15 agosto 2020

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10.10.2009

Sibilano e l'Hellas, questione di cuore


 Lorenzo Sibilano torna al Bentegodi da avversario. «Sono un professionista e darò tutto per l'Andria ma ho Verona nel cuore» FOTO EXPRESS
Lorenzo Sibilano torna al Bentegodi da avversario. «Sono un professionista e darò tutto per l'Andria ma ho Verona nel cuore» FOTO EXPRESS

Ha lasciato Verona poco più di un mese fa, domani tornerà da avversario. «Sarà strano, sarà tutto molto strano... - ammette Lorenzo Sibilano - chissà che emozione quando salirò quelle scalette, alzerò gli occhi e rivedrò il Bentegodi. Con un'altra maglia addosso».
[FIRMA]Sibilano sarà titolare?
«Non lo so, la decisione spetta al mister. Abbiamo cambiato allenatore da poco, Papagni è una persona in gamba, un tecnico equilibrato e preparato. Sì, c'è qualche problemino in difesa, Di Simone è squalificato ma è un esterno, vedremo. Ho giocato poco in queste partite, è chiaro che vorrei giocare di più, anche per questo ho deciso di andare all'Andria ma sono un professionista e accetto le decisioni del tecnico. Mi piacerebbe giocare da titolare contro il Verona, è ovvio. Sarebbe una grande soddisfazione».
Come va con l'Andria?
«La situazione non è semplice, l'ultimo posto in classifica brucia e questo impegno con il Verona non è certo semplice. Tra l'altro la rescissione del contratto di Totò Bellavista e la contestazione che ci ha presi di mira dopo il pareggio con la Spal può lasciare il segno ma la squadra sta crescendo, il punto con i biancazzurri va apprezzato perchè l'abbiamo fatto contro una formazione importante dopo aver giocato gran parte della gara in dieci. Siamo stati ripescati, ci sono tanti giocatori nuovi. Il nostro obiettivo è la salvezza, pensiamo solo a quella, un passo alla volta, un punto alla volta...»
Magari proprio al Bentegodi...
«L'Andria cercherà di strappare un risultato positivo, questo è chiaro. Sappiamo che l'Hellas è fortissimo ma noi dobbiamo assolutamente portare a casa punti. Lotterò per novanta minuti, anzi novantacinque per fermare il Verona ma dopo la gara tornerò a tifare per i gialloblù».
Cosa proverà Sibilano?
«Potrei dire un'emozione grandissima ma è ancora troppo poco, non è facile trovare le parole. Ho un legame con la squadra, con la città, con la gente che non posso descrivere. Penso a quando sono tornato con la maglia del Verona a Bari, la mia città, la squadra dove sono cresciuto. Ecco, sarà qualcosa di simile».
Una questione di cuore?
«Sì, una questione di cuore. Un amore per la città che ha coinvolto anche la mia famiglia. I miei bimbi sono nati lì, mia moglie è stata benissimo. Ora siamo tornati a Bari, abbiamo una casa lì, i bambini sono piccoli, devono andare a scuola. Ma non escludo che potrei tornare a Verona a fine carriera. Avrei voluto restare da giocatore, tornerò ad abitarci».
Perchè è finita?
«È arrivata una dirigenza nuova, voleva tagliare con il passato. Ho pagato soprattutto questa situazione ma credetemi avrei voluto dare ancora molto all'Hellas. Mi sento in debito con i tifosi, con la gente. Sono arrivato in serie B, mi è costata tantissimo la retrocessione. Potevo andare via, giocare ancora tra i cadetti, avevo proposte importanti. Ho deciso di restare per riportare il Verona in B, dove l'avevo trovato, ma questa piazza merita la serie A a vita».
Anni difficili...
«Purtroppo. Penso di aver vissuto in prima persona gli anni più brutti della storia del Verona. Tra l'altro non è andata bene neanche a livelli personale, tanti infortuni, l'ultimo molto grave. Però, nonostante tutto, è nato un feeling incredibile. Ho sempre ricevuto grandi manifestazione d'affetto, mi sono sempre sentito a casa. Il giorno della retrocessione dalla B alla C i tifosi gialloblù hanno incoraggiato la squadra per novanta minuti e hanno applaudito anche alla fine. Dopo la partita sono stato avvicinato da un gruppo di loro, mi hanno abbracciato, mi hanno detto che dovevo restare. Ho pianto con loro, una cosa così non sarebbe successa in altre città. Per questo ho deciso di restare a Verona ma avrei voluto dare molto di più. Adesso ne pago le conseguenze. Me ne sono andato e ritrovo l'Hellas da avversario».
Chi vincerà il campionato?
«Sono stato con il Verona fino al 31 agosto, ho giocato con questi ragazzi, li ho visti crescere. Questa è una squadra costruita per vincere il campionato, è attrezzata, i dirigenti hanno fatto un buon lavoro, hanno messo una fuoriserie nelle mani di Remondina. Sicuramente il campionato è lungo ma l'Hellas non deve badare agli altri deve guardare solo a quello che succede in casa propria. Il Pescara? L'abbiamo visto qualche domenica fa. Una buona squadra ma il Verona è un'altra cosa».
Appuntamento al Bentegodi?
«Ci vediamo lì. Approfitterò della trasferta per tornare a Verona con moglie e figli, resterò qualche giorno dopo la gara. Sono partito all'improvviso, la trattativa con l'Andria s'è chiusa nelle ultime ore di mercato. Vorrei salutare tutta la gente che ho conosciuto, gli amici, i tifosi che mi sono stati vicini anche nei momenti difficili».
Luca Mantovani

Luca Mantovani
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