28 settembre 2020

Veneto

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14.08.2020

Due giovani bloccati in parete, per salvarli impresa d'altri tempi del Soccorso Alpino

La chiamano «La Regina delle Ferrate», per la sua bellezza ma anche per la sua difficoltà: richiede preparazione atletica ed esperienza.

La ferrata «Costantini» sulla Moiazza, nelle Dolomiti Bellunesi, è stato teatro di un complicatissimo salvataggio da parte del Soccorso Alpino, che è riuscito a raggiungere e mettere in sicurezza, facendoli scendere per 750 metri di dislivello attraverso numerosi salti di roccia, due giovani inglesi.

 

I FATTI

I due, 30 e 27 anni, fra cui uno che non aveva mai affrontato ferrate, erano partiti passate le 3 di notte dal Rifugio Tomè, sul Passo Duran. Un'oretta abbondante dopo avevano attaccato la Costantini.

Erano saliti sulla Pala del Belia e di seguito alla Cresta delle Masenade e da lì, probabilmente già stanchi, avevano deciso di rientrare dell'itinerario appena fatto. Durante la discesa però, sopra la Cattedrale hanno sbagliato traccia e preso la vecchia via finendo sopra salti di roccia.

Capito che da quel punto non sarebbero passati, i due sono tornati sui loro passi alla Cattedrale e, ormai finiti, uno anche con escoriazioni dovute a una scivolata, si sono fermati e hanno chiesto aiuto.

 

Pur con delle difficoltà a comunicare (i cellulari non prendevano), i soccorritori hanno individuato due possibili coordinate.

L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, subito decollato, ha sorvolato la Moiazza, ma le nubi non hanno permesso l'individuazione degli escursionisti.

 

L'eliambulanza è quindi volata a imbarcare tre soccorritori.

Siccome non c'era certezza su  dove fossero, i soccorritori si sono divisi: due verso la cima della Ferrata per non escludere quel tratto, tre giù verso la Cattedrale. Non appena i tre si sono abbassati e hanno iniziato a chiamare, dalle urla ricevute in risposta li hanno trovati, poco sotto, a 2.590 metri di quota.

Sono quindi iniziate le operazioni per attrezzare le calate, una quindicina lungo la parete verticale, fino alla sommità della Pala del Belia, a 2.300 metri circa di altitudine. Calato il buio e con i due escursionisti stremati, in contatto costante con l'elicottero di Trento emergenza abilitato per il volo notturno, si è tentato un recupero con l'eliambulanza, ma la nebbia ha complicato tutto.

 

Alle 23 un temporale ha colpito il gruppo che ha quindi abbandonato il materiale di metallo per il rischio di fulmini, E così i sette si sono riparati sotto una roccia. Terminato il temporale, hanno  ripreso a scendere per la via normale che passa nel canalone tra la Pala del Belia e la Pala del Bo, sul cui tratto terminale si era formata una cascata di acqua. I tecnici hanno dovuto predisporre altri tre ancoraggi su roccia per superare alcuni salti, sono risaliti sulla Pala del Bo  per poi prendere il sentiero e arrivare alle 2 al Rifugio Carestiato, a quota 1.834

I due escursionisti sono poi scesi con i soccorritori in rientro fino al Passo Duran.

 

 

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