13 agosto 2020

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14.07.2020

La diga non tiene E il Chievo cade anche a Cremona

Il contrasto fra Dickmann e il portiere Ravaglia nel finale
Il contrasto fra Dickmann e il portiere Ravaglia nel finale

CREMONA Lo schiaffo, durissimo da assorbire, arriva quando non c’è più tempo per rimediare. E il Chievo si sta ancora chiedendo come venire a capo dell’enigma-Cremonese. Vincono i grigiorossi, esplode il vulcanico Bisoli, ride la squadra di casa ormai a poche tacche dalla salvezza matematica. Si impone insomma il calcio speculativo, tutto cautela e ripartenze, della formazione lombarda. Che rinuncia senza imbarazzo alcuno a fare la partita, si apposta con grande ordine a difesa dello 0-0, pronta a schizzare in isolati contropiede, e coglie proprio al 90’ il frutto di tanta paziente opera. Risultata più proficua del volenteroso ma sterile possesso palla dei gialloblù. Nella dolce notte dello Zini, a temperature piacevoli a dispetto della stagione, la differenza la scava il siluro di Mogos, che probabilmente Semper non riesce neppure a veder partire, nella selva di gambe della sua barriera. E adesso bisogna pensare a rientrare nei grandi giochi. Non c’è più una zona playoff da difendere. Non c’è più il fortino dell’ottavo posto nel quale rinchiudersi per respingere la concorrenza. Aglietti, allo Zini, non aveva grandi alternative. Le rivali non aspettano e i due pareggi di fila colti contro Entella e Trapani rimangono un fastidioso freno alle ambizioni di Serie A. E allora bisogna osare, rischiare, prendersi campo. Iniziativa. Responsabilità. Cambiare persino titolari - nonostante un organico ridotto all’osso - per andare a caccia del successo che sarebbe la più prodigiosa delle medicine per il tanto anelato allungo verso la vetta. Successo che resta nelle intenzioni a dispetto dei mille palloni giocati, della insistita manovra aggirante, della continua ricerca di corridoi nei quali scatenare qualche strappo verticale. Tanto palleggio, troppi cross senza futuro, la (potenziale) forza d’urto dei grigiorossi azzerata dai muscoli e dal senso dell’anticipo di Leverbe e compagnia. C’è Zuelli, la grande novità, a gestire la manovra nel mezzo. E c’è Ceter al centro dell’attacco per dare ossigeno a Djordjevic. E giustizia pare fatta quando Giaccherini trova l’angolino nobilitando lo straordinario spunto a destra di Garritano. L’illusione però dura pochi attimi perché proprio Ceter, in fuorigioco sulla linea di tiro, autorizza Ayroldi ad annullare. Il tema è costante. Non cambia neppure nel secondo tempo. E meno che meno quando le energie iniziano a scemare e Aglietti è chiamato a fare cambi. Fuori dunque Zuelli, dentro Esposito. Fuori Di Noia, corsa affidata a Karamoko. Poi Djordjevic, infine Morsay. Tutto inutile. Con la virgola beffarda della punizione-castigo di Mogos a un soffio dal 90’. La partita scappa. Il campionato, per fortuna, non ancora. •

Francesco Arioli
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
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77
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71
Inter
71
Lazio
69
Roma
57
Milan
56
Napoli
53
Sassuolo
48
Hellas Verona
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38
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37
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36
Genoa
30
Lecce
29
Brescia
21
Spal
19
Brescia - Spal
Cagliari - Sassuolo
1-1
Fiorentina - Torino
Genoa - Lecce
Hellas Verona - Atalanta
1-1
Juventus - Lazio
Milan - Bologna
5-1
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Roma - Inter