29 settembre 2020

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22.07.2020

Mutti rianima il Chievo: «La corsa alla A non è finita»

Alfredo Aglietti, sempre a caccia della zona playoff FOTOEXPRESSMutti vota Vignato: «Ha grande talento, deve solo completarsi»
Alfredo Aglietti, sempre a caccia della zona playoff FOTOEXPRESSMutti vota Vignato: «Ha grande talento, deve solo completarsi»

Spiragli minimi, ma qualcuno s’intravede. La Serie A non è ancora un miraggio. «I problemi del Chievo li hanno anche tante altre squadre. I giochi non sono fatti», il punto di Lino Mutti, 351 panchine di Serie B, voce Rai a 90° Minuto a guardar il campionato dall’alto. Cittadella venerdì, quindi Benevento e Pescara. Poi Aglietti farà i conti. «Nulla è compromesso, anche se la stagione è stata al di sotto delle aspettative. Al di là delle questioni societarie. Ci sta un’annata problematica, specie dopo essere retrocessi. Non mi aspettavo un cammino da protagonista ma neanche così sofferto. Il male però è di molti. Il Crotone», la griglia di Mutti, «se non commette sciocchezze è ormai andato, per il resto tante hanno ancora dei problemi. Frosinone ed Empoli hanno deluso, la stessa Cremonese ambiva a traguardi ben diversi dalla semplice salvezza. Da Cittadella e Pordenone mi sarei aspettato un finale diverso, invece tutte e due stanno stentando. Anomalo che quella più in condizione adesso sia il Pisa, con tanti meriti dalla sua ma pur sempre una neopromossa. Prevedo equilibrio quindi. E se il Chievo riuscirà ad andare ai playoff può davvero giocarsi le sue possibilità. Anche se non avrà Giaccherini. Ha i suoi annetti ormai, ma per la B resta un signor giocatore. Mi piace Vignato, ha talento ma è ancora completo e alla ricerca di un ruolo preciso. Al di là dell’attacco di difetti il Chievo ne ha, ma la molla delle motivazioni a volte può sopperire a molti limiti». POTERI AL MISTER. Guarda da un’altra parte Gigi Cagni, in Serie B dal 1991 col Piacenza dei miracoli con 373 gettoni. «Le partite adesso non le vincono più i calciatori, ora le porti a casa con la mano dell’allenatore. Troppi limiti nelle nuove generazioni», la base di Cagni, «troppe lacune tecniche e troppe nozioni tattiche che servono a poco nei settori giovanili. Non ci sono leader, non c’è più quello che ti prende per mano al momento del bisogno. E poi troppi errori, anche evidenti. Per questo a tutti i livelli è cresciuta l’importanza di chi va in panchina. Non sarà facile per il Chievo, nonostante il suo passato. Ci mancava solo l’infortunio di Giaccherini. Gli altri fan quel che possono». Poca luce pure nei playoff, almeno per lui. Una sentenza la sua. «Me ne intendo di Serie B, se non hai continuità non vai da nessuna parte. Serve regolarità. Di prestazione e di rendimento. Le fondamenta devi costruirle», il ragionamento di Cagni, «senza credere che poi in una partita secca tutto possa accadere. In tanti anni di playoff di sorprese non ne ho viste tante. Le migliori alla fine vincono, anche se il vero problema sarà restare in A. Una volta a chi saliva spesso bastavano un paio di rinforzi per rimanere a galla, oggi se non ne prendi cinque o sei ci metti un attimo a tornare dov’eri l’anno prima. Ne ho parlato con Inzaghi, anche il Benevento dovrà ragionare così nonostante il campionato l’abbia stravinto». MARGINI AL MINIMO. Freddo Stefano Colantuono. A far parlare i numeri. I suoi raccontano di 232 panchine di B. «Il Chievo deve fare sette punti fra Cittadella, Pescara e Benevento che ad oggi è l’avversario più abbordabile. Capisco il desiderio di prendere un posto nei playoff ma alla fine se arrivi ottavo sei da metà classifica. Niente di più. Quindi una squadra poco più che normale. Senza troppi picchi. Io la B o l’ho vinta o sono arrivato in finale», il punto di Colantuono, a gennaio in corsa per andare a Perugia, «quando l’ultima a spareggiare era la sesta. Quando la Serie B aveva oggettivamente valori diversi. Chi è terzo o quarto dopo 38 partite ha per forza valori superiori rispetto alle altre, anche se poi la Serie B è come sempre bravissima a sconfessare tanti pronostici. L’estate scorsa io avrei indicato Benevento e Frosinone promosse direttamente, ma in prima fascia ho inserito anche Empoli e Cremonese che adesso dai playoff sono fuori. Una forse ci entrerà, l’altra di sicuro no. Il Chievo veniva dopo, leggermente dietro al Crotone e in linea con Salernitana e Perugia. Non mi sarei aspettato là davanti il Pordenone, ma una sorpresa la devi mettere in preventivo. Il campo alla fine però non mente. Se il Chievo è lì dei motivi ci saranno. Perché la rosa ha poche alternative, perché qualcuno non ha reso come avrebbe dovuto. E perché le altre sono evidentemente più attrezzate. L’ha detto il campo». •

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Napoli
6
Milan
6
Hellas Verona
6
Juventus
4
Sassuolo
4
Atalanta
3
Lazio
3
Inter
3
Bologna
3
Benevento
3
Fiorentina
3
Genoa
3
Cagliari
1
Roma
1
Udinese
0
Torino
0
Spezia
0
Sampdoria
0
Crotone
0
Parma
0
Bologna - Parma
4-1
Cagliari - Lazio
0-2
Crotone - Milan
0-2
Inter - Fiorentina
4-3
Napoli - Genoa
6-0
Roma - Juventus
2-2
Sampdoria - Benevento
2-3
Spezia - Sassuolo
1-4
Torino - Atalanta
2-4
Hellas Verona - Udinese
1-0