22 ottobre 2019

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15.09.2019

Joe, torna lo squalo «Bolgia Bentegodi Osvaldo psicologo»

Joe Jordan allo stacco di testa in maglia Hellas
Joe Jordan allo stacco di testa in maglia Hellas

«Il Bentegodi mette paura. Come si dice in italiano? Quella parola...». Dica pure in inglese, poi traduciamo. «No, quando mi chiamano dall’Italia, voglio fare bella figura. Bo...bol..., bolgia». Joe Jordan è tornato di recente a Verona. Sessantotto anni, una sola stagione (’83-’84) nell’Hellas, un solo gol contro la Sampdoria, due incisivi in meno persi in uno scontro di gioco. E quel buco in bocca diventato il suo marchio di fabbrica. Lo Squalo è diventato un Mito pur non sfondando reti. E stasera si rigioca la sua partita. Perché in rossonero, Joe, ci passò due stagioni, una di B, lasciando un buon ricordo. A Milano e pure qua da noi. Jordan, perché la amano tutti? «Non mi lamentavo, amavo la mia squadra, non ho mai smesso di ascoltare gli altri». Qui doveva ascoltare Bagnoli «Un uomo vero. Non puoi parlare dell’allenatore Bagnoli, devi prima raccontare l’uomo. Mi è stato molto vicino quando io ero lì all’Hellas. Non passavo un grande periodo. Avevo avuto due, tre infortuni. Ero fuori, ma il coach non mi ha mai fatto sentire lontano dalla squadra. C’era per tutti. Stava costruendo un grande gruppo. Il coach era uno psicologo. Perché metteva sullo stesso piano tutti. Quelli che stavano dentro e fuori». Lei lo scudetto l’ha sfiorato «Me ne andai l’anno prima. Purtroppo con un ko. Perdemmo la gara di ritorno della finale di Coppa Italia, all’Olimpico contro la Roma. Ero dispiaciuto perché capivo che quel Verona avrebbe fatto qualcosa di grande. L’impressione era che quella squadra poteva giocarsela e battere chiunque. Mi sento spesso con Fanna e Volpati...» E allora? «Per dire: c’era un’amicizia di...cemento. Un gruppo chiuso, impenetrabile, che faceva scudo e si proteggeva. In campo non ti sentivi mai solo. E Bagnoli era il tocco in più. Un solo anno di Verona mi è bastato per la vita. Per questo motivo, quando posso, torno volentieri». C’è il Milan per l’Hellas di Juric «Una big per il Verona. Poi sarà la volta della Juve, dell’Inter, delle altre. Ma io dico sempre: con chi gioca il Verona? E poi la seconda domanda è: gioca in casa? E se la risposta è affermativa allora dico: può accadere di tutto. Il “mio“ Bentegodi ti faceva sentire invincibile. La partita con il Milan è incerta». Juric ha conquistato quattro punti nelle prime due partite. Vogliono salvarsi. Il Verona ha dimostrato di avere attributi e coraggio «Due partite e quattro punti? It’s very good. In serie A ogni punto costa fatica. La partenza è stata buona. Da voi c’è il mio connazionale Henderson. Mi fido, la A è grande opportunità per lui». Dovesse andare in panchina lei, cosa direbbe ai ragazzi? «Segui il cuore. E il cuore dev’essere onesto. Ecco, Bagnoli aveva cuore onesto. Per questo non aveva bisogno di parlare troppo. La personalità emerge in silenzio». Oggi Jordan cosa fa? L’ultima esperienza di rilievo è stata come vice coach al Middlesborough... «Per adesso sono fuori. Ma c’è sempre qualche cosa da fare». •

Simone Antolini
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6
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