15 agosto 2020

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17.06.2020

«L’Hellas fa divertire l’Italia Borini, la scelta azzeccata»

Vittorio Pusceddu ha collezionato 61 presenze e sette reti con la maglia del Verona dal 1989 al 1991Vittorio Pusceddu oggiOsvaldo BagnoliFabio Borini, qui con Jurci, 6 presenze e 2 reti col Verona FOTOEXPRESS
Vittorio Pusceddu ha collezionato 61 presenze e sette reti con la maglia del Verona dal 1989 al 1991Vittorio Pusceddu oggiOsvaldo BagnoliFabio Borini, qui con Jurci, 6 presenze e 2 reti col Verona FOTOEXPRESS

L’incarico più prestigioso: commissario tecnico della Sardegna. La sua nazionale. «La squadra della mia terra. Siamo piccoli, ma siamo guerrieri. E quando si tratta di metterci l’anima, noi ci siamo». Vittorio Pusceddu è stato nominato ct poco tempo fa. La Sardegna non è riconosciuta dalla Fifa. Ma conta il senso di appartenenza. «In quanto a giocatori, ho solo l’imbarazzo della scelta. Penso a Barella, Sirigu, Deiola. O a chi ha origini sarde come Laribi, Caracciolo, e tanti altri». Magari sarà difficile ottenere il nulla osta. «Ma prima o poi scenderemo in campo. Sono tanti i sardi che possono fare grande la mia Sardegna». Sabato il campionato riparte con Verona-Cagliari. La partita perfetta per il doppio ex Vittorio. Pusceddu, lei è stato a Verona dall’89 al ’91. In tempo per entrare nella leggenda gialloblù «Ho vissuto la fine di un ciclo. E subito dopo un’impresa eroica. Sono stato testimone della storia del Verona. Nella dolore. E nella gioia». C’è sempre una morale? «Non scambiare la fine con quello che era invece un nuovo inizio. Siamo retrocessi a Cesena, sette giorni dopo avere schiantato il Milan delle stelle. Il dolore ci ha fatto forza. E l’anno dopo, con la società fallita, senza prendere stipendi non so per quanti mesi, abbiamo riportato l’Hellas in A». La leggenda si alimenta così? «Credo che il discorso valga qui in Sardegna e ovunque. Il senso di appartenenza crea unione. E i tifosi veronesi, in quei due anni, hanno capito che siamo andati oltre. Con il cuore, solo il cuore. Si giocava senza pensieri, per dare tutto. Non contava il futuro. Contava onorare noi stessi e la nostra maglia. Lo abbiamo fatto e credo che tutti, allora, abbiano capito». Il Verona di Juric vale l’Europa? «Di sicuro non usa solo il cuore. Il Verona di oggi ci ha divertito un po’ tutti. Poi c’è stata la sosta. E adesso non sappiamo cos’è rimasto di quello che abbiamo visto fino a marzo». Il Cagliari di Maran ha regalato gioia ed esaltazione. Poi si è spento. E adesso c’è Zenga «A me è piaciuto quel Cagliari. Per la qualità del gioco, per i quindici risultati utili consecutivi, per la bellezza delle sue idee. Le difficoltà non cancellano quanto fatto. Adesso c’è la seconda parte del...film. E vediamo cosa succede». Cagliari per lei è: casa, radici, famiglia e? «L’avventura più bella che un sardo può vivere. Quando ci giocavo io ci siamo regalati l’Europa ed una semifinale di Coppa Uefa. Avevamo alle spalle un’isola che si muoveva con noi. Il massimo che potessi chiedere. E adesso è arrivata pure questa investitura a cittì della mia Nazionale. Il meglio del meglio». Verona è stata pur sempre parentesi. Ma lei sembra essere diventato eroe immortale «Sono entrato nel...respiro dei veronesi. Credo che piacesse il mio modo di approcciare le sfide. Una partita è pur sempre una battaglia. E chi guarda, dagli spalti, apprezza sempre chi si mette in gioco, senza paura di restare sul campo». Hellas è? «Osvaldo Bagnoli. L’ho incontrato alla fine del suo ciclo. Mi è bastato per capire la sua grandezza. L’allenatore retrocedeva con i suoi ragazzi. Ma con grandissima dignità, dopo avere dato tutto. E anche di più. Bagnoli è uno di quei maestri per la vita che non puoi non stare ad ascoltare. E oggi, mi sento a tutto gli effetti, un cittadino di Verona». Dovesse raccontare lei il Verona di oggi? «Moto perpetuo. Forza in ogni zona del campo. Mi piace Borini. Ragazzo di qualità, che arrivava da esperienze di livello anche all’estero. Si è calato nella parte. Ma il Verona di Juric non è squadra di stelle ma di ragazzi, come noi, non tirano mai indietro la gamba». Juric è già finito sul taccuino di grandi club «Il suo Verona, insieme all’Atalanta e al mio Cagliari, hanno proposto il calcio più divertente della serie A». •

Simone Antolini
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
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77
Atalanta
71
Inter
71
Lazio
69
Roma
57
Milan
56
Napoli
53
Sassuolo
48
Hellas Verona
45
Bologna
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Parma
40
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38
Torino
37
Udinese
36
Genoa
30
Lecce
29
Brescia
21
Spal
19
Brescia - Spal
Cagliari - Sassuolo
1-1
Fiorentina - Torino
Genoa - Lecce
Hellas Verona - Atalanta
1-1
Juventus - Lazio
Milan - Bologna
5-1
Napoli - Udinese
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Roma - Inter