28 settembre 2020

Veneto

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30.07.2020

Nuovo focolaio all'ex caserma di Treviso: 129 positivi al centro di accoglienza

Un nuovo focolaio nell'ex caserma Serena di Treviso che ospita il centro di accoglienza per richiedenti asilo. Sono 129 (non 134 come sostenuto in un primo tempo da Zaia né 71 come rettificato dalla Regione) i tamponi risultati positivi dallo screening effettuato ieri, dopo i tre migranti positivi riscontrati nella struttura.  Circa 340 le persone sottoposte a tampone. 

 

Lo comunica l'Ulls2  (Marca trevigiana) che precisa: «Completato lo screening all’ex Caserma Serena. Complessivamente sono stati eseguiti 315 tamponi, 293 sui migranti e 22 sugli operatori che hanno evidenziato 129 positività tra gli ospiti. I positivi, tutti asintomatici, sono stati immediatamente isolati all’interno della struttura. La quarantena è estesa anche ai negativi. Tra una settimana sia gli operatori sia gli ospiti saranno nuovamente testati. I controlli all’ex Serena, scattati dopo le tre positività emerse tra i migranti, sono stati completati nell’arco di 24 ore: l’Ulss 2, in collaborazione con Prefettura, Forze dell’Ordine, Comuni di Treviso e Casier, ha organizzato e completato il maxiscreening con la massima tempestività. Ciò ha permesso di individuare rapidamente i positivi ed organizzare l’isolamento all’interno dell’ex Serena.»

 

Stamattina Luca Zaia, in visita a Vò Euganeo, aveva dichiarato:  «Sono oltre 130, quasi sicuramente 134, i positivi all'interno dell'ex caserma Serena. Almeno un terzo è quindi positivo asintomatico, un segnale che non è assolutamente buono».  Solo successivamente è arrivata la precisazione dalla Regione Veneto che i positivi sono in realtà 71.

 

Zaia ha spiegato: «Il 55 per cento dei focolai veneti non sono domestici e dobbiamo fare in modo di non buttare via tutto il lavoro fatto. Il tema degli immigrati, soprattutto dei nuovi ingressi, è un tema pesante, in particolar modo quando si vede che molti di questi migranti non scappano dalla morte o dalla fame ma sono tunisini che hanno deciso di fare un'esperienza in Italia. Emanerò un'ordinanza di mantenimento non appena vedrò il nuovo Dpcm: dobbiamo attivare una macchina di screening di sanità pubblica importante e mi fa piacere vedere che ci sono novità interessanti sui test veloci perché farlo con i tamponi non è possibile»

 

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