05 agosto 2020

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19.06.2020

Vicenzi, assist a Pedrollo «Insieme? Da competitivi»

Gianluigi Pedrollo, Giuseppe Vicenzi e Sandro Veronesi FOTOEXPRESSUmberto Gandini
Gianluigi Pedrollo, Giuseppe Vicenzi e Sandro Veronesi FOTOEXPRESSUmberto Gandini

Serie A? «Solo se sostenibile». Lo ricordava ieri Gianluigi Pedrollo nelle poche pause che si è concesso tra lavoro e telefonate. «Valutiamo tante ipotesi. Come è giusto che sia». Il presidente della Scaligera Basket conferma anche la telefonata con Giuseppe Vicenzi, presidente della Vicenzi Biscotti e volto vincente della pallacanestro veronese. Il passato che ritorna. In un momento particolare per il basket scaligero.

 

TELEFONATA. Vicenzi e Pedrollo si sono sentiti «Certo» racconta il presidente della Scaligera. «Ma si devono creare le situazioni ideali per procedere nei nostri ragionamenti». Di sicuro Pedrollo non si lascerà andare «a salti nel buio. Anche perché, è giusto procedere in maniera chiara. La serie A è impegno di rilievo che c’impone di assumere grandi responsabilità. Il telefono squilla, i potenziali partner non mancano. Ma potremo procedere solo nel caso si trovino situazioni di collaborazione concreta che possano permetterci di affrontare in maniera serena la nuova categoria». La parola d’ordine è: riaggiorniamoci. Oggi, domani. Comunque presto. Umberto Gandini, presidente di LegaBasket, ha lasciato una settimana (fino a giovedì prossimo ndr) alla Scaligera per dare una risposta: dentro o fuori. I Pedrollo ci provano. «Ma senza azzardi» conclude il presidente. «C’è sempre la serie A2, una squadra già impostata e un futuro comunque da costruire».

 

SEGNALI. E Giuseppe Vicenzi? «La volontà di dare una mano c’è. A Pedrollo ho detto che, a certe condizioni, potrei anche essere disposto a fare da sponsor. Però, la strada eventualmente percorribile è quella che il credito d’imposta diventi legge. Ma non so quali possono essere oggi i tempi necessari per far sì che questa situazione possa sbloccarsi». Ottimisticamente, si è parlato di una settimana. Su per giù. «Se fosse una settimana e basta, la situazione sarebbe favorevole. Ma è ancora troppo presto per fare valutazioni senza la certezza di quello che accadrà».

 

COMPETITIVI. Vicenzi precisa: «Se si riuscisse a fare la serie A1, chiunque lo faccia, deve tenere conto di quello che è necessario spendere. Miracoli non se ne fanno nel mondo della pallacanestro, almeno da quella che è stata la mia esperienza. Se si prendono dei buoni giocatori, bisogna pagarli. E servirebbero molti milioni». Anche qui la cifra è variabile. Ma si aggira intorno ai 3,5 milioni per la gestione di un’intera stagione in serie A. Questo almeno dovrebbe essere il budget per una società che affronta la nuova categoria con l’intento di ottenere una salvezza senza ansie e patemi. «Chiunque la faccia» sottolinea ancora Vicenzi, «deve riuscire a costruire una squadra che sappia confermarsi in serie A1 e non che retroceda al primo colpo». Il prossimo passaggio adesso qual’è? C’è in scaletta un incontro tra Vicenzi e Pedrollo? «Al momento, aspettiamo che arrivi qualche notizia che ci dia la possibilità di creare una situazione che possa permettere alla società sportive di sopravvivere. Il calcio ha i mezzi. Gli sport minori non ne hanno».

 

A PICCOLI PASSI. Pedrollo e Vicenzi non si mettono certo a correre. Posizioni responsabili da parte di entrambi. Nessuna voglia di mettere facili entusiasmi davanti al buon senso. Anche per una forma di “responsabilità“ dei ruoli dei due attori protagonisti di questa vicenda. Che resta, comunque, intricata e potenzialmente piena di imprevisti. Si è solo all’inizio. Pedrollo raccoglie messaggi di stima, ragiona con partner, ha già in testa il “conto della spesa“. Ma, per poter partecipare alla prossima serie A, servono investitori, investimenti all’altezza delle aspettative, certezze. Vicenzi, da navigato uomo di sport, vincente nel passato, e protagonista dell’età aurea del basket veronese, dosa le parole: «Ho intravisto la possibilità di sfruttare un marchio nostro. Ma non è il momento di andare oltre. Tante cose devono accadere. Quello che conta è che si faccia una squadra competitiva. Altrimenti è meglio restare in serie A2». Resta il fascino infinito di una collaborazione tra Pedrollo e Vicenzi, che potrebbe portare con sè rinnovato entusiasmo ed una nuova dimensione per il basket scaligero. Senza dimenticare, comunque, che Pedrollo ha in scaletta più di un incontro. •

Simone Antolini
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