09 aprile 2020

Sport

Chiudi

30.01.2020

Marcon para, Fantini sprinta Che svolta per quel Chievo

Sergio Marcon tra i pali il 23 dicembre 2000: al 40’ della ripresa fu decisivo nel parare il rigore a ManieroLuciano segna il gol del successo: Chievo in volo verso la A
Sergio Marcon tra i pali il 23 dicembre 2000: al 40’ della ripresa fu decisivo nel parare il rigore a ManieroLuciano segna il gol del successo: Chievo in volo verso la A

Venezia è la storia. Destini incrociati, al primo anno di Serie B e all’esordio in A. Più quella sera magica di fine Duemila. Delneri contro Prandelli, alla fine tutti e due promossi. Calcio evoluto. Il Bentegodi col fiato sospeso, il Chievo che si difese attaccando. Pressing alla bandierina del calcio d’angolo. A cento metri dalla propria porta. Spettacolo. Grandi maestri e splendidi operai. Direttrice chiara. Sempre. Da una parte il tumultuoso Venezia di Maurizio Zamparini, dall’altra l’operoso Chievo del primo Luca Campedelli. Ambizioni sfrenate e misurate. Fretta e pazienza. Col bel gioco a muovere tutto. Come quella notte, come tante altre volte. IL RIGORE DELL’ANNO. Sergio Marcon di anni ne ha 49, fra i preparatori dei portieri dell’Udinese dopo sette stagioni nelle giovanili e quel 23 dicembre del 2000 superbo nel respingere il rigore di Pippo Maniero a cinque minuti dalla fine. Quando il Chievo era avanti 2-1, quando il tempo non passava mai. Sapeva ipnotizzarli Marcon. Già alla prima, col Genoa, aveva parato quello di Francioso. «I rigoristi li studiavamo in settimana. C’era Claudio Filippi, uno per cui avrebbe parlato la sua carriera. Non c’erano tutte le immagini di oggi ma sapevamo comunque cosa fare. Quello era un gruppo molto applicato, partito per un campionato tranquillo ma strada facendo sempre più forte. Delneri a ogni allenamento cominciò ad aggiungere qualcosa in più, quando si rese conto di poter ragionare in grande. Ci arricchimmo parecchio. E la svolta fu proprio col Venezia, quei tre punti ci diedero ulteriore slancio», lo scatto di Marcon nel rivivere quei magici mesi. Altra musica oggi, tutto ancora in divenire. «Ci vuole continuità prima di tutto», la sua ricetta, «ma il Chievo merita di tornare a certi livelli. Faccio il tifo per loro. La Serie B del resto è dura e lunga. Qualche partita mi capita di vederla. Il livello è magari più basso di quei tempi, ma col solito equilibrio». SERATA PERFETTA. Enrico Fantini è stato di qua e di là, corsa continua e piedi buoni. «Il Venezia sta soffrendo troppo, il Chievo poi ha ben altro organico. Sulla carta c’è un favorito netto, poi però la palla è rotonda e nel calcio tutto può succedere», l’istantanea di Fantini, 43 anni oggi, 24 quando varcò la soglia di Veronello, preso dal Cittadella dopo essere passato dal Venezia all’epoca di Bellotto e ora allenatore dell’Under 14 al Cuneo. Cambiò il corso di quella contesa Fantini, lui col Chievo davanti ai suoi ex colori ravvivati dalle intuizioni di Prandelli. La gara del dicembre 2000 la cambiò proprio lui, dentro al posto di De Cesare prima che Delneri buttasse nella mischia anche Luciano, autore del colpo di testa decisivo. Apoteosi. «Ero un ragazzotto allora, il Chievo mi allargò le spalle. Delneri fu un’illuminazione. Ricordo bene quei movimenti della difesa a quattro, le torri Corradi e Cossato, l’alta intensità alla base di tutto. E la gioia finale. Una vera sinfonia la nostra, Delneri d'altronde era un passo avanti», lo scenario allargato di Fantini, una vita in B dopo gli esordi con la Juve di Lippi. Moto perpetuo perfetto per il calcio di oggi. TUTTO AI PLAYOFF. Fabian Valtolina fra Chievo e Venezia è stato come all’università, telecomandato dai vari Malesani, Spalletti, Prandelli e il primo Iachini. «Difficile azzardare un pronostico per domenica, la B spesso ti manda fuori strada. E il Venezia in trasferta è parecchio pericoloso», il primo affondo di Valtolina, 48 anni, a Veronello nella prima stagione di B e in Laguna dal 1998 al 2002, oggi tecnico dell’Under 15 Elite dell’Albini, società legata al Milan. «Due ambienti familiari, due squadre interessanti, due condizioni diverse ma differenza comunque trascurabili», la tripla suggerita da Valtolina, al Chievo anche uomo derby e spesso scarica elettrica potentissima che Malesani amava giocarsi. Quanto al futuro del torneo in svolgimento, «in tante possono aspirare alle primissime posizioni, in pochi punti si passa dai playoff alla zona salvezza com’è tipico della categoria. Per me», l’idea di Valtolina, «alla fine inciderà anche il mercato. Il bello secondo me deve ancora venire, d’altronde tutto si fa all’ultimo minuto. E spesso, anche in B, per fare la vera differenza basta un solo giocatore». Compito tosto, in ogni caso: «Sarà difficile che il Chievo possa andare in A direttamente», precisa Valtolina. «Meglio ragionare con l’intento di arrivare il più in alto possibile cementando via via il gruppo per poi giocarsi ogni partita di spareggio come una finale. Il Benevento d’altronde è andato. E tante altre non sono da meno». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro De Pietro
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
63
Lazio
62
Inter
54
Atalanta
48
Roma
45
Napoli
39
Milan
36
Hellas Verona
35
Parma
35
Bologna
34
Sassuolo
32
Cagliari
32
Fiorentina
30
Udinese
28
Torino
27
Sampdoria
26
Genoa
25
Lecce
25
Spal
18
Brescia
16
Cagliari - Roma
3-4
Juventus - Inter
2-0
Lazio - Bologna
2-0
Lecce - Atalanta
2-7
Milan - Genoa
1-2
Napoli - Torino
2-1
Parma - Spal
0-1
Sampdoria - Hellas Verona
2-1
Sassuolo - Brescia
3-0
Udinese - Fiorentina
0-0