06 aprile 2020

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10.02.2020

Il Pisa alza il muro Chievo, un punto e tanti rimpianti

Francesco Arioli PISA Un punto nel sacco, la sensazione di aver ripreso la strada giusta ma anche la solita punta di acido a ingombrare lo stomaco, abituale compagna di viaggio del Chievo edizione 2019-20. Che sotto il cielo bigio di Pisa risponde presente, cancella il pomeriggio scuro col Venezia, accarezza legittimi pensieri di gloria, scappa ma si fa rimettere il sale sulla coda dopo aver scialato a ripetizione il colpo del bis. E si divora le falangi sull’ultimissima chance di successo, azzerata dal miracoloso salvataggio sulla linea di Gucher. Chievo a metà, insomma. Qualche cosa di più, in realtà, a fare la stima delle occasioni create, al netto dell’atteggiamento ritrovato; qualcosa di meno a valutare il modesto passo in classifica. Doveva essere battaglia, all’Arena Garibaldi, e battaglia è stata. Il Pisa di Luca D’Angelo è tonico, ha un bel passo, corre a aggredisce a tutto campo. Prova da subito a mettere pressione. Qualche sparo di assaggio almeno finché non arriva l’accelerazione sulla corsia di sinistra del Chievo: Giaccherini sale in cattedra, Meggiorini sale in cielo, spalle girate alla porta, e mette la palla nel sacco con un’acrobazia di livello assoluto. Tra Carlo Parola e Cristiano Ronaldo, francamente, non sfigura il bomber di Tarmassia, seppellito poi giustamente dall’abbraccio dei compagni. Arena Garibaldi muta per qualche secondo, Pisa stordito ma estremamente determinato a riprendere il filo del discorso. La partita è viva, divertente. Frequenze alte ma anche scontri, ripetuti. Semper fa il suo tra i pali, il collega Gori lo imita murando una capocciata di Segre che pare già nel sacco. Il Chievo lotta, arretra, si allarga, riparte. Marcolini, che ha preferito Giaccherini a Vignato dando campo anche a Garritano, mezzala, si affida a una sorta di tridente comandato da Ceter (a sua volta preferito a Djordjevic), «Meggio» e «Giak». Dietro lievita Leverbe, in mezzo colleziona crediti Esposito. Piano perfetto e vantaggio meritato, comunque, disturbato e non poco dall’inciampo muscolare che mette fuori gioco proprio Meggiorini. Venti minuti di gloria e imprecazioni per lasciare la scena a Djordjevic. Il quale sarà protagonista - negativo - dell’ultimo scialo, a primo tempo ormai esaurito. Il Pisa, risparmiato, riparte a testa bassa nella ripresa e, dopo aver avvicinato il pari con Masucci di testa - bravissimo Semper - pesca il jolly con Lisi. Lo stadio impenna i decibel, D’Angelo avvicenda gli attaccanti ma è il Chievo - soprattutto dopo il rosso a Soddimo - a ordinare il serrate finale. La prima macro-occasione tocca a Djordjevic, stoppato dall’uscita di Gori. Poi, a 51’ incombente, è Vignato ad armare una spettacolare voleè dal limite: pare fatta, peccato per quel piede di capitan Gucher che salva capra e cavoli. •

Francesco Arioli
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