30 settembre 2020

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01.12.2019 Tags: Storie di sport

Geometrie e lavoro: come lievita Zuelli

Emanuele Zuelli
Emanuele Zuelli

In rampa di lancio. Sale Emanuele Zuelli, anche a passi svelti. Verso i grandi. Uno dei tanti prodotti trentini, altoatesino al Chievo dai Giovanissimi. Anche lui, come Depaoli e Pinamonti, a macinar chilometri lungo la Brennero inseguendo un sogno ora parecchio concreto. Altissima costanza e impegno feroce, abbastanza per veder alla lunga i primi rigogliosi frutti. Diciott’anni appena compiuti, faro indiscusso della Primavera, geometrie pulite, calcio visto in anticipo, l’intuizione di Mandelli che ad un certo punto gli ha cambiato ruolo sistemandolo nella cabina di regia dopo i primi passi da trequartista. La fascia di capitano gli ha dato ulteriore consapevolezza, forte di un talento purissimo notato anche dalla Juventus che l’avrebbe preso volentieri da ragazzino. Quando le sue doti iniziavano già a intravedersi. L’orologio di Zuelli sta correndo veloce, top player della Primavera e sorvegliato speciale di Michele Marcolini così come tanti altri. Anche se lui ora ha qualcosa in più. Affollato ora lo spogliatoio di Veronello ma dopo gennaio qualcosa potrebbe cambiare, la catena di montaggio d’altronde deve continuare a produrre e a rifinire talenti dopo averne sfornati un bel po’. Vignato l’ultimo, partito dal basso ed ora in cima alla piramide. A Zuelli qualcosa manca ancora ma la base c’è tutta. Destro naturale, col sinistro a far da buon alleato ai suoi ricami ed una doppia fase ormai consolidata. Regista e mediano, idee chiare e pensieri sempre profondi. Prima il Bolzano, poi l’Alto Adige, quindi il Chievo. E da lì la scalata, sotto gli occhi all’Under 17 anche di Davide Mandelli, ora vice di Marcolini che qualche referenza sul suo conto ce l’ha già. Senza sbavature il suo primo scorcio di stagione, sempre più a suo agio al centro del campo dove s’è adattato benissimo. Correndo e facendo correre la palla, dettando i tempi e guardandosi alle spalle, lanciando i compagni e cercando il gol. Come quello caparbio segnato domenica a Veronello nell’amichevole coi grandi. Giusto per cominciare a respirare l’aria. Lo specchio della sua crescita quell’attimo, uno degli ultimi gradini nella sua personalissima scala. Il suo rendimento è lievitato a dismisura, settimana dopo settimana. Senza ancora capire quale sia il suo effettivo potenziale. L’asticella continua ad impennarsi e lui a rispettare le tabelle. Con la personalità del giocatore vero e la certezza di poter andare oltre la Primavera che comunque rimarrà casa sua ancora per un bel po’. Ha tutto Zuelli, doti naturali e altre da affinare nell’allenamento quotidiano. Senza fermarsi un attimo. Da Bolzano al Chievo, Giovanissimi e Primavera. E la storia è appena iniziata. •

A.D.P.
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