23 agosto 2019

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04.02.2019

Forza, intensità, iniziativa C’è Dioussè: il nuovo avanza

Assane Dioussè in azione a Empoli, nel giorno della prima col ChievoLucas Piazòn mostra sorridente la sua nuova casaccaEzequiel SchelottoMarco Andreolli
Assane Dioussè in azione a Empoli, nel giorno della prima col ChievoLucas Piazòn mostra sorridente la sua nuova casaccaEzequiel SchelottoMarco Andreolli

Forza, intensità, voglia di osare. La copertina del nuovo corso ha la faccia simpatica ma anche decisa di Assane Dioussé, il primo fra gli innesti di gennaio ad aprirsi un varco fra le pieghe del Chievo. Non è ancora al top, non ha i novanta minuti. Le premesse però non sono affatto male. Dioussé era in effetti il primo candidato a rompere il ghiaccio. Non certo una prima scelta ma sempre nelle rotazioni del Saint Etienne, ai vertici della Ligue 1 di Francia. Davanti alla difesa un potenziale fattore. Perché cuce il gioco ma sa anche romperlo. Debutto promettente, in attesa di carburare appieno. Di Carlo adesso aspetta che la corsa di Schelotto torni ad essere fluida come ai bei tempi, che Piazon tolga velocemente tutta la polvere accumulata in questi mesi al Chelsea, che Andreolli si rimetta in sesto dopo i problemi fisici delle ultime settimane, che Nuno Nunes da qui alla fine mostri non solo nella Primavera di Mandelli tutto il repertorio dispensato nelle selezioni giovanili del Portogallo. Campione d’Europa da punto fermo con l’Under 19 battendo in finale l’Italia di Nicolato. Tante aggiunte. Valori necessari. La salvezza passa anche da loro. ANGOLO DI DESTRA. A Dioussè non manca molto per prendersi stabilmente la mattonella di Radovanovic. Alle sue spalle, per condizione atletica, c’è Schelotto. Rientrato a Veronello con l’aria di chi vuole ritagliarsi in fretta il suo spazio. Andando ovunque, aiutando tutti, galoppando anche per gli altri. La sua missione, il suo destino da sempre. Non proprio aderentissimo al calcio di Di Carlo, ma in certi momenti è inutile andare per il sottile. Schelotto, mai impiegato dal Brighton in questa stagione, nella prima annata di Premier è stato utilizzato per lo più proprio da terzino destro nel 4-4-2, modulo in cui lui ha reso molto anche nel Chievo di Maran seppur come laterale di centrocampo. I primi indizi di Veronello non sono male, ma Schelotto ha appena cominciato a sciogliere i suoi muscoli. Il grosso deve ancora venire, partendo da questa settimana. Da oggi stesso. Una prova dietro l’altra l’attende. Rimanendo a destra, dov’è sempre stato. Uno spiraglio lo troverà. FANTASIA AL POTERE. Di Carlo ha visto un sacco di giocatori in vari dvd, anche a casa sua, fra dicembre e gennaio. Alla ricerca pure di un trequartista, di un talento vero. D’accordo la quantità, ma le partite le decidono quelli coi piedi buoni. L’esempio di Giaccherini basta e avanza. Dal cilindro è spuntato Lucas Piazon, per cui hanno speso ottime parole sia Sarri e Zola, chiamati direttamente da Romairone e dallo stesso Di Carlo. «Il ragazzo ci sa fare, prendetelo», l’unanime suggerimento partito da Londra e raccolto dal Chievo. Attaccante di destra nelle due partite giocate da titolare con la squadra riserve a fine settembre con Leicester e Liverpool, unico segnale di vita oltre alla panchina contro il Tottenham seduto vicino a Willian, Marcos Alonso e Kovacic nella semifinale di ritorno della Coppa di Lega coi big di Sarri. Bloccato per cinque mesi l’anno prima al Fulham, colpa di un infortunio al perone che l’ha tolto di mezzo da agosto a dicembre prima di tornare protagonista nella dura Championship inglese. Maneggiato anche da Conte l’anno prima, poi di nuovo al Fulham firmando cinque gol più tanti assist. Giostrando su tutto il fronte offensivo, uno del Chelsea già da giovanissimo quand’era compagno di squadra all’Under 17 del Brasile di Marquinhos ed Emerson Palmieri. Da ragazzino era per molti uno dei tanti eredi di Kakà, cercato anche dalla Juve a cui preferì però il Chelsea dopo aver visitato il centro di Vinovo da quasi bianconero una volta fuori dal vivaio del San Paolo. Ha bisogno di mettere benzina nel motore Piazon, più di Schelotto. Il profilo però è quello del grande giocatore, già passato da Spagna, Olanda e Germania fra Malaga, Vitesse ed Eintracht Francoforte. Forgiato dal calcio d’Europa, in attesa della Serie A. Vice di Giaccherini sulla carta, il resto dipenderà da lui. CHI SI RIVEDE. Tassello per forza utile Marco Andreolli, a cui la società ha pensato in corso d’opera. Immediatamente dopo lo stop di Tomovic. Il Cagliari gli ha dato solo due gettoni da titolare. Con la sua Inter in campionato e col suo Chievo in Coppa Italia. Tenuto in disparte da Maran, tenuto in alta considerazione l’anno prima da Rastelli e Diego Lopez con 20 presenze fra i primi undici e tempo fa 24 nel Chievo di Di Carlo. Non è al meglio Andreolli, ma presto sarà pronto. Gli equilibri della difesa passeranno anche dalla sua esperienza. E da codici che conosce ormai a memoria. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro De Pietro
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