17 settembre 2019

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05.03.2019

Il mal di gol si aggrava Chievo, il digiuno è storico

Filip Djordjevic, sprecone domenica in Piemonte, prova a sfuggire al torinista Izzo FOTOEXPRESS
Filip Djordjevic, sprecone domenica in Piemonte, prova a sfuggire al torinista Izzo FOTOEXPRESS

La patologia ormai è conclamata: mal di gol in forma grave. Anzi storica. Il Chievo che fatica terribilmente a risalire la classifica - al di là dei ripetuti, trasparenti segnali di vitalità - è prigioniero anche e soprattutto delle difficoltà a trovare la via della porta avversaria. L’assioma è fin troppo scontato: i gialloblù hanno bisogno di vittorie come del pane. Ma se non si segna vincere è impossibile. Anche al di là delle sviste difensive che qualche cosa, pure due giorni fa in casa del Torino, sono costate in termini di risultato. DOPO EMPOLI IL BUIO. Comunque sia i minuti di digiuno, quelli trascorsi insomma senza riuscire a segnare, sono diventati 405’, tempi di recupero esclusi. Vale a dire l’intervallo tra il momentaneo 2-0 di Stepinski a Empoli, ai primi di febbraio, e il 90’ dell’ultimo confronto. In altri termini: quattro partite e mezza senza cavare un centro dal buco. «Quattordici occasioni sprecate», ha ricordato Mimmo Di Carlo nel dopogara di domenica. Tante o poche che si dica, comunque troppe per poter pensare di sfangarla in Serie A. Con la pressione addosso che ora rischia di trasformare il malanno in sindrome. Con lo 0-3 del Grande Torino, oltretutto, il Chievo attuale ha fatto irruzione - per così dire - nella top ten dei periodi di massima astinenza nella massima categoria. Solo sette volte il problema si è manifestato per periodi più lunghi ma, se dovessero andare in bianco anche sabato col Milan, i gialloblù arriverebbero a un passo dal podio del record negativo. E non sarà evidentemente un caso se i gialloblù - 19 reti fatte dopo 26 partite - si ritrovano con l’attacco più debole del campionato alla pari del Frosinone penultimo. Né sarà una coincidenza fortuita se gli specialisti del reparto hanno numeri così modesti: Mariusz Stepinski (capocannoniere parziale) a quota 6, Pellissier a 4, Djordjevic e Meggiorini malinconicamente a uno. Inutile dire che la prolungata assenza del capitano, infortunatosi in Toscana un mese fa, sta pesando maledettamente. Ma è altrettanto chiaro che dal settore avanzato era lecito attendersi una produzione più cospicua, un contributo più robusto e determinante. A prescindere. SPARI A SALVE. Un altro dato? Quasi a ribadire la legittimità del dispiacere manifestato da Di Carlo: nelle ultime quattro sfide, quelle chiuse senza segnare (rispettivamente contro Roma, Udinese, Genoa e Toro), il Chievo ha tirato verso la porta avversaria per 41 volte, centrando lo specchio in 25 casi. Clamoroso che la sfera non sia mai morta nel sacco. «Bisogna portare gli episodi dalla nostra parte», la raccomandazione dell’allenatore gialloblù, che ormai è diventata un urlo. Disperato. Obbedirgli è condizione ormai e più che mai vitale per inseguire il sogno. O, quantomeno, per tenere viva la corsa nonostante il disastroso handicap. A cominciare dal prossimo impegno, naturalmente proibitivo, almeno sulla carta: arriva il Milan al Bentegodi. Chi segnerà per primo? • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesco Arioli
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Inter
9
Bologna
7
Juventus
7
Napoli
6
Atalanta
6
Torino
6
Milan
6
Roma
5
Lazio
4
Genoa
4
Hellas Verona
4
Sassuolo
3
Cagliari
3
Brescia
3
Parma
3
Spal
3
Udinese
3
Lecce
3
Fiorentina
1
Sampdoria
0
Brescia - Bologna
3-4
Fiorentina - Juventus
0-0
Genoa - Atalanta
1-2
Hellas Verona - Milan
0-1
Inter - Udinese
1-0
Napoli - Sampdoria
2-0
Parma - Cagliari
1-3
Roma - Sassuolo
4-2
Spal - Lazio
2-1
Torino - Lecce
1-2