23 ottobre 2019

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03.01.2019

Donne allo stadio «solo se accompagnate da un uomo». Bufera sulla Supercoppa

Una sfida fra Milan e Juventus
Una sfida fra Milan e Juventus

Ci si attende  il tutto esaurito al King Abdullah Sports City Stadium per la sfida di Supercoppa italiana che vedrà sfidarsi Juventus e Milan a Jeddah il 16 gennaio.

I posti nell’impianto, che ha una capienza di 60mila spettatori, come specificato anche da un comunicato ufficiale della Lega Calcio, sono divisi in settori indicati come singles riservati agli uomini e families, per uomini e donne, che in Arabia Saudita possono assistere alle partite solo dall’inizio del 2018. I prezzi dei biglietti per le aree families vanno dagli 8 ai 235 euro, mentre per le zone singles costano 17 o 23 euro. Ogni tifoso potrà acquistare un solo biglietto e, per chi viene da fuori, il relativo visto di ingresso elettronico per l’ Arabia Saudita, anch’esso a pagamento.

 

SONDAGGIO: JUVE E MILAN DOVREBBERO RIFIUTARSI DI GIOCARE?

 

POLEMICHE BIPARTISAN

La Federcalcio blocchi subito questa vergogna assoluta e porti la Supercoppa in una nazione che non discrimina le nostre donne e i nostri valori», scrive il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

«Non ci sono interessi economici che reggano: di fronte alla gravissima violazione della Costituzione italiana che vieta discriminazioni di ogni tipo, a cominciare da quella di genere, Juventus e Milan dovrebbero rifiutarsi di scendere in campo per la finale di Supercoppa italiana che si disputerà il 16 gennaio a Gedda, in Arabia Saudita», dichiara la senatrice Pd Valeria Fedeli, che aggiunge.

«Il calcio servo del business, delle televisioni, dei milioni, degli affari - ha detto Salvini in diretta facebook - va a giocare la finale della supercoppa tra Milan e Juve in un paese islamico dove le donne non vanno allo stadio se non sono portate a manina dagli uomini. Un futuro simile in Italia per le nostre figlie io non lo voglio. Al vostro paese fate quello che volete, in Italia no».

Paolo Grimoldi, deputato della Lega e Vice presidente della commissione Esteri della Camera, commenta: «Il calcio è lo sport più seguito in Italia, dovrebbe trasmettere valori, ma il nostro calcio quali valori trasmette? La violenza, il razzismo e la rinuncia ai nostri principi pur di monetizzare qualche spicciolo con gli arabi? Juventus e Milan - aggiunge Grimoldi - si oppongano a questa vergogna. E ovviamente auspichiamo che una levata di scudi del nostro calcio avvenga adesso con l’Arabia ma anche tra tre anni per i Mondiali in Qatar se venissero annunciate analoghe discriminazioni».

 

 

LA RISPOSTA DELLA LEGA CALCIO

In una lettera aperta il presidente della Lega calcio Gaetano Micchichè spiega: «Cari tifosi ed appassionati del calcio italiano, credo sia doveroso fare il punto sulla decisione della Lega Serie A, e di tutti i Club associati, di disputare la prossima Supercoppa italiana il 16 gennaio a Jeddah. Questo trofeo, fin dal 1993 nella sua prima edizione all’estero, è stato il biglietto da visita per esportare e promuovere il calcio italiano nel mondo. Abbiamo giocato questa competizione due volte negli Stati Uniti, quattro volte in Cina, così come in Qatar e in Libia. La scelta di portare il calcio in aree che differiscono per cultura e per tipologie di governo non è una decisione solo italiana, ma ha altri esempi internazionali poichè lo sport ha sempre più bisogno di platee globali per crescere. Il caso Khashoggi, avvenuto lo scorso ottobre, dunque mesi dopo la definizione dell’accordo, ha posto la scelta dell’Arabia Saudita sotto i riflettori e doverosamente la Lega Serie A si è interrogata su cosa fosse giusto fare. Il calcio fa parte del sistema culturale ed economico italiano e non può avere logiche, soprattutto nelle relazioni internazionali, diverse da quelle del Paese a cui appartiene. L’Arabia Saudita è il maggior partner commerciale italiano nell’area mediorientale grazie a decine di importanti aziende italiane che esportano e operano in loco, con nostri connazionali che lavorano in Arabia e nessuno di tali rapporti è stato interrotto. Il sistema calcio non può assurgere ad autorità sui temi di politica internazionale, né può fare scelte che non rispettino il sistema Paese. Al contrario, è un fondamentale supporto alla promozione del made in Italy e dei suoi valori. Il calcio non fa politica, ma ha un ruolo sociale, in questo caso di veicolo di unione e comunanza tra popoli che non ha uguali in nessun altro settore. In poche ore di prevendita la Supercoppa a Jeddah ha registrato il sold out, un evento di una portata internazionale atteso con grande entusiasmo dai tifosi locali. Con il benestare di Fifa, Uefa e Confederazione asiatica stiamo andando a disputare una gara di calcio ufficiale in un Paese con proprie leggi sedimentate da anni, dove tradizioni locali impongono vincoli che non possono essere cambiati dal giorno alla notte. Sono ottimista per definizione, e guardo con fiducia al futuro e ai passi già fatti. La volontà in tal senso degli organizzatori locali ci è parsa subito netta, in Arabia Saudita nelle scorse settimane sono stati organizzati una serie di eventi sportivi per aprirsi gradualmente al mondo. L’Arabia Saudita da molto tempo non concedeva visti turistici: il calcio ha sorpassato anche questi vincoli, e chi vorrà potrà venire dall’estero a vedere il match grazie a un permesso legato al biglietto della partita. Ogni cambiamento richiede tempo, pazienza e volontà di confronto con mondi distanti. Fino allo scorso anno le donne non potevano assistere ad alcun evento sportivo, da pochi mesi hanno accesso ad ampi settori dello stadio, che hanno iniziato a frequentare con entusiasmo, e noi stiamo lavorando per far sì che nelle prossime edizioni che giocheremo in quel Paese possano accedere in tutti i posti dello stadio. E voglio precisare che le donne potranno entrare da sole alla partita senza nessun accompagnatore uomo, come scritto erroneamente da chi vuole strumentalizzare il tema: la nostra Supercoppa sarà ricordata dalla storia come la prima competizione ufficiale internazionale a cui le donne saudite potranno assistere dal vivo»

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