29 settembre 2020

Veneto

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12.08.2020

Verso l'ordinanza: tampone a chi rientra da Grecia e Spagna, quarantena per Croazia

Favorire i test per chi arriva in Italia da Grecia e Spagna. È la soluzione a cui starebbe lavorando il governo, secondo quanto si apprende da diverse fonti, per evitare che i rientri dai due paesi possano far tornare a salire la curva dei contagi in Italia. L’idea del governo sarebbe quella di sottoporre a tampone chi rientra dai due paesi. Forse anche da Malta.

La quarantena potrebbe invece essere imposta a chi rientra dalla Croazia, rivelatasi origine del maggior numero di focolai e fuori dall'area Schengen. Una misura, quest’ultima, già in vigore per chi proviene da Romania e Bulgaria come previsto dall’ordinanza del ministro Roberto Speranza del 24 luglio, andando ad allungare la lista dei Paesi a rischio.

Non è però escluso che, se l’incidenza cumulativa del virus in rapporto alla popolazione dovesse ulteriormente aumentare in Grecia e Spagna, il governo possa procedere a misure più restrittive.

 

Intanto con una pioggia di ordinanze i governatori di Puglia, Emilia Romagna, Campania e Sicilia sono già corsi ai ripari dopo l'incremento dei casi positivi, mettendo nel mirino i vacanzieri di ritorno dai Paesi considerati a rischio e, in particolare, da Grecia, Malta, Croazia e Spagna.

 

«Il virus d’importazione pesa sempre di più. Spesso arriva da vacanzieri veneti che si sono recati in Croazia piuttosto che in Spagna, in Grecia, a Malta o in alte località e rispetto a questo, nelle prossime ore dovremmo produrre provvedimenti». Così il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, rispondendo ad una domanda sul comportamento del contagio Covid-19 in Veneto. «Dico anche - ha aggiunto - che l’età media si è abbassata, siamo arrivati ai 40 anni rispetto ai 64 che avevamo prima delle aperture. Questo dimostra che l’attenzione dei giovani non deve calare - ha concluso Zaia - soprattutto per quanto riguarda i grandi assembramenti dove non si usano le dotazioni». 

 

Secondo Zaia, inoltre, «la prossima influenza è da trattare come fosse il Coronavirus». «Ogni caso di influenza - ha aggiunto - dovrà avere una diagnosi differenziata per essere certi che non sia causata da Covid-19 e perciò avremo la necessità di fare ancora più tamponi e test rapidi. Il nostro piano di sanità pubblica - ha concluso - prevede 32 mila tamponi al giorno».

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