06 giugno 2020

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23.03.2020

Tutti contro il Cio
Le Olimpiadi sono
sempre più a rischio

L'emblema di Tokyo 2020. In primo piano un passante con la mascherina
L'emblema di Tokyo 2020. In primo piano un passante con la mascherina

Ogni giorno che passa, per le Olimpiadi di Tokyo la questione non sembra più essere "se", ma piuttosto "a quando" rinviare l’evento sportivo più atteso dell’anno, in un mondo assediato dalla pandemia. E da più parti, arriva al Cio una richiesta di far presto a prendere decisioni, per non lasciare gli atleti nell’incertezza. All’indomani dell’annuncio del Cio che entro un mese verrà presa una decisione, il premier giapponese, Shinzo Abe, per la prima volta allude alla possibilità di uno slittamento della data di inizio, mentre comitati olimpici e federazioni spingono per uscire dall’ ’ambiguita «e per un rinvio al 2021, ma dalla Russia, peraltro esclusa dai Giochi, arriva il suggerimento di "non farsi prendere dal panico".

 

I primi ’messaggì della giornata arrivano dal Canada e dall’Australia; il comitato di Ottawa annuncia che non manderà i suoi atleti a Tokyo quest’estate raccomandando uno spostamento di un anno, una posizione supportata dalle commissioni di atleti, federazioni e governo ; quello di Canberra invece invita i suoi atleti a prepararsi per partecipare ai Giochi nel 2021. Il direttivo dell’Aoc ritiene che una squadra australiana "non può essere formata in una situazione di continuo cambiamento" e pertanto gli atleti devono programmare la preparazione per l’anno prossimo.

 

Le Olimpiadi sono programmate dal 24 luglio al 9 agosto e le Paralimpiadi dal 25 agosto al 6 settembre, date ritenute troppo vicine vista la situazione globale della pandemia e del caos in cui sono precipitati i programmi di preparazione degli atleti e i tornei di qualificazione a causa del generalizzato blocco delle attività e degli spostamenti inter e infra nazionali. Il presidente del comitato organizzatore di Tokyo 2020, Yoshiro Mori, ammette che si stanno già analizzando scenari alternativi.

 

"Non è una decisione facile e nessuna scelta è stata fatta", dice, aggiungendo che le principali difficoltà risiedono nell’ascesa repentina dei costi e la disponibilità futura degli impianti. "Rinviare" è l’unica soluzione possibile, secondo il n.1 dell’atletica mondiale, Sebastian Coe, che argomenta dal punto di vista degli atleti la richiesta di avere presto date certe: chi si prepara alle Olimpiadi vive oggi »una situazione di disparità« negli allenamenti, con atleti che si allenano normalmente, altri che vedono saltati i tornei di qualificazione, altri ancora che non possono neanche uscire di casa.

 

"Nessuno vuole vedere i Giochi rimandati ma - scrive Coe a Bach - non possiamo tenere l’evento a tutti i costi, a spese della sicurezza degli atleti, ed una decisione va presa rapidamente. Lo dobbiamo ai nostri atleti per dare loro tregua". Una posizione rilanciata dal Comitato olimpico Usa (Usopc), che rende atto al Cio di aver cercato di fare chiarezza ma sottolinea che "gli atleti si trovano tuttora ad affrontare una situazione di totale ambiguità".

 

L’Usopc a "lavorare per garantire gli atleti una esperienza olimpica totale, quando ciò potrà avvenire in sicurezza. Troveremo soluzioni che mantengano vivo lo spirito dei Giochi". E intanto gli atleti aspettano nuove, magari cercando di sdrammatizzare, come Federica Pellegrini, che dedica alla situazione di stallo una scenetta postata su Instagram. "Fede, Fede... Svegliati. Hanno dato l’annuncio oggi: ci sono le Olimpiadi. Devi prepararti. Svegliati. Stretching, riscaldamento, avanti. Gira quelle braccia: sei pronta, a posto? Via!", si sente in sottofondo, mentre l’olimpionica, simula una gara di nuoto, sul lettone di casa.

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