11 agosto 2020

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10.07.2020

Un maratoneta instancabile Amrabat, motore dell’Hellas

Sofyan Amrabat impegnato in un corpo a corpo con Romelu Lukaku FOTOEXPRESSAmir Rrahmani, prova di grande sostanza
Sofyan Amrabat impegnato in un corpo a corpo con Romelu Lukaku FOTOEXPRESSAmir Rrahmani, prova di grande sostanza

Uno e trino. Ispirato e ispirante. Protagonista alla noia. Peccato abbia già un cuore viola che batta nel petto. Ma, intanto: Sofian Amrabat ha messo la vita in campo per l’Hellas. Una volta ancora. Con la solita commovente generosità. Straripante per un tempo. Intelligente, nella ripresa, quando il Verona dentro la sofferenza, gli ha visto fare pure il “libero“. Amrabat è il Verona, incarna lo spirito di una squadra di rivoluzionari. Armati di fede, di visioni (quelle che arrivano dal tecnico), di pensieri bellicosi. E di ideali. Amrabat è il maratoneta. Quello che consuma chilometri, quello che allunga la gamba, che prende il giallo, che rischia il rosso, che morde e si fa mordere. Che lascia il segno, e che non perde l’occasione per far mormorare il popolo. «Ma come faremo senza Amrabat?». Eh sì. Perso Sofian, non se ne fa subito un altro. Già pronto per una grande. Forse anche “più grande“ della Fiorentina che lo aspetta a metà agosto. Perchè lì in mezzo al campo, Sofian non si è fatto triturare. Ha fatto girare la gamba, ha nascosto il pallone ad avversari di pedigree dorato, ha avuto la forza, al quinto di recupero, di prendere palla, difenderla, superare la mediana, guadare la trequarti, proteggere il pallone, fino al raddoppio soffocante degli avversari, che lo hanno mandato gambe all’aria prima di togliergli il pallone Maturo, come il contratto quasi triennale, pronto per Juric. Amrabat è esploso dentro a questo Verona fatto di albe che rubano il cuore e di tramonti da fotografare in silenzio “en plein air“. Un po’ impressionista, un po’ macchiaiolo. Un po’ l’amico di tutti. Il compagno che il venerdì sera, alla partita di calciotto, vorresti sull’ala destra, ad accompagnare i tuoi sbagli, a rimediare ai tuoi sbadigli. Il Verona non l’ha vinta ieri. Ma è come se avesse strappato tre punti di gloria all’Inter di Conte. Un punto ri-preso, a questo punto. E non due buttati. Perchè ad inizio ripresa si era fatta davvero brutta per i ragazzi di Juric. Onore al Verona. Onore ad Amrabat. Quello che porta il raddoppio di marcatura quando la mediana si allarga. Quello che si abbassa tra le linee, quello che fa quasi mai rifiatare i polmoni. Quello insostituibile per Juric, che di lui ammette: «Giocherà fino a morire in campo». Splendido Sofian. E torna quella parola: commovente. Dove, dentro la commozione, non c’è assolutamente quel senso di pena che a volte accompagna chi fa lacrimar gli occhi. Commovente Amrabat. Perché il cor tuo/rapisce ancor/ Mosso nell’anima/da candida forza bruta/Spinto al cielo/da pensieri con le ali. Commossi e promossi. Sofian...tutti insieme sulle candeline della torta salvezza. La festa è iniziata. •

Simone Antolini
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