14 luglio 2020

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17.05.2020

Bagnoli resta Papà scudetto: «Tricella e gli altri, come figli»

Osvaldo Bagnoli con il noto cappello nel campionato 1984/’85Gli ultimi minuti di Atalanta-Verona visti dalla panchina FOTOEXPRESS
Osvaldo Bagnoli con il noto cappello nel campionato 1984/’85Gli ultimi minuti di Atalanta-Verona visti dalla panchina FOTOEXPRESS

Buon pomeriggio, c’è il mister? Dall’altra parte del telefono la signora Rosanna che lo chiama: «Osvaldo è per te». Casa Bagnoli è stata il rifugio durante le dure settimane del Covid-19 anche per la figlia Monica. «Non poteva andare al lavoro» racconta con dolcezza la signora Rosanna, «e con Osvaldo si è usciti poco». Il Mago della Bovisa alza l’altro apparecchio in sala. «Eccomi qua». La premessa è la solita visto che gli anni sono esattamente venti più di Claudio Garella. «Mi ricordo e non» dice l’Osvaldo, «però stamattina sono andato a prendere il giornale e ho letto di Garella. A parte che l’avevo visto anni fa e vi confesso che era difficile superarlo certe volte in allenamento. Mì, Lonardi e Sergio (Maddè ndr) calciavamo discretamente eppure farghe gol l’era dura. E dopo c’erano Fanna, Fontolan e Tricella. Tutti come figli». Va bene il presente e pure il milanese, ci mancherebbe. L’ultimo Bagnoli può fare ciò che vuole, ancora più di quello che trentacinque anni fa si mordeva di continuo il labbro. Ricordate? Se Bearzot balbettava seguendo Scirea e gli altri azzurri al Sarrià, il «Zaso» tirava la bocca. Lui da una parte, Mascetti dall’altra. È l’immagine finale di Bergamo, pre apoteosi. Il calcio era quello vero con cronisti, fotografi pronti a scattare e quelle voci indirizzate verso l’arbitro: «È finitaaaaa, fischiaaaaaa». Già Bagnoli e Mascetti che la vita sta silenziando dopo averli mostrati forti, coraggiosi e di una grandezza stellare. Una coppia d’assi, tutta gialloblù. L’uno che ha raccolto più in campo, l’altro in panchina. Raccontiamo a Bagnoli quello che ci disse pochi anni fa il Ciccio: «A Torino contro la Juve, abbiamo capito di aver vinto lo scudetto. Perché abbiamo vinto noi? Perché eravamo i più forti». Bagnoli abbozza una risatina e va a ruota libera. «Questo periodo è stato duro» dice il mister dalla sua casa in Valdonega, «non ho potuto vedere gli amici e andare in sede. Piero(Fanna ndr) è stato l’altro giorno con una troupe della Rai qui da me, «a go ditt che la vita la va avanti. I prossimi sono 85, non sono pochi. Mi ricordo tanti dei miei ragazzi in quegli anni, come mi ricordo che giocammo meglio due anni prima dello scudetto. L’arrivo di Elkjaer e Briegel ci diede più forza, più peso. E poi chi se l’aspettava un tersin co’i piedi così. Quanti gol che ha fatto». La sede è quella degli ex gialloblù. Gli amici più cari se ne sono andati ma l’Osvaldo di compagnia ne ha sempre e poi, quando una persona impara a sciare oltre i sessant’anni, qualcosa di speciale deve avere. «Sto guardando che qua in Germania giocano» racconta, «magari ricomincia anche il Verona. Mi piace la squadra e l’allenatore Juric, me par uno con le idee chiare». Inutile chiedere se il tecnico croato faccia bene ad accettare la corte della Fiorentina o restare in gialloblù. «A mì» ride Bagnoli, «non lo so. Non lo conosco e non so cosa gli passi per la testa. Dico che il Verona mi divertiva». A fianco la moglie Rosanna che appoggia le parole del marito. Per Garellik il primo Verona in serie A di Bagnoli assomigliava a quello di oggi. Il mister l’ha sempre sostenuto. «Se Casarin avesse arbitrato meglio con la Roma» raccontò anni fa. Già la partita di Torresin, Iorio e Penzo con Sella che avrebbe potuto disarcionare nel finale di quella gara, l’Ottavo Re di Roma: Falcao. Bagnoli chiude con grande filosofia. «Son qua che aspetto di poter uscire di più per vedere gli amici e magari senza mascherina». Ci vorrà un po’ di tempo mister... «Sì, dico la verità però i giorni li sto contando per andare a passeggiare e vedere qualche ex compagno, magari più giovane di me. Lo scudetto ormai l’è andà da un pezzo. Oggi sono il signor Bagnoli e basta». Già caro Osvaldo come quando lei arrivò alla stazione di Porta Nuova dal Milan e un dirigente del Verona lo accolse dicendole: «Buongiorno signor Bagnoli». Il mister non dimentica: «Già già, capii che ero diventato giocatore di calcio...». Era l’estate del 1957, ora è tornato il signor Bagnoli... •

Gianluca Tavellin
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
75
Lazio
68
Atalanta
66
Inter
65
Roma
51
Napoli
51
Milan
49
Sassuolo
43
Hellas Verona
43
Bologna
41
Cagliari
40
Parma
39
Fiorentina
35
Udinese
35
Torino
34
Sampdoria
32
Lecce
28
Genoa
27
Brescia
21
Spal
19
Atalanta - Lazio
Bologna - Juventus
Fiorentina - Brescia
1-1
Genoa - Parma
Hellas Verona - Napoli
Inter - Sassuolo
Lecce - Milan
1-4
Roma - Sampdoria
Spal - Cagliari
Torino - Udinese