05 luglio 2020

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03.11.2019

Borgatti a quota 100: «Che orgoglio»

Il «Borga» sorride con la maglietta celebrativa dei suoi 100 gol
Il «Borga» sorride con la maglietta celebrativa dei suoi 100 gol

Con la rete messa a segno contro l’Isola 1966, Alessandro Borgatti arriva a tagliare il traguardo delle 100 segnature tra i dilettanti. Grande soddisfazione dunque per l’attaccante del Cologna che, cresciuto nelle giovanili locali, aveva debuttato in categoria con la maglia gialloblù nella stagione 2010 mettendo a segno la sua prima rete. Due particolari coincidenze caratterizzano il traguardo raggiunto dal “Borga”: la prima, legata alla rete numero uno, rifilata al Tezze al Comunale di Cologna; la seconda inerente al gol numero 100 messo a segno sempre al Comunale dopo essere tornato a vestire il gialloblù e che arriva in concomitanza delle celebrazioni del centenario della fondazione della società. Dopo gli anni di Cologna, passato all’Aurora Cavalponica (dove ha militato per 5 stagioni), Borgatti ha vissuto la soddisfazione di due promozioni e nell’annata del salto di categoria dalla Prima alla Promozione l’attaccante era stato particolarmente prolifico mettendo a segno 21 reti. Nel 2016 uno stop, dovuto ai controlli medico sportivi, che avevano trovato nel giocatore anomalie livello cardiaco, fortunatamente rientrate dopo ulteriori e specifici accertamenti, per una stagione ha tenuto lontano dai campi di gioco Borgatti che caratterialmente ha saputo reagire all’accaduto in maniera positiva tornando a giocare ancora tra le fila dell’Aurora per passare successivamente nel 2017 a vestire la maglia del Sitland Rivereel, ancora in Promozione. Borgatti torna così al Cologna nel 2018 affiancando Fabio Sinigaglia che nel corso di quella stagione arriva a sua volta a tagliare il traguardo delle 100 segnature in gialloblù. Un’accoppiata rivelatasi vincente sotto la guida di mister Di Paola, confermata anche nella stagione in corso. «Sono molto contento», rivela Borgatti. «Raggiungere quota cento è per me un motivo di orgoglio anche se ho sempre pensato prima al collettivo che alla mia soddisfazione personale. Il calcio resta principalmente uno sport di squadra nel quale poter condividere sia le gioie che il rammarico per le sconfitte. Ho avuto la fortuna di giocare in tre società che hanno creduto nelle mie potenzialità, trovando dirigenti, allenatori e compagni con i quali ho sempre avuto un rapporto di stima e fiducia. Magari ho legato maggiormente con i compagni di reparto che ho trovato nel corso degli anni e di fianco ai quali ho giocato a partire da Cucchetto, Bottaro, Correzzola e attualmente Sinigaglia. Attaccanti e bomber di razza, micidiali in area, che mi hanno insegnato tanto. Ma dedico questi miei 100 gol ai miei familiari, a quelli che mi hanno sempre stimato e ai tifosi con la speranza di aver ricambiato il loro apprezzamento col mio impegno e la mia serietà». •

Enzo Ferraro
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