12 agosto 2020

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21.06.2020

Juric e i suoi leoni:
«Troppa adrenalina
Vittoria meritata»

Verona-Cagliari (fotoexpress)
Verona-Cagliari (fotoexpress)

 La notte dei leoni. Si sente Ivan Juric urlare alla fine: «Dai leoni, dai leoni». Savana Bentegodi, i gialloblù rispondono, il Verona vince. E Juric scarica tutta l’adrenalina. «Forse ne ho accumulata un po' troppa.. e siamo andati un po’ oltre con le reazioni. Ma alla fine, abbiamo dominato noi e questa è una vittoria assolutamente meritata. La salvezza è l’obiettivo. Poi, andremo fino alla fine. Per divertirci. Per non regalare nulla agli altri».

 

E il ruggito di Di Carmine fa ancora più impressione, perché arriva a stadio vuoto. La rabbia che esce è un misto di adrenalina e liberazione. Samuel Di Carmine pesca il meglio dal suo bagaglio personale. Lo stacco in terzo tempo, la botta perfida. Tutto gli riesce in maniera perfetta. Gol ritrovato. Anzi, gol ritrovati, dentro ad una notte che fino all’espulsione (rivedibilissima) di Borini, aveva visto in campo una sola squadra: l’Hellas. Con Samuel Di Carmine perfetto terminale offensivo di un Verona cattivo, rapace, audace quanto basta per togliere fiato ai pensieri ai ragazzi dell’Uomo Ragno. Di Carmine è la faccia feroce di un Verona che - comunque vada a finire - non è mai una sconfitta. Ieri, Samuel, si è immolato per la causa. C’era da soffrire in dieci contro undici. Lo si è capito nei primissimi minuti della ripresa. E Ivan Juric lo ha tolto dalla mischia per togliere ritmo e profondità ai sardi.

 

Di Carmine è bomber che non conosce stagioni. Fondamentale, la scorsa primavera, quando trascina l’Hellas nella esaltante corsa play off. Pure quest’anno, al momento giusto, ha piazzato i suoi squilli di tromba. Una doppietta senza punti contro l’Atalanta. Il punto della vittoria nella gara casalinga contro la Viola. e La doppietta di ieri sera contro il Cagliari. E poi c’è la storia di Emmanuel Badu. Uno che all’Inferno, negli ultimi dodici mesi c’è finito più di una volta. Ha rischiato la vita a Ferragosto. Il ghanese, infatti, era stato costretto al ricovero all’Ospedale Sacro Cuore di Negrar per accertamenti e terapie a seguito di un episodio di microembolia polmonare. La pausa, lo stop, l’attesa. Badu, aveva recuperato da un infortunio al ginocchio e nelle prime uscite estive aveva convinto Juric. Ma il destino gli toglie il campo fino al 5 gennaio 2020. Rientro a Ferrara, vincente. Da lì in avanti Juric gli regala comparsate e minuti. Il ghanese, però, viene colpito da una tragedia familiare. La sorella Hagar viene infatti uccisa in Ghana a colpi di pistola. Proprio nel momento del lockdown. Isolamento cattivo. Ieri Badu si è ripreso una maglia da titolare un anno dopo l’ultima volta. Era il maggio 2019, era sempre contro il Cagliari, stavolta con addosso la maglia dell’Udinese. •

Simone Antolini
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