14 luglio 2020

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18.05.2020

Il Chievo aspetta certezze Pure gli stipendi in stand-by

Il Chievo aspetta segnali certi. E Veronello di rivedere sgambettare il gruppo di Alfredo AgliettiLuca CampedelliMister Alfredo Aglietti
Il Chievo aspetta segnali certi. E Veronello di rivedere sgambettare il gruppo di Alfredo AgliettiLuca CampedelliMister Alfredo Aglietti

Le uniche voci a rompere il silenzio di Veronello sono quelle dei ciclisti del fine settimana. Dentro solo musica a basso volume. Comprese le note di Memories dei Maroon 5, perfetta di questi tempi. Televisione accesa, lontana però dai canali del calcio. Non è più come prima. E così sarà ancora per un po’. Deserto il ristorante, coi tavoli riuniti a ferro di cavallo e filo rosso ad un metro dal banco del bar. Precauzioni obbligate. Delle 38 camere sono occupate soltanto quelle di Aglietti, Cesar e Sorbello. Allenatore, vice e preparatore atletico. Vuoto il resto dell’hotel, nel parcheggio le macchine si contano sulle dita di una mano mentre le strade vicine cominciano a rianimarsi fra auto e trattori. Verdissima l’erba dei campi, mai così sola. Tutti ad attendere il via libera ma senza paletti fermi. Il Chievo ha voglia di ricominciare anche se oggi, come nell’ultimo periodo d’altronde, non andrà oltre gli allenamenti individuali spontanei. Senza convocazioni ufficiali, senza un’attività coordinata in prima persona dallo staff tecnico. Senza tantomeno le sedute collettive. PIANO SALTATO. La società aveva predisposto per stamattina test sierologici e tamponi. Per cominciare il ritiro già stasera o al massimo domani di buonora, dopo la sanificazione fissata in un primo momento per ieri della sede di via Galvani, come tante altre ancora chiusa, così come di Veronello e anche del Bottagisio Sport Center, altre tredici stanze a cui far ricorso in caso di necessità. Le risorse tutte in casa, a differenza di molti altri club di B e persino qualcuno di A. Quindici giorni a far da anteprima per la ripartenza vera e propria prima che il piano fosse messo in discussione. Era tutto stabilito anche agli occhi del Chievo, ma le esitazioni sul protocollo di sicurezza e il ritiro alla fine dei conti digerito da pochi hanno suggerito di temporeggiare. La norma deve essere una sola, senza interpretabilità alcuna. E senza contrordini. Solo corse isolate per adesso a Veronello. Vietato toccare il pallone, creare percorsi con cinesini, ostacoli e paletti che comunque ci sono già. Basterebbe solo girarci attorno. A Calmasino finora si sono visti solo Giaccherini, Djordjevic, Garritano e Leverbe. Gli altri non si sono mossi da Verona, nessuno straniero è andato nei paesi d’origine nel periodo di stop. Tutti a casa, almeno finché non ci sarà qualcosa di certo. Quel che reclama anche il Chievo, in un silenzio in realtà solo apparente. In un periodo di sacrifici per tutti. SENZA RISPOSTE. Il programma di lavoro sarebbe pronto anche nel dettaglio, con sei giocatori alla volta divisi sui tre campi e più turni fra mattina e pomeriggio per garantire le giuste distanze e scaglionare come si deve l’accesso alla struttura. Ancora però tutto tace, impossibile far ripartire la macchina. Le società di B hanno chiesto dieci giorni di tempo dalla pubblicazione del protocollo per gli allenamenti di gruppo che inevitabilmente farebbero riaffiorare il nodo legato agli stipendi, anche se in fondo quel che conta è il contratto perché i tesserati sono comunque sempre a disposizione del club. L’accordo non c’è ancora. Raggiunto davvero da pochissimi. Dialoghi necessari, ma ancora in divenire. Tutto congelato anche al Chievo, perché soprattutto per quelli in scadenza e in prestito le questioni sul piatto saranno tante in una stagione che dovrebbe proseguire fino ad agosto mentre molti contratti si esauriranno il 30 giugno. E il prolungamento necessiterà dell’assenso del calciatore, a meno che non si decida dall’alto per un’estensione d’autorità. Eventualità non ancora esclusa. Troppi interrogativi ancora. COSTI E DUBBI. Questione delicata quella degli stipendi, anche visti certi ingaggi. Pesanti macigni con cui già era complicato convivere prima. Figurarsi adesso. E nulla vieta a chi il primo luglio sarà libero di poter negoziare l’ulteriore appendice estiva, proponendo cifre e condizioni diversi dal resto dell’annata. Tutto in sospeso, ma i giocatori un segnale l’attendono comunque. Pur in un quadro ancora poco limpido. Soprattutto il protocollo è materia equivoca, perché recepito dalla Serie B anche se in teoria solo della Serie A. Con tanti punti non ancora chiari e costi notevolissimi per l’attività quotidiana così come per le trasferte, fra sanificazione di aerei e spostamenti vari. Il Chievo, calendario alla mano, dovrà andare subito a Crotone e poi vedersela, lontano dal Bentegodi, alla quart’ultima con la Juve Stabia e alla penultima col Benevento. Con spese che una volta avrebbero avuto un peso ma che adesso ne avranno uno del tutto diverso. Anche per questo meglio che le bocce siano del tutto ferme a terra, prima di riaccendere le luci. •

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
75
Lazio
68
Atalanta
66
Inter
65
Roma
51
Napoli
51
Milan
49
Sassuolo
43
Hellas Verona
43
Bologna
41
Cagliari
40
Parma
39
Fiorentina
35
Udinese
35
Torino
34
Sampdoria
32
Lecce
28
Genoa
27
Brescia
21
Spal
19
Atalanta - Lazio
Bologna - Juventus
Fiorentina - Brescia
1-1
Genoa - Parma
Hellas Verona - Napoli
Inter - Sassuolo
Lecce - Milan
1-4
Roma - Sampdoria
Spal - Cagliari
Torino - Udinese