15 agosto 2020

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11.07.2020

Il Chievo delude Pari col Trapani Occasione persa

Chievo-Trapani (FOTOEXPRESS)
Chievo-Trapani (FOTOEXPRESS)

Chievo a metà. Bello ma poi vaporoso. Arrembante ma poi fragile e in apnea. Un’incompiuta. Il pareggio con il Trapani serve a poco. Non dice molto. Il “vorrei ma non posso“ toglie fiato. E rende ancora più fastidiosa la rincorsa play off. Un’altra occasione buttata. Delusione e pensieri. Il margine di errore si assottiglia sempre di più. Caos calmo. Il Chievo sa di dover vincere. Il Trapani non può più permettersi di perdere. Non si fanno conti. Non si bada al ritmo. Sincopato. Aglietti deve costruire certezze, Castori regalare una speranza (di salvezza). Di Noia centrale difensivo è sperimentazione virtuosa. Non lo vuole il caso ma la necessità, e forse chissà, Cesar lì in mezzo sarebbe stato ancora utile. Il clima, di gioco, è piacevole. Siciliani allarmati ma mai all’arma bianca. Il Chievo apre il campo, mette la fantasia di Giak sulla tavolozza, spinge sulle corsie, e cerca ricami in grado di scardinare il dispositivo difensivo dei granata. Nessuna tattica rigida per un tempo. Squisitamente equilibrato. Rotto dalla decisione dell’arbitro Minelli di consegnare al Chievo un rigore crepuscolare. Che non c’è. Sia inteso: il vantaggio è legittimato da condotta di gara accorta e ispirata. Ma l’episodio del penalty fa arrabbiare, e non poco, i siciliani. Che non perdono la testa, usano ritmi accorti per la serata e riescono pure a pungere in zona Semper. Il Chievo non ha bisogno di agitarsi. S’accende ad intermittenza, sa di poter affondare con i suoi tenori. Non riesce a chiudere subito i conti. E si trascina il problema anche nella ripresa. Vissuta di corsa e di fisico. Il Trapani è spigoloso, appuntito, affamato quanto basta per presentarsi più volte arrabbiato dalle parti di Semper. Chievo di rimessa. Partita che resta a lungo nel limbo. Aglietti non può fare a meno di fantasia. Ma deve calibrare bene la forza di squadra che cala - non vistosamente - quando il Trapani alza, per stato di necessità, i suoi tempi di gioco. Siciliani capace di risalire il campo e di far correre l’ex Kupisz. I movimenti di panchina, che iniziano intorno all’ora di gioco, diventano sottile gioco di strategia. Aglietti, giusto per capirci, toglie la leggerezza di Vignato per affidarsi ai cingolati di Ceter. Più muscoli meno seta. Castori cambia tanto. Consegna più corsa alla sua squadra. Che preme, e lo fa in maniera minacciosa, nel cuore del secondo tempo. Quando anche Semper tiene a bada l’ardore siculo. Aglio mette gioventù inserendo Grubac e Karamoko. Meno esperienza, più corsa. Ultimo quarto d’ora senza bollicine. Inevitabili sia così. La stanchezza prende forme strane e pericolose. E il Trapani, a forza di logorare, trova il pari con Piszczek. E lì il Chievo balla, annaspa, rischia pure di vincerla. Ma non la vince. Contava solo quello. •

Simone Antolini
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