17 settembre 2019

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07.03.2019

Stepinski riprende la mira «Bentegodi, dacci una mano»

Mariusz Stepinski contro l’ex Radovanovic durante l’ultima sfida tra Chievo e Genoa FOTOEXPRESSI gialloblù dietro al bancone: c’è pizza per tutti a Boscomantico UDALI
Mariusz Stepinski contro l’ex Radovanovic durante l’ultima sfida tra Chievo e Genoa FOTOEXPRESSI gialloblù dietro al bancone: c’è pizza per tutti a Boscomantico UDALI

Ultima chiamata il Milan. «Una delle ultimissime possibilità per lottare fino in fondo per la salvezza», l’etichetta immediata di Mariusz Stepinski, stretto fra un autografo e l’altro ieri sera a Boscomantico, con i compagni di squadra e tutti gli altri. Non mancava praticamente nessuno del pianeta gialloblù. La beneficenza prima di tutto, quella di CuoreChievo ma anche la sua. «Pomagamy Od Serca» in polacco, l’associazione che Stepinski ha avviato in Polonia. Tradotto: aiutiamo col cuore. «Siamo vicini a bambini disagiati, orfani, semplicemente chi è stato meno fortunato di noi. Bello dare una mano ai più piccoli. La vita non è solo calcio», il pensiero dolce di Stepinski, mentre la serata entra nel vivo. C’è il pienone, c’è tutto il Chievo, un sacco di tifosi, il parcheggio stracolmo, il Milan sullo sfondo. «Se vinciamo sabato poi potremo fare cose molto buone. Da adesso in avanti sono tutte fondamentali», la strada tracciata da Stepinski, pronto a riprendersi una maglia da titolare dopo la panchina di Torino. Sofferenza atroce domenica, per tanti motivi. Adrenalina a mille adesso, con una prevendita che corree veloce e un Bentegodi che va via via riempendosi. Sfondata quota ventimila per il faccia a faccia col Diavolo ma non è ancora finita. «La gente dovrà essere il nostro dodicesimo uomo, invito tutti a venire», insiste. «Abbiamo bisogno di incitamento, ci darà ulteriore forza. Con venticinquemila persone sarà un bel giocare», la voce secca di Stepinski, una testa oltre i suoi 23 anni e idee molto chiare. Senza aver perso ancora le speranze. A SUON DI GOL. Ad aspettarlo il faccia a faccia con Piatek, suo rivale nelle giovanili della Polonia. Anche all’Under 21, anche all’Europeo. Spesso la spuntava Stepinski, a volte anche il ragazzo che nella San Siro rossonera ha cancellato Higuain e sta duellando con Cristiano Ronaldo per il titolo di capocannoniere. Non male. «Sono contentissimo per quel che sta facendo, è un bene anche per la Polonia avere un giocatore che si sta imponendo in Italia in un campionato fortissimo come la Serie A. Per la nostra nazionale non può che essere un vantaggio», la faccia altruista di Stepinski, pure lui nel giro dei grandi, senza riuscire ancora a compiere l’ultimo salto. Non gli manca molto però, con la doppia cifra a portata di mano. E la Polonia nei sogni. Mica facile però arrivarci. Specie ora. D’accordo Lewandowski e Milik, adesso però c’è anche Piatek, rivale dopodomani. Nessun parallelo in ogni caso, ognuno per la sua strada. «Non so cosa abbia avuto io meno di lui, ci penserà il mio allenatore a giudicarmi. Non chiedete a me. Tutti possiamo migliorare. Io per primo. Mi alleno duro per riuscirci, tutti i giorni. Lavoro tanto e forte. Ho sempre dato il massimo. E continuerò a farlo», la promessa di Stepinski, lontano dalle tentazioni del mercato di gennaio. Distante anche dal Parma, che comunque una scintilla l’aveva accesa. Provandoci fino all’ultimo giorno. «Ho deciso fin da subito che la mia stagione sarebbe cominciata e finita al Chievo. Che sarei rimasto per lottare fino alla fine a fianco ai miei compagni. Non c’è stato niente a gennaio, almeno da parte mia», il messaggio servito da Stepinski, uno di quelli che quest’estate di ammiratori ne avrà tanti. Non soltanto il Parma. ODE AL MAESTRO. Torino è una ferita ancora aperta. L’orgoglio finito proprio sullo striscione del traguardo, il macigno di un risultato pesante, un’altra domenica senza raccoglier nulla, l’annata che scivola via. «La partita è andata male ma l’avevamo preparata molto bene. È una stagione così, per adesso c’è poco da fare. Inutile girarci con le parole. Siamo tanto sfortunati anche. E tanto dispiaciuti. Di sicuro non meritavamo di perdere 3-0, perché le nostre due o tre occasioni chiare le avevamo anche costruite», la fotografia di Stepinski, uno che con le grandi s’è sempre esaltato. Negli stadi della storia del calcio d’Italia e davanti ai marchi più luminosi. Anche a San Siro, anche contro il Milan. Quasi con irriverenza. Spietato com’è ora l’amico Piatek. Implacabile com’è sempre stato il maestro Pellissier. Quello che indica la via, non solo della porta avversaria. «Mi manca Pellissier», l’ultima carezza di Stepinski, «perché mi ha sempre aiutato molto. E perché attacca sempre gli spazi. Ed in area sa essere sempre aggressivo. È speciale lui. Manca a tutti, non solo a me». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Inter
9
Bologna
7
Juventus
7
Napoli
6
Atalanta
6
Torino
6
Milan
6
Roma
5
Lazio
4
Genoa
4
Hellas Verona
4
Sassuolo
3
Cagliari
3
Brescia
3
Parma
3
Spal
3
Udinese
3
Lecce
3
Fiorentina
1
Sampdoria
0
Brescia - Bologna
3-4
Fiorentina - Juventus
0-0
Genoa - Atalanta
1-2
Hellas Verona - Milan
0-1
Inter - Udinese
1-0
Napoli - Sampdoria
2-0
Parma - Cagliari
1-3
Roma - Sassuolo
4-2
Spal - Lazio
2-1
Torino - Lecce
1-2