una battuta sull'unità sindacale, difficile quando «nelle relazioni congressuali si sente parlare di lotta di classe», ma «necessaria per tenere insieme i lavoratori. La nostra proposta era un tavolo triangolare per un patto sociale, per capire come si vuole sviluppare questo Paese: trent'anni senza politiche industriali pesano». «Entusiasmo, umiltà, far presente i vostri sogni e desideri, che in questo periodo si possono realizzare»: è il consiglio che Sadia Sterza, dell’agenzia per il lavoro Staff, ha dato ai ragazzi presenti all'evento «New Job» e collegati in streaming. Oggi non esiste un profilo di candidato ideale perché «le aziende in questo periodo di richiedono qualsiasi tipo di figura. C'è invece carenza di personale tecnico e specializzato: fino a due anni fa le figure più richieste erano quelle più specializzate e la dinamica permane ancora oggi». Secondo Sterza, negli ultimi due anni «è cambiata la percezione del mondo del lavoro: c'è chi ha fermato la bussola e si è chiesto se stava facendo il lavoro che voleva. C'è chi per vent'anni ha fatto la contabile e oggi lavora in un negozio di fiori». Le agenzie per il lavoro danno «flessibilità e tanta consulenza alle aziende, occupandoci di formazione e welfare», mentre i candidati «vengono supportati anche su come compilare i Cv: cerchiamo un match tra le due realtà». •. M.Ven.