18 settembre 2019

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01.08.2019

Giaccherini, rebus d’estate Il Chievo cerca la soluzione

Emanuele Giaccherini in azione contro la Virtus di Gigi Fresco FOTOEXPRESSMichele MarcoliniSergio Pellissier
Emanuele Giaccherini in azione contro la Virtus di Gigi Fresco FOTOEXPRESSMichele MarcoliniSergio Pellissier

Terreno arido attorno ad Emanuele Giaccherini. Troppo caro, non solo per il Chievo. Vie d’uscita poche, a meno di un mese dall’inizio del campionato. Il fuoriclasse di Veronello è diventato materia quasi impossibile da trattare. Bellissimo sogno durato troppo poco. Trentaquattro anni, un gran curriculum ma anche un accordo fino al 2021 che esclude in partenza, insieme alla carta d’identità, ogni ipotesi diversa da quella della cessione secca. Fuori da ogni logica spalmarne l’ingaggio, così come allungargli il contratto o chiedergli di guadagnare meno adesso con la promessa di riavere tutto in caso di riconquista della Serie A. Giaccherini s’è trasformato dalla più preziosa risorsa in un intrigo fra i più assillanti dell’estate del Chievo. Il più difficile da sciogliere, oltre ai vari Djordjevic ed Obi, Hetemaj e Tomovic. Lui però è materia diversa, speciale per cinque mesi dopo il suo arrivo dal Napoli. Ma adesso un complicatissimo rebus. DISTANZE ENORMI. Non c’è stata ancora trattativa fra il Chievo e Giaccherini. Il giocatore resta sulle antiche posizioni, coi suoi ottocentomila euro annui e l’idea di massima di conservarli tutti. A quasi un mese dal raduno vince ancora il silenzio. La società da una parte, lui dall’altra. Di sicuro la Serie B ma soprattutto il piano di rientro del Chievo ha scompaginato i piani di Giaccherini, dopo il Napoli sicuro di chiudere la carriera a Verona per molti città perfetta dove sistemarsi negli ultimi slanci di vita calcistica. Troppo pesante l’aria di Napoli, dove Sarri non l’ha quasi mai preso in considerazione e dove il milione e seicentomila euro di ingaggio per un anno e mezzo è diventato al Chievo la metà per tre e mezzo. La coperta Giaccherini l’ha già tirata abbastanza, ai suoi occhi, ma senza tener conto della B e di tetti che non possono più essere quelli del piano di sopra. Blindato comunque il suo contratto, senza vie d’uscita per il Chievo e nemmeno clausole con guadagni ridimensionati in caso di retrocessione. Nessuna opzione al ribasso per nessuno, per di più con accordi tutti piuttosto lunghi. Non solo il suo. TEMPI LUNGHI. Giaccherini non ne ha mai fatto un problema di categoria, già quando il campionato aveva preso una piega ben precisa. Assicurando che sarebbe rimasto in qualsiasi caso. A queste condizioni, però, proseguire insieme proprio non si può. Nessun tira e molla, ma le parti adesso sono distanti come il primo giorno d’estate. Quand’era già chiaro che il Chievo certi contratti non avrebbe potuto sopportarli. Non facilissimo neanche guardarsi attorno, perché il mercato è sempre più orientato verso il prodotto giovane pur rispettando il grande giocatore che lui è stato. Il Chievo ha provato a sondare il terreno con la Spal, senza ricevere troppe risposte confortanti se non un apprezzamento di massima e la promessa magari più avanti di fare quattro chiacchiere in maniera più costruttiva. Pure il Brescia ha preso le distanze, nonostante i desideri di Genio Corini. Altre porte sono per adesso sigillate, a causa di rose parecchio piene dove per tanti presidenti, non solo per il Chievo, il primo problema è quello di alleggerirsi. Di ricavare spazi da riempire negli ultimi giorni. ATTIMI FUGGENTI. Sul campo Giaccherini corre e dribbla, fa il trequartista e la mezzala. Altro livello di calcio, il classico lusso per la B che, però, il Chievo non può permettersi. Pareva tutto perfetto ad un certo punto, quando Veronello diventò il centro del mercato. Con il presidente Campedelli ad aspettare la chiamata dal Napoli e Furio Valcareggi, storico agente di Giak, a tranquillizzare tutti convinto che le cose si sarebbero sistemate nella maniera migliore. Fu proprio così, fra una telefonata ed una passeggiata lungo la sala ristorante. Il Chievo stava per mettere a segno uno dei più grandi colpi della sua storia recente, l’ex azzurro pupillo di Antonio Conte alla Juventus che da un albergo nel cuore di Verona non vedeva l’ora di avere il via libera per correre pure lui verso Veronello. La sera, dopo la firma, la cena in centro. Calici al cielo e tanti sorrisi. Da allora è cambiato tutto. NUOVO MONDO. Giak è stato colpo elegante. Giak, oggi, è giocatore che non corrisponde più alle esigenze di parametro del Chievo. Numeri freddi, cifre, conti, denaro. La qualità resta fuori discussione. Ma a questa qualità oggi il Chievo deve proprio rinunciare. Realtà frustrante, per certi versi, che deve tenere conto di come è cambiata la storia del Chievo. Costretto a rinascere. Senza Giak. •

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Inter
9
Bologna
7
Juventus
7
Napoli
6
Atalanta
6
Torino
6
Milan
6
Roma
5
Lazio
4
Genoa
4
Hellas Verona
4
Sassuolo
3
Cagliari
3
Brescia
3
Parma
3
Spal
3
Udinese
3
Lecce
3
Fiorentina
1
Sampdoria
0
Brescia - Bologna
3-4
Fiorentina - Juventus
0-0
Genoa - Atalanta
1-2
Hellas Verona - Milan
0-1
Inter - Udinese
1-0
Napoli - Sampdoria
2-0
Parma - Cagliari
1-3
Roma - Sassuolo
4-2
Spal - Lazio
2-1
Torino - Lecce
1-2