08 aprile 2020

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28.01.2020

Un bomber per il Chievo? «È Giak la variabile pesante»

Riccardo Meggiorini, top scorer stagionale del Chievo, impegnato nel match contro la CremoneseRaffaele CerbonePasquale LuisoMauro Esposito
Riccardo Meggiorini, top scorer stagionale del Chievo, impegnato nel match contro la CremoneseRaffaele CerbonePasquale LuisoMauro Esposito

Ha bisogno davvero di un bomber il Chievo? L’interrogativo domina le giornate di Veronello. Punti di vista vari. Da una parte la voglia di gol sicuri, dall’altra la certezza di avere in casa tante prime scelte ed altre in rapido fermento. Meggiorini e Djordjevic al piano più alto. Più Vignato. Base solida, numeri però ancora pallidi. Tredici in tre finora. Sei di Meggiorini, di cui due di fila fra Perugia ed Empoli. Ci sono poi Ceter e Ongenda, più Rodriguez e Pucciarelli. E in sottofondo Giaccherini. Abbastanza a scorgere i nomi, ma sospiri inevitabili facendo parlare le cifre. Il tema è apertissimo. Tante ricette, nessuna soluzione assoluta. E al dibattito s’aggiungono anche tre ex che con la porta avversaria hanno sempre avuto tanta confidenza. RISORSA UNICA. La prende larga la curva Raffaele Cerbone. «Il vero valore doveva essere Giaccherini. E può ancora esserlo. In B lui è come Ibrahimovic, al di là del suo talento agli altri viene naturale alzare il proprio livello per stargli dietro. Uno così migliora anche i compagni», il primo mattone di Cerbone, 37 gol in 102 partite di Chievo fra il 1996 e il 2000, ora allenatore in Sardegna al Budoni, in Serie D. «Al di là dei grandi nomi un bel contributo potrebbe darlo anche Ceter. L’ho seguito all’Olbia, l’anno scorso mi ha davvero impressionato per forza fisica soprattutto ma anche per margini tecnici abbastanza evidenti. Ha fame, è motivato, ha temperamento. Io gli darei fiducia», la promozione a distanza di Cerbone, nel ’97 vicecapocannoniere della B con 20 gol, quasi un quarto dei 75 collezionati in cadetteria anche con Empoli, Brescia, Venezia e Casertana. E poi: «Djordjevic? Mi piace ma è chiaro», i dubbi di Cerbone, «che in Serie A è tutto molto diverso. In B ti fanno giocare meno. Vale anche per Vignato, bravo ma non ancora quello che può far saltare gli equilibri del campionato. Anche se spesso gli riescono delle giocate che tanti altri neppure immaginano. Deve però migliorare ancora. L’unica certezza vera è Meggiorini, uno che certo non scopro io. Mi auguro che il Chievo possa salire direttamente, anche se io vedo molto bene soprattutto la Salernitana. Meno il Frosinone, assai competitivo sulla carta senza però aver reso finora in base al suo potenziale». SENZA MATERIA PRIMA. A metà strada Pasquale Luiso. «A tanti farebbe comodo un buon attaccante, non solo al Chievo. Il problema è che giocatori con certe caratteristiche ce ne sono sempre di meno», il punto di partenza di Luiso, solo di passaggio al Chievo nel 1995 e un bottino di 59 gol in B e 25 in A compresa la rovesciata col Piacenza che il primo dicembre dell’anno dopo affossò il Milan provocando l’esonero di Tabarez, più gli otto col Vicenza incluso quello al Chelsea nella semifinale di Coppa delle Coppe ’98. Cerca Luiso. «Mi piace Coda che non a caso gioca nel Benevento. Mi piace pure Ardemagni ma non so se saprà incidere fino in fondo al Frosinone. Il Chievo dovrebbe prendersi un centravanti che sia prima di tutto un finalizzatore, ma di materiale così in giro non ce n’è molto. Avesse qualche anno in meno sarebbe perfetto Granoche. Uno specialista, perché far gol in B non è così semplice. Devi conoscerla bene la categoria», il fermo immagine di Luiso, deciso a proseguire la sua vita in panchina dopo aver guidato la Primavera del Vicenza e il Fondi, nel girone C di Lega Pro. PERCHÉ NO? Luiso vive a Vicenza, Mauro Esposito a Pescara. A bordocampo ieri a vedere una partita di suo figlio. Allena l’Under 13 ora, in una filiera guidata da Legrottaglie, indimenticato ex del Chievo dei tempi d’oro salito al Pescara fino alla prima squadra. «Dipende dall’obiettivo, se la società vuole andare subito in A magari un’altra punta ci vorrebbe. Pur riconoscendo il grande valore di Djordjevic e Meggiorini. Due così sono un lusso per la B, ma è chiaro che poi i gol bisogna segnarli», il quadro di Esposito, folgorato all’Adriatico nell’ultima partita dell’anno dai guizzi di Vignato. «Mi è piaciuto moltissimo, oltre che per le sue grandi qualità tecniche anche per la personalità che ha mostrato e per certi grandi strappi palla al piede. Se Vignato dovesse esprimersi sempre a quei livelli diventerebbe un fattore determinante nel girone di ritorno», l’investitura di Esposito, al Chievo nel 2008 dopo la Roma e tanto Cagliari, più i gettoni con la Nazionale che si preparava per i magici Mondiali del 2006. I gol al centro di tutto. Il Chievo ragiona. Occhi belli aperti ma sicuro di aver già tante frecce. Non solo in area. Vedi Vignato, vedi Giaccherini, vedi Ongenda. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
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Lazio
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Inter
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Roma
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Napoli
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Milan
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Parma
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Lecce
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Spal
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Brescia
16
Cagliari - Roma
3-4
Juventus - Inter
2-0
Lazio - Bologna
2-0
Lecce - Atalanta
2-7
Milan - Genoa
1-2
Napoli - Torino
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Parma - Spal
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