06 agosto 2020

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13.07.2020

Finale con beffa Cutrone guasta la festa all’Hellas

FIRENZE Cutrone all'ultimo respiro toglie all’Hellas una vittoria meritata. L’ex milanista segna quando Chiffi aveva il fischietto in bocca e Juric si lascia andare in panchina, distrutto per l'uno a uno. A nulla valgono le proteste di Faraoni, unico ad inseguire l’arbitro padovano, troppo generoso col recupero. LA GARA. Due chiacchiere rilassato in tribuna d’onore del Franchi in quello che avrebbe potuto essere il suo stadio. Juric è accanto a D’Amico e Setti. L’accordo è già passato. Ora si guarda tutti insieme al futuro, almeno per i prossimi due anni. Qui dovranno accontentarsi solo, si fa per dire, di Sofyan Amrabat e, forse, di Spalletti o Ranieri. L’Hellas ci mette cinque corner e 18’ per passare: la verticalizzazione è di Amrabat che pesca sul filo del fuorigioco Faraoni, girata alla Ronaldo e Verona in vantaggio. La partita è in mano ai gialloblù. Iachini si sistema nervosamente il consueto cappellino mentre Pessina manda in tilt Pulgar (ammonito) e Dimarco prosegue con delle notevoli scorribande sulla sinistra. Juric chiama il pressing ma l’Hellas, dopo il vantaggio, gestisce di più il possesso palla. RIBERY E AMRABAT. L’ex campione del mondo non riesce a superare il marocchino ed allora cerca maggior gloria sulla fascia di sinistra. Lì Ribery qualche apprensione la crea ma Kouame spreca calciando alto. L’impressione è che la Fiorentina si affidi a qualche azione estemporanea mentre la squadra di Juric porta almeno cinque o sei giocatori negli ultimi venti metri. La differenza la fanno gli inserimenti senza palla dei gialloblù, ottimamente organizzati da Veloso e da Amrabat. I continui tagli dei bianchi scaligeri creano imbarazzo nelle fila dei viola. Nel secondo tempo Iachini rischia subito: dentro Cutrone e Chiesa per Ribery e Sottil. L’Hellas ricomincia bene ma la Fiorentina con un centravanti vero è più profonda. Un mani di Pezzella in area di rigore e uno più netto di Pessina nei sedici metri gialloblù avrebbero meritato, stando al regolamento, il calcio di rigore. Chiffi lascia correre e non va neppure al Var. Juric corre ai ripari e mette mano alla panchina in modo pesante. Dentro Verre e Zaccagni. La Fiorentina preme e Silvestri soffre. Veloso rimedia sulla linea ma la Viola resta in avanti. Il Verona ha qualche sussulto solo in contropiede. Zaccagni ha la palla buona servita da Veloso ma si fa rimontare da Milenkovic. Un lampo di Stepinski squarcia il cielo e fa saltare di gioia Juric: la bandierina alta di Mieli però riporta tutti con i piedi per terra. In questo finale c’è un ragazzino, classe 1986, che porta il nome di Miguel Veloso e corre più di tutti. Adjapong, purtroppo, si mangia il raddoppio. Poi Rrahmani salva su Cutrone ma alla fine l’ex milanista segna il pari a tempo abbondantemente scaduto. •

Gianluca Tavellin
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