24 settembre 2020

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22.07.2020

Ferrante coccola i gialloblù «La miglior squadra della A»

Marco Ferrante, 20 presenze e 3 reti con l’Hellas in B nel 2006-2007
Marco Ferrante, 20 presenze e 3 reti con l’Hellas in B nel 2006-2007

Fila via verso i cinquant’anni anni (li compirà il prossimo febbraio). Marco Ferrante, oggi diggì del Messina, non ha dimenticato. Verona è stata la sua ultima recita tra i professionisti. Con finale greve: la retrocessione nella stagione di dis-grazia 2006-2007, quella dello spareggio perso contro lo Spezia. Ma lì ci torneremo più avanti. Marco Ferrante da Velletri è anche il doppio ex della sfida di stasera tra Torino e Hellas. Icona sacra per i tifosi granata. «A Verona arrivai che i gol più importanti li avevo già disseminati per strada» racconta. Ferrante, il Toro barcolla, non molla e si rialza. Ormai salvo, ma... «Il Torino ha vissuto una stagione molto altalenante. Nelle ultime partite ha fatto bottino pieno in casa. Mancano quattro gare alla fine. E adesso arriva un’altra partita in casa da non sbagliare. La ritengo una stagione quasi da dimenticare. L’obiettivo della salvezza non era certo quello prefissato alla partenza. Non raggiungere la salvezza sarebbe stata una catastrofe, con la speranza che l’anno prossimo possa andare tutto diversamente». Completamento diverso il discorso per l’Hellas. «In questi casi si dice: chapeau. Il Verona, senza esagerare, è la squadra che ha fatto meglio in serie A. Ad inizio stagione era ultima nella griglia di partenza. E poi, a fari spenti, con umiltà e in silenzio ha fatto cose strepitose». Meriti da attribuire a chi? «Juric sa il fatto suo. I giocatori hanno qualità e pedalano tanto. Con un colpo di coda alla fine magari...». Pensava anche lei all’Europa? «Sì, ad un certo punto il Verona dava l’impressione di poter raggiungere un sogno insperato. Avevano già fatto benissimo, però. Non c’è da aver nessun rimpianto. L’Europa League, anche se la matematica non lo esclude ancora, resta adesso ipotesi difficile. Dispiace, perché il Verona che nasce per salvarsi e si trova, invece, in Europa, sarebbe stata un’altra bella storia da consegnare al romanzo del calcio. Resta il fatto che l’Hellas quest’anno ha espresso un calcio indescrivibile». Per Juric sono giorni caldissimi. Si parla di un suo futuro anche lontano da Verona. Si parla anche del Toro. Ivan potrebbe essere allenatore adatto ai granata? «A livello caratteriale, sì. Poi, Torino è un po’ come Verona. Parliamo di piazze difficili e calde. Dove devi fare tutto e subito. Altrimenti finisci sotto processo. Juric, comunque, è allenatore da grande piazza. Ma prima do giudicare... bisogna allestire. E qui entrano in gioco presidente e direttore sportivo. E l’impressione è che a Verona siano riusciti a costruire una squadra perfetta per Juric. Con lui puoi costruire nel tempo. Ma a Ivan non devi far trovare già una scatola piena». Che ricordo ha della sua esperienza veronese? «Gol nella mia carriera ne ho fatti tanti. Pochi a Verona, ma ero alla fine del mio percorso. Potevamo salvarci, ma una mala gestione del gruppo non ci ha permesso di chiudere la stagione in serie B. Il ricordo è quello di una città bellissima e di un pubblico favoloso. In Europa, dovunque vai, viene riconosciuto l’attaccamento del tifoso veronese alla squadra. Un po’ come i tifosi granata. Che si fanno sentire. Adesso mi spiace che il Covid abbia svuotato gli stadi. Il Bentegodi pieno di gente è da brividi. Verona, indipendentemente da come è andata, resta un ricordo bello, al di là di come si è conclusa a livello sportivo la mia esperienza. Per un giocatore, andare a Verona, è da leccarsi le dita». Gli uomini dell’Hellas di Juric che hanno fatto la differenza? «Ce ne sono tanti. Amrabat ha fatto qualcosa di eccezionale. Ma è brutto parlare solo di lui. Amrabat era circondato da giocatori di livello. Un gruppo di individualità normali che nel sistema di Juric sono diventate super. Hanno fatto meglio di alcune star di serie A. Questa è la dimostrazione che, quando si ha un filo conduttore, l’unione fa la forza. Se tutti remano nella stessa direzione, avendo anche un comandante come Juric che sa il fatto suo, può accadere quello che è successo. E il Verona ci ha fatto divertire. E mi auguro che l’Hellas possa rivelarsi realtà ancor più importante l’anno prossimo con la speranza che i pezzi migliori non se li prendano gli altri. Questo è un Verona che diverte». •

Simone Antolini
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Genoa
3
Juventus
3
Napoli
3
Milan
3
Fiorentina
3
Cagliari
1
Sassuolo
1
Roma
1
Hellas Verona
1
Atalanta
0
Benevento
0
Inter
0
Lazio
0
Spezia
0
Udinese
0
Torino
0
Bologna
0
Parma
0
Crotone
0
Sampdoria
0
Fiorentina - Torino
1-0
Genoa - Crotone
4-1
Juventus - Sampdoria
3-0
Milan - Bologna
2-0
Parma - Napoli
0-2
Sassuolo - Cagliari
1-1
Hellas Verona - Roma
0-0
Benevento - Inter
Udinese - Spezia
Lazio - Atalanta