06 agosto 2020

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12.07.2020

Hellas, ora divertiti
a sfogliare la Viola
Juric è già futuro

Juric e i suoi ragazzi (FOTOEXPRESS)
Juric e i suoi ragazzi (FOTOEXPRESS)

Firenze è un dolce naufragar. Viaggio nella rovente Toscana (stasera alle 19.30 al Franchi). Senza timori particolari, con una certezza: Ivan Juric sarà l’allenatore dell’Hellas anche per le prossime due stagioni. L’annuncio, calendario permettendo, potrebbe arrivare ancora prima della fine di questa strana stagione. Le anticipazioni non sono mancate. Ma, visto che sono in molti ad ambire alla mano del tecnico di Spalato, pare cosa buona e giusta rassicurare i tifosi. Juric vuole restare a Verona. E l’Hellas vuole tenersi stretto l’allenatore che ha aperto le porte al sogno Europa League.

 

CAPOLAVORO. Doveva essere salvezza. E, invece, è stato un tripudio di colori e sapori. Da tempo non si vedeva il Verona giocar così bene. Piace l’identità, lo stare insieme in campo. Piacciono i pensieri bellicosi di questa squadra di talenti in emersione. Piace l’atteggiamento da “piccola spavalda con le grandi“. Il modo miglior per rapire il cuore a chi tifa. Non più dagli spalti. E tutto, allora, in questo momento passa in secondo piano rispetto al rinnovo di Juric.

 

DUE ANNI. Accordo biennale con potenziale opzione per una terza stagione. La Fiorentina, che da tempo aveva messo gli occhi su Juric, dovrà rivolgere altrove i suoi interessi. Ma ha blasone e disponibilità economiche per portare a casa un grande nome. Gli amici toscani, dopo l’ipotesi De Rossi, parlano di Luciano Spalletti. Ma questo è affar loro. Conta Juric. Lui è la pietra sulla quale è stata ri-fondata la “Chiesa“ Hellas. Fatta di nuova fede, nuovi pastori e di un nuovo verbo. Niente di dissacrante. Pure questa è fede. E Juric è l’uomo che sta al centro del mondo Hellas.

 

INTOCCABILE. Imprescindibile in questo momento. Al netto dei meriti del direttore Tony D’Amico (e non sono pochi), Juric è l’uomo che ha scommesso su Kumbulla, che ha dato nuovi orizzonti ad Amrabat, che ha valorizzato - nel tridente difensivo - Rrahmani. E che ha saputo togliere catene mentali a ragazzi come Pessina e Verre. Liberi, finalmente liberi, di fare quello che meglio gli riesce. Poi, si è preso sotto braccio gli “uomini suoi“: come Veloso, come Lazovic, come Gunter. E il Verona che vince, si diverte e diverte, è diventato splendida realtà. E, non importa davvero come andrà a finire questo strampalato (per via del Covid e del caldo torrido) campionato. L’Hellas da Europa League e con talento gigante, si è salvato con due mesi di anticipo rispetto alla tabella di marcia iniziale. In campo corre ancora. Si è concesso poche pause. Sbagliando, anche, il minimo necessario.

 

ACCORDO. Juric, nelle ultime due settimane ha avuto modo di confrontarsi a lungo con Setti e D’Amico. La società gli ha fatto capire che è disposta a dare seguito al suo progetto tecnico. Se ne andranno pezzi da novanta come Amrabat, Kumbulla (forse), Rrahmani, Pessina (forse), Borini. Ma l’Hellas del domani sarà ancora competitivo. Queste le rassicurazioni in vista della nuova stagione. Che ripartirà poco dopo la fine di questa.

 

STASERA. Vogliamo tornare al campo? Bene, pensiamo allora alla partita del Franchi. Vale per il rilancio della Fiorentina. Vale per il blasone del Verona. Vale anche per Amrabat (se giocherà) che è già un giocatore della Viola. E che per la prima volta, seppure da avversario, si esibirà in quello che diventerà a breve il suo nuovo stadio. C’è da capire quale formazione abbia in mente Juric. Ma il rischio di incappare in brutte figure è sempre molto alto. Dunque, Borini e Zaccagni, rispetto alla gara contro l’Inter, sono dati in recupero. A Firenze con la squadra. Ma non è dato a sapersi se per guardare, toccare, giocare (difficile) dal primo minuto. Non ce la fa, invece, Pazzini, che non rivedrà la sua Toscana viola. Out anche Dawidowicz e Bocchetti. Proviamo ad abbozzare una formazione? Vabbè, proviamoci. Silvestri in porta. Dietro Rrahmani, Kumbulla e uno tra Gunter ed Empereur. In mezzo Veloso e Amrabat favorito su Badu. Sulle corsie Faraoni e Lazovic. Occhio, però, a Dimarco. Davanti Verre con Pessina e Di Carmine. Se ne becchiamo nove su undici, siamo stati bravi. Credeteci. •

Simone Antolini
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