25 febbraio 2020

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14.02.2020 Tags: Vicenza , Truffa , Facebook

Da un «hi!» alla richiesta di soldi e nozze: nella rete del truffatore amoroso online

La truffa "romantica" corre sui social (Studio Stella)
La truffa "romantica" corre sui social (Studio Stella)

La richiesta di amicizia puzza di truffa da lontano: straniero, nessun amico in comune, nessuna informazione, diario vuoto, a parte un paio di foto, affascinanti. Di solito cancello. Stavolta decido di stare al gioco.

«Hi, come te la passi?». Mi chiede se parlo inglese. Non molto, penso, ma lui allontana ogni dubbio: «Lo sai che chattare con me sarà una buona occasione per praticarlo?». E sia. «Sono il dottor Michael Williams, ho 52 anni». Mi chiede di me. Basterebbe guardare il profilo. Al contrario del suo, le mie informazioni ci sono (ma poi scoprirò che cerca solo conferme). Gli dico il nome, l’età. Strano che il mio lavoro non lo insospettisca. «Il tuo inglese sta migliorando!» dice invece. Colpo di scena: «Vivo nell’Alabama, sono in missione in Afghanistan. Sono vedovo e ho una figlia di 11». Il profilo perfetto del truffatore romantico. Mi chiede una foto, neanche per idea! «Sono innocuo, ok?», ma chi è innocuo non ha bisogno di dirlo. Mi manda la sua foto, poi ne gira una dal mio profilo. «Hai un sorriso dolce, come piace a me».

 

GIORNO 2. «Buongiorno, come hai passato la notte?... Mi rende felice chattare con te. Ti ho incontrato da un giorno e mi sembra di conoscerti da sempre. Mi ricordi mia moglie». Non proprio quello che una donna desidera sentire. «Non capisco come tu, affascinante dottor Williams, possa interessarti a una “vecchia” giornalista». Non aspettava altro: «L’età non è importante, contano i sentimenti. Dio ha messo in te un cuore buono». «Dio mette un cuore buono in tutte le persone, a volte la vita le rende cattive» ma non coglie.

 

GIORNO 3. Si scusa per non avermi scritto, è stato molto occupato. Mi chiede come va il lavoro, dico che lo amo: «Io amo te più tu quanto tu ami il tuo lavoro e ti amerò per sempre». Mi manca l’aria. Non riesco a fingere neanche dietro una tastiera. «È impossibile». «Nulla è impossibile per l’amore vero. Voglio fare di te una regina». Di già? «Verrò a trovarti per stare con te».

 

GIORNO 4. Mi chiede se so cucinare, potrei essere una brava moglie e mamma. «Sono felice di averti al mio fianco». «Mi sembri un po’ lontano». «Mi farò trasferire in Italia. O preferisci venire in Alabama?». Che è questa fretta? «Caro Michael, non mi sembra una buona idea». «Certo, la Bibbia dice che quando un uomo trova una moglie è una buona cosa». «Sei matto!». «Sono pazzo e felice. Sei la sola persona che mi fa provare sentimenti d’amore». «Non voglio un marito». «Mi spezzi il cuore». Mi chiama “Honey” e manda una canzone “Just the way you are”.

 

GIORNO 5. I messaggi arrivano presto. Come stai? Hai passato una buona notte? Hai fatto colazione? «Allora, cosa dici della mia proposta?». Fingo di non cogliere e, alla sera «Adesso è tardi per chattare con la donna che amo, ma mi sento molto ferito, perché non prova i miei stessi sentimenti. Domani dobbiamo parlare».

 

GIORNO 6. È un fiume in piena: «Voglio che diventi mia moglie». Cambio argomento: «Come va il lavoro?». «È molto pericoloso. Ho parlato a Lise di te: è felice di avere una mamma». Oh, my God! Arriva un’altra canzone “I wanna grow old with you”. Poi mi chiede se sono su whatsapp, per avere una “conversazione privata”. Fossi matta! «Non do il numero agli sconosciuti». «Non sono uno sconosciuto, parliamo da sei giorni!» e mi rimanda la canzone. «Ma non mi mandi le foto di “mia” figlia» lo provoco. Ecco arrivare quattro immagini di un padre amorevole con una deliziosa ragazzina: «Mi devi promettere che avrai cura di lei». E poi: «Cosa sono per te, mi ami?». «Sei un mistero». «Sono molto deluso» faccina in lacrime «Io e Lise abbiamo bisogno di te. Andremo a vivere insieme in una grande casa. Sono cresciuto in orfanotrofio, voglio crearne uno». «Anch’io voglio aiutare i bambini di Haiti (mi sembra un oltraggio parlarne qui)». «Ecco la ragione per cui voglio sposarti». Parte una videochiamata: «Scusa, è stato un errore». Chissà che coccolone, avrei potuto smascherarlo subito. «Perché non ti riposi un po’? Hai fatto un lavoro duro per tutta la settimana, penso tu abbia bisogno di riposare». Mai nessuno ha avuto queste attenzioni per me! Ma adesso voglio vederci chiaro: salvo la sua foto, apro Google immagini, la trasferisco e mi appare il profilo di un neurochirurgo brasiliano, con oltre un milione di follower: stesso sorriso, stesse foto. Devo accelerare.

 

GIORNO 7. Al suo «Come hai passato la notte?» rispondo: «ti ho sognato e ti ho detto: mi sto innamorando». «Oh, dolcezza, voglio dormire con te, tenerti stretta e baciarti». Riesco a fingere bene: «Spero che accada presto». «Certo, ti porterò in chiesa». Altra canzone: “Always on my mind”. «Voglio conoscerti». «Certo, honey, oggi vado all’ufficio licenze. Non vedo l’ora di baciare le tue labbra». Mi viene il voltastomaco, ma rispondo: «farei di tutto per renderti felice». Rieccolo dopo il lavoro. «Allora? Hai buone notizie». «Sì, ma non posso fare la richiesta io. Aiutami, ti prego, mia figlia è troppo giovane e qui sta diventando pericoloso. Ti preparo una lettera da inviare alle Nazioni Unite». Mi manda un testo in cui dichiaro di essere sua moglie. Tempo un paio di minuti e mi chiede se l’ho inviato. «Non posso, non sono tua moglie, dire questo è reato». «Ma come? Appena vengo da te ti sposo. Non mi vuoi più aiutare?». Diventa terribilmente insistente.

 

GIORNO 8. Controllo il destinatario e compare un “Avviso di frode”. Eccoti qua, dottor Williams. Creo una casella di posta ad hoc. Lui è più frettoloso del solito, ma insiste sulla lettera. Ha preparato una versione in cui mi dichiaro la sua fidanzata. Mandata. Lo avviso, aggiungo «Mi manchi». «Mi manchi anche tu, ma sono stanco». Eh no, ragazzo: «Mi sento così sola...». «Ok, possiamo parlare un po’». «Mi ami?» chiedo. «Ti amo tantissimo». «Ok, vai pure a dormire, buonanotte». In realtà rimane attivo per diverse ore. Adesso che crede di avermi conquistata può spostare le attenzioni sulla prossima vittima. Arriva un messaggio, nel cuore della notte: «Amore, sembra che tu sia sveglia». Certo, sono elettrizzata: ho appena ricevuto dalle Nazioni Unite la richiesta di 4.200 euro. Un’assicurazione sulla vita necessaria per consentire al dottor Michael Williams di raggiungermi, da versare prima possibile. Ora posso procedere con la denuncia. Mi spiace, dottor Williams, ma l’amore è una cosa seria. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marialuisa Duso
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