17 luglio 2019

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11.06.2019

Marcolini aspetta il Chievo Sudtirol, pressing a vuoto

Michele Marcolini, sempre in pole per la panchina del ChievoVincenzo ItalianoLuca Campedelli
Michele Marcolini, sempre in pole per la panchina del ChievoVincenzo ItalianoLuca Campedelli

Michele Marcolini ha ignorato l’ultimo termine che gli aveva dato il SudTirol, scaduto alla fine della scorsa settimana. Vuole il Chievo lui, col rischio di rimanere a piedi ma anche con la coscienza a posto di chi ha fatto di tutto per coronare il suo sogno. Precedenza insomma all’amore calcistico della propria vita e alla categoria. D’accordo la Lega Pro e le ottime condizioni che troverebbe a Bolzano, niente a che vedere però con Veronello e la Serie B che in fin dei conti si sarebbe anche meritato. Un mezzo azzardo il suo, senza aver ricevuto per di più ad ora veri e propri cenni da parte del Chievo che comunque da tempo Marcolini l’ha inserito nel lotto dei due o tre profili ritenuti giusti per ricominciare il cammino nella maniera più corretta possibile. La scorsa settimana pareva quella decisiva per tutti, per fermare il tempo e avviare il lavoro comune. Invece tutto slitterà di qualche giorno ancora, senza particolari ansie visto un mercato degli allenatori ritardato dalle tantissime società che hanno scelto di voltar pagina. Ai livelli altissimi così come ai piano di sotto. Marcolini nel frattempo ha tolto ogni velo, mossa figlia dell’ambizione oltre che dal cuore. ONDA FORTE. Dalla lontana Trapani verso Veronello guarda anche Vincenzo Italiano, studiato sabato sera dal Chievo nella finale dei playoff di C1 in casa del Piacenza. In tribuna Campedelli e Pellissier. «C’erano anche loro? Allora mi auguro che abbiano visto solo il primo tempo perché nel secondo non s’è vista la squadra che voglio io», la risposta di Italiano a domanda precisa sulla presenza al “Garilli” del suo vecchio presidente e del caro capitano. Italiano ha guadagnato punti in serie in questi ultimi mesi, anche agli occhi del Chievo, per il suo calcio feroce e lineare ma anche per essersi preso sulle spalle un gruppo pieno di dubbi per le criticità del Trapani miracolosamente ad un passo dalla Serie B nonostante un sacco di problemi. Più forte di tutto Italiano, anche dopo le dimissioni del direttore sportivo Raffaele Rubino. Sabato prossimo la finale di ritorno, quando potrebbe mettere la ciliegina sulla torta alla sua straordinaria annata che gli è valsa l’interesse profondo del Chievo ma anche del Benevento, serissima candidata alla A. FACCIA A FACCIA. Due tramezzini al volo. Le 13.40 quando Sergio Pellissier è uscito ieri dalla sede di via Galvani. Veloce pausa pranzo, telefono in mano e auricolare sempre pronto. Qualche istante prima dell’arrivo di Gennaro Sardo, il team manager, anche lui parecchio preso. Campedelli non c’era, in Lega a Milano a lavorare in parallelo col suo nuovo direttore sportivo. Da una parte l’allenatore, dall’altra tutto il resto. L’aria pare ancora quella di Serie A, come i giocatori che alla fine dei conti dovrebbero restare comunque al piano di sopra senza seguire il Chievo. Compreso Kiyine, obiettivo del Parma aggiunto a Stepinski a sua volta gradito anche a Udinese e Brescia. Il faccia a faccia fra alti dirigenti ha permesso di fare ulteriori aggiornamenti. Fra i più chiacchierati c’è sempre Vignato, fra Emanuel e il quindicenne Samuel per tanti il migliore 2004 d’Italia. Il Napoli ha provato ad aprirsi una scia, ma le altre sono sempre lì a monitorare la scena. Soprattutto l’Inter e il Sassuolo. Non dovrebbe essere complicato sciogliere la matassa Cacciatore, tornato al Chievo per fine prestito ma ancora obiettivo del Cagliari e con il contratto in scadenza alla fine di giugno del 2020. La trattativa non sarà difficile ma dopo l’operazione di gennaio sarà necessario riavviarne una daccapo. LUNGA OPERA. Ben più arduo levarsi il peso di Djordjevic e Obi, entrambi legati da accordi lunghi e con ingaggi piuttosto consistenti. Il mercato attivo fino al 2 settembre suggerisce però cautela e sangue freddo. Soprattutto all’estero alla lunga qualcosa dovrebbe muoversi. Da rimettere in moto soprattutto Obi che da gennaio in avanti ha inanellato appena due brevi spezzoni all’Alanyaspor, nona nella Super Lig di Turchia. Fra i profili da monitorare c’è anche quello di Nicola Rigoni, in scadenza nel 2020 e ormai di casa al Chievo come Meggiorini, un altro di quelli gestiti da Andrea e Alessandro D’Amico con cui Pellissier ha scambiato quattro chiacchiere nei giorni scorsi. Tutti e due al Chievo stanno bene ma all’inizio di giugno e con quasi tre mesi di mercato davanti certi scenari potrebbero cambiare da un momento all’altro. Nel pacchetto c’è pure Frey, in scadenza a fine giugno, il cui destino sarà deciso soprattutto dal nuovo tecnico. Da Veronello è in teoria parecchio distante Hetemaj, pure lui a fine contratto fra un anno e sempre tentato dal Brescia ma anche dall’Hellas. La prima pietra dovrà ora essere quella della panchina. I castelli si costruiscono dalle basi. •

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
90
Napoli
79
Atalanta
69
Inter
69
Milan
68
Roma
66
Torino
63
Lazio
59
Sampdoria
53
Bologna
44
Sassuolo
43
Udinese
43
Spal
42
Fiorentina
41
Cagliari
41
Parma
41
Genoa
38
Empoli
38
Frosinone
25
Chievoverona
17
Atalanta - Sassuolo
3-1
Bologna - Napoli
3-2
Cagliari - Udinese
1-2
Fiorentina - Genoa
0-0
Frosinone - Chievoverona
0-0
Inter - Empoli
2-1
Roma - Parma
2-1
Sampdoria - Juventus
2-0
Spal - Milan
2-3
Torino - Lazio
3-1