24 gennaio 2020

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23.09.2009

La folle corsa di Rafael esalta i tifosi


 INCREDIBILE «RAFA». Nella sequenza realizzata da Foto Express la «pazzia» di Rafael che ha regalato l'assist a Farias per il gol del due a zero e strappato gli applausi di tutti i tifosi del Verona che hanno sostenuto l'Hellas contro la Ternana. Nelle prime due immagini il portiere gialloblù esce in presa alta e afferra la palla, nelle altre due corre verso il limite dell'area di rigore poi getta la palla a terra, supera un paio di avversari di slancio, tocca il pallone con i piedi e pesca il compagno di squadra brasiliano con un assit perfetto
INCREDIBILE «RAFA». Nella sequenza realizzata da Foto Express la «pazzia» di Rafael che ha regalato l'assist a Farias per il gol del due a zero e strappato gli applausi di tutti i tifosi del Verona che hanno sostenuto l'Hellas contro la Ternana. Nelle prime due immagini il portiere gialloblù esce in presa alta e afferra la palla, nelle altre due corre verso il limite dell'area di rigore poi getta la palla a terra, supera un paio di avversari di slancio, tocca il pallone con i piedi e pesca il compagno di squadra brasiliano con un assit perfetto

Diedi secondi interminabili. Un'emozione incredibile al Bentegodi. Quindicimila persone con il fiato sospeso, un silenzio surreale per uno stadio. La partita è praticamente finita, mancano pochi secondi alla fine dei cinque minuti di recupero. Il Verona vince uno a zero. C'è un corner per la Ternana, sale anche il portiere Visi, ci sono ventun uomini in area di rigore, solo Farias resta in avanti, a pochi metri dalla linea del centrocampo.
Batte Concas, la parabola è buona, Rafael capisce tutto, si alza altissimo e afferra il pallone. «È finita, è finita, calcialo via...», urlano i compagni.
Ma Rafael non è un portiere qualunque, lui è un brasiliano. Un flash nella sua testa. Ricorda quando giocava da ragazzino con i compagni nel cortile, ripensa alle estati brasiliane si diverte in spiaggia sugli amici. Ha tecnica, rapidità e un buon tiro. Non ci pensa su più di tanto, corre verso il limite dell'area, butta la palla a terra...
«Che fa Rafael? Che fa Rafael?», pensano i quindicimila tifosi gialloblù. Non hanno la forza di parlare, qualcuno si gira dall'altra parte, non vuole nemmeno vedere. Il portiere dell'Hellas è tranquillo, arriva un avversario e lui lo salta in velocità, si avvicina un altro della Ternana e lui lo dribbla, Visi intanto corre come un pazzo per tornare in porta ma Rafael ha già capito tutto e al momento giusto pesca Farias tutto solo. L'amico brasiliano parte in velocità, ormai non lo prende più nessuno, solo il portiere umbro cerca l'ultimo recupero alla disperata. Ma Farias ha grandi qualità tecniche e sangue freddo, salta Visi e fa partire un destro perfetto. La palla rotola piano piano in rete, due a zero per l'Hellas, la Curva esplode, lo stadio diventa una bolgia.
Farias corre sotto la Curva, lo raggiungono solo due compagni, tutti gli altri abbracciano Rafael che si getta a terra a due passi dalla bandierina. «Ho pensato per quindici giorni al mio ritorno in campo - ammette il portiere brasiliano alla fine della partita - quando sono stato espulso con la Cavese ho capito di aver rovinato la partita del Verona. La prima espulsione della mia carriera, un episodio che mi ha toccato. Volevo riscattarmi, mi sentivo in debito con il mister, con i miei compagni, con la squadra».
A dire il vero una piccola rivincita se l'era presa anche alla fine del primo tempo quando aveva evitato un gol fatto fermando il tiro a botta sicura di Piccioni. Non serviva un'altra scarica di adrenalina a partita conclusa. «Sentivo che sarebbe andata bene - continua Rafael - quando sono partito ho visto che c'era lo spazio per andare in porta. Poteva prenderla un avversario? No, sono sicuro, nessuno poteva fermarmi».
Qualcuno ha pensato che Rafael sarebbe andato in porta. «Magari - sorride il numero uno gialloblù - sarei entrato nella storia. No, volevo solo portare la palla il più lontano possibile dall'area di rigore. Poi ho sentito Farias che mi chiamava la palla e allora l'ho passata proprio a lui. Quando ho visto il pallone entrare non ho capito più nulla».
Un'altra pazza corsa verso la bandierina, inseguito da tutta la squadra, panchina compresa. In testa Massimo Marini, il preparatore dei portieri del Verona. «Anche lui è stato un portiere - ammette Rafael - abbiamo parlato tanto in queste settimane, avrà capito cos'ho provato, sa quanto ci tengo al Verona».
La vittoria con la Ternana rilancia anche la corsa dell'Hellas verso i quartieri alti della classifica. «Sono contento per la prestazione della squadra in questo posticipo - conclude Rafael - avevamo voglia di giocare così al Bentegodi. Abbiamo giocato per il mister? Abbiamo giocato per tutti, quando si insegue un obiettivo importante dobbiamo remare tutti insieme dalla stessa parte non solo i giocatori, l'allenatore, i dirigenti... anche i medici, i magazzinieri, i collaboratori della società. Tutti quelli che in settimana lavorano per arrivare bene alla partita. Senza dimenticare i tifosi che non ci fanno mai mancare il loro sostegno. Ancora una volta sono stati incredibili».
Luca Mantovani

Luca Mantovani
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