20 agosto 2019

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08.02.2019

Mimmo Di Carlo:
«Il mio Chievo c’è
Ci salveremo»

Domenico Di Carlo
Domenico Di Carlo

L’orgoglio, l’attenzione, lo spirito irriducibile e, soprattutto, il sogno: tutto quanto fa salvezza nelle parole di Domenico Di Carlo, allenatore e maestro (nonché fonte di ispirazione) del Chievo ultimo ma non dimesso, avversato ma non depresso. Il Chievo che stasera, nel secondo anticipo della quarta di ritorno, proverà nuovamente a raddrizzare le pieghe ostili del destino sfidando la Roma a caccia di un posto in Champions. Distanza tecnica, ambizioni quasi agli antipodi, pronostico ovviamente avverso. Nulla che possa spaventare il tecnico della Diga, pronto a scatenare contro i giallorossi tutta l’energia positiva dei gialloblù, alla faccia delle difficoltà e delle assenze: «In settimana ho lavorato molto sulla partita di Empoli, che è stata quasi perfetta per noi. Ora quel... quasi perfetto deve diventare perfetto perché la Roma va affrontata con più maturità. La partita di Empoli è stata macchiata da due errori e noi dobbiamo lavorarci su e migliorare».

 

Questione di dettagli magari perché, più in particolare, «il livello di attenzione va alzato sui secondi e non sui minuti. Noi qualche volta questa attenzione la facciamo calare. È chiaro che la Roma è più forte individualmente, noi dobbiamo essere più forti come squadra e io sono convinto che sfodereremo una grande prestazione di squadra per metterli ko». Insomma, «Le loro qualità individuali vanno fermate con uno spirito di squadra elevato e dovremo avere anche maggiore concretezza in fase offensiva».

 

LA PRESTAZIONE. L’esibizione di sabato scorso al Castellani ha confermato le virtù bellicose e l’intraprendenza del gruppo, denunciando però qualche pecca in fase difensiva: «A Empoli abbiamo fatto tante cose buone», rivendica il tecnico. «Il Chievo è una squadra che ha orgoglio, combatte, emoziona. I nostri tifosi vengono allo stadio sapendo che questa squadra darà tutto per emozionarli e per battere la Roma». E ancora: «Oggi il Chievo c’è, le prestazioni sono di spessore, la maturità che chiedo è quella di aumentare l’attenzione, sì, ma il Chievo c’è» ripete «e contro la Roma vivremo una bella partita, una bella sfida ma soprattutto si vedrà un Chievo che sta bene, che fa la prestazione e che deve continuare a sognare. Il che vale per i nostri ragazzi e per i nostri tifosi». Il tasto dolente, graduatoria a parte, riguarda i forfait, a cominciare da quello di capitan Pellissier: «È un dispiacere non avere il capitano in campo ma lui è comunque qui a Veronello che ci stimola tutti i giorni e dà la carica alla squadra. Io sono convinto che chi giocherà al suo posto farà bene». Anzi, «è motivo d’orgoglio per lo staff vedere la squadra che si allena con tutta questa intensità e ci dà molta fiducia». E i tempi di recupero? «È presto per conoscerli ma lui è abituato a sorprendere anche su quelli, è successo pure in passato», rassicura Mimmo. «Purtroppo la sua è una noia muscolare e bisogna andarci coi piedi di piombo».

 

LE SCELTE. Quindi là davanti spazio a Stepinski affiancato probabilmente da Djordjevic. A metà sarà invece il turno, dal 1’, di Dioussè mentre in difesa, con Depaoli recuperato ma convalescente, potrebbe essere arrivato il momento di Schelotto. Al proposito Di Carlo offre informazioni sull’inserimento dei nuovi acquisti: «Dioussè era il più avanti fisicamente e infatti è subentrato già a Empoli, gli altri si sono allenati ma non hanno ancora il ritmo partita. Assane poi ha fatto il 4-3-1-2 per tanti anni, sa come muoversi, gioca a due tocchi, guarda avanti, è importante per la nostra squadra anche per le capacità tecniche e per la visione di gioco. Deve soltanto aumentare la conoscenza dei compagni. Schelotto? Può essere che giochi dall’inizio come che subentri a gara in corso e questo vale anche per Piazón. Per Andreolli invece è ancora presto». Quindi l’ennesimo richiamo al gruppo: «Mi aspetto una prestazione di squadra con la “S” maiuscola», annuncia il tecnico, «perché è vero che affrontiamo una grande squadra come la Roma ma anche la Roma deve sapere che di fronte avrà una grande squadra come la nostra. Il Chievo non deve abbassare la guardia ma deve sempre tenere davanti a se il sogno dell’impresa. Anzi, io sono sempre più convinto che ci salveremo», l’ultimo slogan, «perché le prestazioni dell’ultimo periodo sono buone e quando fai buone prestazioni prima o poi arrivano anche le vittorie. E questa, non dimenticatelo, è sempre una squadra che non molla di un centimetro». •

Alessandro De Pietro
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