31 maggio 2020

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21.03.2020

«È giusto concludere la A Prima però viene la salute»

Massimo Donati, 38 anni, oggi allena in Scozia FOTOEXPRESS
Massimo Donati, 38 anni, oggi allena in Scozia FOTOEXPRESS

Nella sua Scozia s’è fermato soltanto il calcio. Nient’altro. Alla porta delle Hihghlands il coronavirus ha ancora contorni sfuocati. Massimo Donati vive ad Hamilton. Dove di fatto ha chiuso la carriera, cominciata nell’Atalanta e passata dal Milan e dal primo Verona di Mandorlini di Serie A. Quello di Toni, Jorginho e Iturbe. Ora è secondo allenatore del Kilmarnock, una storia lunga 131 anni, dieci minuti di macchina dall’aeroporto di Glasgow Prestwick dove di turisti italiani non ne atterreranno per un po’. «Lunedì chiuderanno le scuole, ma per adesso la vita procede come se nulla fosse. Le uniche vere raccomandazioni sono quelle di lavarsi le mani e di mantenere una certa distanza fra una persona e l’altra», racconta Donati, 39 anni fra cinque giorni, appena finita la seduta in palestra perché la Scottish Premier ha vietato gli allenamenti a tempo indeterminato. STRANI SILENZI. Stadi deserti, strade affollate. Qualcosa non torna. Donati è ormai cittadino di Scozia. Scelta di vita la sua. Lui, la moglie Luana e tre figli. Michelle, la primogenita, va avanti e indietro da Londra. Studia per diventare manager nel mondo della moda. Swami, nata nel 2008, ama soprattutto la danza. Mathias, l’ultimo, come suo papà non si staccherebbe mai dal pallone. Verona è un pensiero continuo come Bergamo, dove Donati è arrivato ragazzino e se n’è andato uomo. Scuola di vita l’accademia di Zingonia. «Penso a via Mazzini deserta così come ai ristorantini del centro in cui amavo andare la sera. A una città bellissima, a tifosi fantastici. Che tutto finisca in fretta anche se ancora nessuno può sapere quanto ci vorrà. Difficile avere a distanza l’esatta dimensione di quanto sta succedendo ma è chiaro che la preoccupazione c’è», i timori di Donati, visto che in Italia vivono anche i suoi genitori. PALLONE SGONFIO. Donati è una leggenda del Celtic, due anni di gloria e lo storico gol nel 2007 in Champions allo Shakhtar al 90’ che gli è valso un coro ancora attualissimo a Parkhead e una birra puntualmente offerta appena mette piede in qualsiasi pub della Glasgow dipinta di verde e di fede cattolica. Anche in Scozia c’è un campionato da concludere, otto partite alla fine e tante strade aperte. Come in Italia. «Lasciare tutto in sospeso e finirla qui non mi sembra bello e soprattutto non sarebbe una decisione fedele ai principi dello sport ma è anche vero che nessuno sa quanto questo blocco durerà. Di sicuro le cose importanti della vita adesso sono diventate altre. Il bene comune prima di tutto», lo spirito di Donati. Con la salvezza del Kilmarnock ancora in sospeso, con gli Hearts of Midlothian scomodi ultimi se non altro perché custodi di quattro titoli e otto coppe di Scozia, espressione per di più della capitale Edimburgo. Nostalgico per un attimo Donati. «Ripenso a Peschiera, a quel Verona, a tutte le grandi soddisfazioni che riuscimmo a prenderci. Adesso però bisogna stare a casa anche se immagino il dispiacere di chi non riesce a fare il proprio lavoro. Nel mio piccolo è lo stesso anche per me», Nel mio piccolo è lo stesso anche per me», esce dal campo Donati, col calendario di Scozia congelato almeno fino al 30 aprile. Proprio come in Inghilterra. Il business vale più di secoli di feroce rivalità. AIUTI VERI. Guarda alla base Donati, più che alla cima della piramide. Una vita trascorsa a battagliare in mediana, anche nel Milan di Pirlo e Rui Costa, quando Oltremanica c’era già Sam Dalla Bona, suo compagno ai tempi all’Atalanta preso giovanissimo dal Chelsea. «La Serie A è giusto che venga completata, così come tutti gli altri tornei. Ma adesso la priorità è aiutare le persone che hanno delle attività e che non riescono ad arrivare a fine mese. Chi ha dei bar, dei ristoranti, delle imprese di ogni genere. Una mano bisogna dargliela, altrimenti si blocca tutto. Chi governa l’Italia deve pensarci. Ho sentito quel che ha detto il primo ministro Boris Johnson. Ha parlato di immunità di gregge, ma alla fine le precauzioni a livello sanitario l’Inghilterra le prenderà. E in parallelo cercherà di proteggere l’economia», chiude Donati, mentre Michelle sta tornando da Londra. E il tramonto avvolge le colline attorno ad Hamilton, fra un po’ di pioggia e il sole che spunta appena dopo. Il calcio non sa cosa fare, nemmeno nella terra lontana in cui è nato. •

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
63
Lazio
62
Inter
54
Atalanta
48
Roma
45
Napoli
39
Milan
36
Hellas Verona
35
Parma
35
Bologna
34
Sassuolo
32
Cagliari
32
Fiorentina
30
Udinese
28
Torino
27
Sampdoria
26
Genoa
25
Lecce
25
Spal
18
Brescia
16
Cagliari - Roma
3-4
Juventus - Inter
2-0
Lazio - Bologna
2-0
Lecce - Atalanta
2-7
Milan - Genoa
1-2
Napoli - Torino
2-1
Parma - Spal
0-1
Sampdoria - Hellas Verona
2-1
Sassuolo - Brescia
3-0
Udinese - Fiorentina
0-0