22 ottobre 2019

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17.09.2019

Iachini, Pillon e Bisoli sicuri «Chievo, sei in piena corsa»

La grinta di Obi, un giocatore che potrà fare la differenza FOTOEXPRESS
La grinta di Obi, un giocatore che potrà fare la differenza FOTOEXPRESS

Nessun dubbio. La Serie A è alla portata del Chievo. Senza alcuna verità assoluta, ma con tutte le carte al proprio posto. Per profondità della rosa e qualità. Tutti d’accordo. Chi da Veronello c’è passato come Beppe Iachini e Bepi Pillon ma anche chi la B adesso la guarda da lontano come Pierpaolo Bisoli, maestro di promozioni e 215 panchine nell’aspro terreno della cadetteria. CURVE INSIDIOSE. Una lunga maratona, ostacoli sul cammino, trappole varie ma anche tanto talento. «Il Chievo ha tutto per andare in Serie A», la certezza di Iachini, «al di là della partita di Venezia sono i giocatori della rosa a dirlo. Fra le tante individualità mi viene in mente Obi che sabato fra l’altro è rientrato. Uno come lui, se sta bene, è un ottimo giocatore anche di A. Figurarsi in Serie B. Un esempio emblematico lui. Come tanti altri. C’è un bravo allenatore come Marcolini e c’è una società che ha dimostrato nell’arco di un lunghissimo periodo di saper lavorare bene anche ad alti livelli». Copia e incolla Pillon, un altro di quelli che Veronello potrebbe trovarlo anche ad occhi chiusi. Proprio lui, l’allenatore della Champions e del doppio preliminare col Levski Sofia del 2006. «Potenzialmente al Chievo non manca nulla», la prima analisi di Pillon, «bisogna tener conto però che la Serie B è difficilissima. Prima la squadra assorbe la mentalità del campionato e meglio è, ma non sarà così scontato dopo tanto tempo in A. Ogni partita avrà la sua storia, ogni avversario le sue insidie. Marcolini però è molto bravo, lo è stato anche nel gestire l’estate quando non sapeva davvero su chi poter contare. Adesso che la rosa è definita la strada parrebbe leggermente in discesa, ma il condizionale in B è sempre d’obbligo». Sorride e affila le parole Bisoli, da tecnico pratico qual è sempre stato. «Non scherziamo ragazzi, per favore. Non mettiamo in dubbio il valore del Chievo. Per carità. Questa è una grande squadra», la sua convinzione, «con gente che farebbe la sua ottima figura anche in Serie A. Chiaro, non sarà semplice perché sappiamo tutti quanto la B sia un mondo particolare. Ci sta di essere cauti, ma allo stesso tempo il Chievo sa anche quale sia la sua reale forza». PRESSIONI OBBLIGATE. Tante vogliono salire. Chi si svela e chi si nasconde. Punti fermi e variabili impazzite. «Il cerchio delle pretendenti alla promozione come sempre è parecchio ampio», la premessa di Iachini, «anche se in teoria delle gerarchie di fondo esistono già. Metto il Chievo vicino all’Empoli, sullo stesso piano. Competitivo è pure il Frosinone così come Benevento, Cremonese e Salernitana che sul mercato si è mossa davvero bene. Una sicura outsider sarà il Perugia, anche se io non trascurerei nemmeno il Pordenone o l’Entella che fra l’altro è partita benissimo. I giochi in B sono spesso aperti fino all’ultimo. Sarà così anche stavolta». Condizioni già quasi scritte, in ogni angolo. «Chi retrocede dalla Serie A», la regola di Pillon, «non può non assumersi la responsabilità di prendersi un posto in prima fila l’anno dopo. Al di là di Empoli, Frosinone e Chievo io credo molto nella Cremonese. Nella volata finale ci saranno anche loro, nonostante le difficoltà iniziali. Anche il Benevento è forte, un gradino sotto metterei il Perugia così come lo stesso Pescara e l’immancabile sorpresa che in B è una costante irrinunciabile». Ragiona così anche Bisoli. «L’Empoli, il Frosinone e il Benevento sono forti davvero, lo è anche la Cremonese così come il Perugia. Inutile sbilanciarsi in troppi pronostici», il quadro di Bisoli. L’IMBARAZZO DELLA SCELTA. Il collettivo e il campione. L’orchestra ed il solista al servizio degli altri. «Di giocatori che possono spostare gli equilibri il Chievo ne ha parecchi. Il curriculum e la sua storia», il primo flash di Iachini, «dicono che molto è nelle mani di Giaccherini, non dimentichiamoci però il valore di una coppia d’attacco come Djordjevic-Meggiorini». Pillon resta in zona, senza spostarsi oltre. «Uno come Giaccherini non può non prendere in mano la squadra, soprattutto in Serie B uno così bravo deve guidarti. Per carità, non c’è solo lui. Ci sono anche i giovani», l’altra istantanea di Pillon, «perché per qualcuno è arrivato il momento di far vedere davvero quel che vale. Su tutti Vignato». Anche Bisoli sposa lo stesso mix. «Io uno come Cesar», ci tiene a dire, «vorrei sempre averlo con me, così come Djordjevic o Meggiorini. O lo stesso Frey». •

Alessandro De Pietro
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