04 giugno 2020

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03.04.2020

Il saluto di Iuzzolino: «Come va da voi ragazzi? Io non vi dimentico»

Bentornato Paisà. Quattro anni hanno lasciato infiniti ricordi fra Verona, la Scaligera e Mike Iuzzolino.

La guardia americana scelta al 2° giro dai Dallas Mavericks, è tornato in gialloblù via Instagram ne Il salotto di Mitch del capitano Poletti, dopo la bellissima serata del 2017 quando la Scaligera ritirò la maglia nr. 8, ma soprattutto il quadriennio dal '95 al '99 quando regalò a Verona la Supercoppa e ancora di più la Coppa Korac ('98).

 

«Era quello che volevano i nostri tifosi, e noi siamo stati felici di regalarla. Andrea Mazzon, Alessandro Giuliani, Sandro Boni, Roberto Dalla Vecchia, Andrea Fadini, sono nomi che non dimentico. Importanti per il basket di Verona come ora lo è Pedrollo», è il racconto di Iuzzolino a Poletti che si dice «felice di intervistarti, dopo averti seguito da bambino».

Iuzzolino ha voluto conoscere la situazione sul coronavirus, e come è ora la città, lui che amava girare fra Castelvecchio dove passava un po' di tempo seduto sui gradoni, la Bra dove si fermava a bere un bicchiere di vino fra amici, o Ponte Pietra.

«E' tutto cambiato ora, è vuoto, non avrebbe senso giocare ove non c'è nessuno», dice con un pizzico di tristezza Poletti. «E' cambiato anche il basket, eppure tu giocavi vent'anni fa come si gioca ora». «Il basket è molto più fisico, ma i tifosi apprezzano di più la difesa. I giocatori sono sempre gli stessi e quelli europei sono più bravi nei fondamentali. Io venivo preso in giro perchè non schiacciavo, allora mi applicavo molto di più sul trattamento di palla, sulla velocità di tiro».

 

Poletti ha letto molto sulla serata all'Agsm Forum quando in un palasport gremito e nell'intervallo fra Tezenis-Treviso, venne ritirata la maglia che Iuzzolino vesti per quattro stagioni. «Ero travolto dall'emozione, mai mi sarei immaginato di avere una reazione così forte. Ringrazio Andrea Sordelli, la famiglia Pedrollo e i tifosi perchè ancora una volta mi hanno fatto sentire a casa, come non fossi mai partito. Ho riabbracciato i miei amici, i dottori Enrico Vittone, e Paolo Cannas che è sempre stato al mio fianco per rimettermi in piedi dopo un infortunio. Sono ricordi bellissimi che mi accompagneranno sempre. Grazie Verona, grazie Scaligera». Bye bye Paisà.

Anna Perlini
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