14 luglio 2020

Sport

Chiudi

04.05.2020

Il Chievo vale la terza piazza Corini-Melis? Ancora sorrido

Prima calciatore, poi vice allenatore, quindi dirigente: i trent’anni di Giovanni Sartori al Chievo Sartori vota Aglietti: «Bravo come giocatore, bravo come tecnico»
Prima calciatore, poi vice allenatore, quindi dirigente: i trent’anni di Giovanni Sartori al Chievo Sartori vota Aglietti: «Bravo come giocatore, bravo come tecnico»

Un genio Giovanni Sartori. Così ha detto il tempo. Visionario, con Verona nel destino. Dal miracolo Chievo al miracolo Atalanta, capolavori incastonati nella storia dello sport. Sempre un passo avanti, anche ora. Senza poter viaggiare negli angoli più bui d’Europa da cui spesso è tornato col talento semisconosciuto che sarebbe diventato un campione. La lista è senza fine. Sempre a osservare tutto da vicino Sartori. Anche Bergamo che soffre. «Una disgrazia incredibile», dice. «Vediamo quando ripartiremo, importante lo facciano anche le varie industrie. Non siamo ancora fuori dal ciclone, ma guardiamo oltre. Parliamo di calcio…». Quindi del... suo Chievo: Aglietti è quel che serviva? «Può dargli una bella mano. Siamo rimasti in contatto, anche quando le nostre strade si sono divise. È stato un buon giocatore, è un bravo allenatore oggi». Questo blocco quanto intaccherà i piani del club? «Le carte per giocarsi la Serie A ai playoff le ha tutte. La squadra è buona. Il Benevento in Serie A c’è già, arrivare secondi sarà difficile ma per il terzo posto c’è anche il Chievo. Sperando che la B riparta». C’è un colpo mancato del passato diventato rimpianto a distanza di anni? «Conoscete bene la mia storia. Di rimpianti non ne ho, ma vi racconto un aneddoto. Passai per un somaro quando facemmo lo scambio Melis-Corini col Verona. Melis era in scadenza e col Chievo non voleva rinnovare. Voleva il Verona. Prendemmo Corini il mercoledì e il giovedì si ruppe il crociato, mentre Melis fece subito cose grandissime. Poi però, una volta guarito, Corini divenne la fortuna degli anni d’oro del Chievo. Guai ad aver fretta nel calcio: i conti si fanno sempre alla fine». Quanto l’ha sorpresa invece il Verona di Juric? «Tantissimo. Ero alla prima di Coppa Italia, eliminato dalla Cremonese. Allora non ci avrei scommesso un centesimo. Invece è nella posizione che merita». Le basi più importanti? «In primis l’ottimo calcio che ha espresso, con la scelta e la successiva valorizzazione di giocatori che prima non godevano proprio della massima fiducia. Il lavoro è simile a quel che facemmo al Chievo, puntando su scommesse e gente con voglia di emergere. O altri che riuscimmo a riciclare perfettamente. Merito della grande opera della dirigenza, di Tony D’Amico ma soprattutto di Juric che quel materiale ha saputo farlo esprimere al meglio». Giudizio su D’Amico? «Non lo conosco benissimo, d’altronde non credo di conoscere fino in fondo nemmeno quelli con cui ho rapporti da dieci anni... Lui ha tempo. So che è sempre vicino alla squadra ma va anche sui campi a vedere dal vivo i giocatori che poi va a trattare. Promette bene». Gliela concederà una probabilità di tenersi Pessina? «Lo dico sinceramente: è prematuro parlarne. Devo prima di tutto dare merito al Verona di aver svolto un grandissimo lavoro su di lui. Pessina sta attirando l’interesse di più società ma di soluzioni ce ne sono tante. Potrebbe rientrare, magari con un ruolo importante, così come potremmo rinnovare il prestito perché lui rimanga dov’è visto che a Verona sta bene e il Verona vorrebbe tenerlo». Tanto il prossimo sarà un mercato bloccato, giusto? «È probabile che non ci saranno i movimenti onerosi degli ultimi tre o quattro anni. Il mercato era tornato importante, ma ora rischia di essere stoppato. S’era vissuto un momento di stasi, poi era ripartito bene. Il Covid-19 gli ha dato una bella botta, le cui conseguenze potrebbero durare un paio di stagioni». Dal Chievo ad un posto fra le prime otto d’Europa. La sua cima più alta... «Qualcosa di straordinario, per me e per tutti noi. Per la società, lo staff tecnico, i dirigenti, città e tifoseria. Stavamo vivendo un’annata eccezionale. Quarti in campionato, ai quarti di Champions. A parte la situazione sociale ed umana di Bergamo anche il lato sportivo è stato penalizzato. Stavamo vivendo momenti eccezionali, il premio a tutti i nostri sforzi». Il Verona è una piccola Dea? «Le assomiglia molto. Inizialmente no, ma poi s’è avvicinato tantissimo all’interpretazione di calcio dell’Atalanta. Sia sotto l’aspetto tecnico-tattico che sotto il profilo dinamico e motivazionale». Perché non ha preso Amrabat? «Abbiamo desistito quando ci siamo resi conto che non avremmo potuto arrivarci. L’avevamo cercato, è vero. Lo conoscevamo perfettamente già quand’era in Belgio ma in Italia ha spiazzato tutti. L’ho visto la prima volta con la Juve, facendomi una grande impressione. Da lì una crescita notevolissima. Come Kumbulla, come Rrahmani, come Faraoni, come tutti gli altri». Per apprezzare il vero Juric era solo questione di tempo? «Ho l’abitudine di seguirli passo dopo passo gli allenatori. Studiandone anche il lavoro dal vivo. È stato anche nostro ospite a Zingonia perché molto amico di Gasperini. Non lo conosco personalmente ma quel che ha fatto è sotto gli occhi di tutti». A proposito di guide, quando manca Malesani al calcio? «Manca. E non capisco fino in fondo perché non ci sia. L’ho incontrato di recente. Sempre lo stesso lui. Fu un precursore al Chievo, geniale soprattutto in quel momento storico del gioco. Alla fine non è stato fortunato quanto a risultati ma è difficile capire come si sia potuto fare a meno di lui tanto facilmente».

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
75
Lazio
68
Atalanta
66
Inter
65
Roma
51
Napoli
51
Milan
49
Sassuolo
43
Hellas Verona
43
Bologna
41
Cagliari
40
Parma
39
Fiorentina
35
Udinese
35
Torino
34
Sampdoria
32
Lecce
28
Genoa
27
Brescia
21
Spal
19
Atalanta - Lazio
Bologna - Juventus
Fiorentina - Brescia
1-1
Genoa - Parma
Hellas Verona - Napoli
Inter - Sassuolo
Lecce - Milan
1-4
Roma - Sampdoria
Spal - Cagliari
Torino - Udinese