categorie e imprese

Monito degli artigiani «Ci servono tecnici specializzati»

La sfida è riuscire ad avvicinare la domanda e l’offerta di lavoroAumenta la richiesta di personale qualificato anche nelle aziende artigiane
La sfida è riuscire ad avvicinare la domanda e l’offerta di lavoroAumenta la richiesta di personale qualificato anche nelle aziende artigiane
La sfida è riuscire ad avvicinare la domanda e l’offerta di lavoroAumenta la richiesta di personale qualificato anche nelle aziende artigiane
La sfida è riuscire ad avvicinare la domanda e l’offerta di lavoroAumenta la richiesta di personale qualificato anche nelle aziende artigiane

Le imprese venete, secondo una rilevazione di Confartigianato, faticano a trovare il 54,9% della necessaria manodopera qualificata, a partire dagli operai specializzati. Ma intanto ci sono oltre 100mila under 30 che non studiano e non cercano occupazione e 5.800 under 40, che hanno lasciato la regione per trasferirsi l’estero, molto probabilmente per cercare lavoro. In futuro la situazione non potrà che peggiorare, per ragioni demografiche. Ad oggi ci sono solo 100mila bambini, ragazzi e giovani nella fascia 0-35 anni a fronte dei 130mila adulti nella fascia 40-60.
Le proiezioni parlano chiaro: nei prossimi 10 anni i posti di lavoro disponibili saranno più numerosi dei potenziali lavoratori. Secondo l’Osservatorio mercato del lvoro dell’ente regionale Veneto Lavoro, inoltre, il 31% dei giovani che si approccia al primo impiego si rivolge ai settori del commercio e del tempo libero; l’11% ai servizi alla persona; il 10% al metalmeccanico e, a scendere, il 9% al made in Italy e agricoltura; l’8% a ingrosso, logistica e costruzioni. L’artigianato non è praticamente citato. «Intanto le imprese di autotrasporto faticano a trovare autisti», afferma Roberto Iraci Sareri, a capo di Confartigianato Imprese Verona, «Le criticità riguardano fino al 57% delle ricerche (il 40,9% a livello nazionale, ndr). Idem per le aziende della meccanica di produzione: mancano gli specializzati nell’utilizzo di macchinari tradizionali o a digitalizzazione avanzata, nella saldatura, studio, progettazione e disegno tecnico a computer. Inoltre gli associati ci segnalano difficoltà a trovare installatori di impianti. Non si trovano persone da impiegare nelle produzioni alimentari, nelle ditte edili. In pratica riceviamo richieste di aiuto da imprenditori di qualsiasi categoria e mestiere».
Il problema non si supera se non si fa leva sui giovani. «La scuola e il sistema della formazione devono aiutare i ragazzi a conoscere la realtà, oltre i luoghi comuni riguardanti professioni e mestieri», afferma Iraci Sareri. «Bisogna offrire», sottolinea il presidente di Confartigianato Imprese Verona che è anche vicepresidente vicario della confederazione regionale, «la possibilità di entrare in azienda per imparare come si fanno le cose. Il cambiamento deve coinvolgere famiglie, scuola, mezzi di comunicazione, gli stessi artigiani», sottolinea ancora Iraci Sareri, «Occorre far comprendere che le piccole imprese svolgono molte attività innovative, grazie ad un buon bagaglio culturale ed elevate capacità tecniche, e hanno fatto dell’autonomia e della creatività una scelta di vita e di lavoro».
Secondo Valeria Bosco, segretario dell’associazione artigiana scaligera, «bisogna puntare in modo serio sull’apprendistato, il contratto grazie al quale i giovani studiano e lavorano”, importando in Italia l’esperienza tedesca del sistema di formazione duale. Modalità che consente di conseguire un titolo di studio imparando un mestiere. Confartigianato Verona tiene molto ai temi del lavoro, della formazione, dei giovani, del passaggio generazionale. «Upa Servizi è l’ente di formazione che si occupa anche di incrocio tra domanda e offerta per l’inserimento di chi cerca occupazione e ricollocazione, e di percorsi di formazione e riqualificazione», sottolinea Bosco.
«Occorre fare passi avanti su come il mestiere artigiano è letto dai giovani che si apprestano a entrare nel mondo del lavoro», precisa Iraci Sareri, «Operare in un’impresa artigiana significa essere competenti, sul piano tecnico, flessibili e resilienti sul piano relazionale, possedere saperi, saperli far crescere e veicolare. La contrattualistica del comparto artigiano in Veneto è tra le più tutelanti e include, per tutti, la polizza sanitaria. Oggi si stanno sviluppando gli Its che formano competenze altamente specializzate e nuovi profili professionali, anche a vantaggio dell’artigianato. La sinergia deve però riguardare tutto il sistema dell’istruzione». D’accordo anche Moreno De Col, presidente di Cna Veneto. «Dobbiamo incrementare tra i giovani l’attrattività dell’impresa artigiana che oggi ha da offrire un contesto di crescita, di affermazione professionale, di welfare e benefit che non sono secondi all’industria, anche se nella narrazione collettiva il settore è ancora percepito come marginale», conclude.