22 ottobre 2019

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01.09.2019

Djordjevic: «Sento fiducia Ho solo bisogno di tempo»

Esposito festeggia Djordjevic dopo il gol dell’1-1 FOTOEXPRESS
Esposito festeggia Djordjevic dopo il gol dell’1-1 FOTOEXPRESS

S’è tolto dal mercato. Ragiona al plurale Filip Djordjevic. E parla al futuro. Oltre domani, quando in un modo o nell’altro il Chievo sarà finalmente scritto almeno fino a gennaio. «Ho solo bisogno di tempo», il suo grido nel silenzio del Bentegodi, dopo l’Empoli e un gol buono perché è valso un punto ma anche per far capire a chi cerca un centravanti che lui in fondo è ancora vivo. Magari stuzzicando idee dell’ultimo istante. Complicato tenerlo, visti i settecentomila euro di ingaggio per i prossimi due anni. Soprattutto adesso, col fortissimo mal di pancia che ha colpito Stepinski. «Ha preso questa decisione, scelta sua. Non so però che farà alla fine, non sono sicuro che andrà via», l’idea di Djordjevic, con un bel po’ di distacco, senza spingersi troppo oltre e senza voler far male a nessuno. Eterno rebus lui. L’anno scorso titolare sei volte nel Chievo che ha vinto appena due partite, prima ancora con zero presenze alla Lazio da cui è rimasto sempre ai margini prima di andare in scadenza di contratto, fra i primi undici appena quattro domeniche fra il 2016 e il 2017, quando cominciò ad allontanarsi dal rendimento dei primi due campionati a Roma. Cinquantanove gettoni, 17 centri in tutto come primo biglietto da visita. Poi il vuoto. Dura smuoverlo da Veronello senza vere offerte, più facile oggi inquadrarlo come un nuovo acquisto anche se piuttosto caro e pesante da sostenere per il momento del Chievo. Domani può succedere di tutto. LAMPI E BUIO. Djordjevic ha corso e lottato, ha preso botte e ne ha date. Soprattutto s’è sentito finalmente dentro ad un disegno. Merito suo. E di Michele Marcolini. «Ne abbiamo parlato, fra noi giocatori d’esperienza intendo. Abbiamo un ottimo allenatore. Perché ha tante qualità e conosce bene il calcio. Sa quel che vuole e sa come trasmettercelo. E noi stiamo sempre più capendo quel che lui vuole da noi», la base di Djordjevic, alla ricerca del tempo perso in questi anni e delle chiavi per ritrovare il talento mostrato alla Stella Rossa, al Nantes e con la Serbia. Fu Sinisa Mihajlovic per primo a chiamarlo. E lui a rispondere presente. Un gol e un assist al Cile di Vidal e Alexis Sanchez aldebutto. Al suo fianco Kolarov, Maksimovic, Ivanovic e Milivojevic. Era il 14 novembre del 2012. Una vita fa. Quell’onda non c’è più ma in Serie B uno così rimesso a lucido non può non dettar legge. «Fisicamente sto benissimo, sento anche tanta fiducia attorno. Mi auguro sia un anno importante. Ho tanta voglia di dimostrare di poter dare ancora tanto al Chievo. Devo solo stare in campo. Voglio giocarle tutte le partite. Voglio aiutare la squadra, voglio dare una mano ai miei compagni. Il gol? Dedicato a Marco, nostro magazziniere che dopo dieci anni lascia il Chievo. Bravissimo ragazzo, dispiace che se ne vada», l’anima di Djordjevic, anche se i suoi numeri devono lievitare in fretta perché adesso è ancora spalle al muro. In una gabbia dorata ma anche col desiderio di provare a tornare se non quello di una volta almeno un suo stretto parente. ULTIMO TENTATIVO. Guarda verso l’alto Djordjevic. «Sinceramente tutte le squadre io non le conosco. Ottimo l’Empoli, se però loro sono una delle più forti allora noi siamo sullo stesso livello. Di sicuro, se questi dovessero essere i valori veri, possiamo giocarcela con tutti», la certezza di Djordjevic, sicuro che il Chievo possa diventare ancora più forte. Soprattutto se martedì alla ripresa ci saranno ancora certi grossi calibri, tutti ancora senza reali richieste. Quando le carte in tavola potrebbero cambiare ancora una volta. «Abbiamo molti margini di miglioramento, tanti fra i giovani devono ancora capire il nostro gioco e quel che chiede il mister. Siamo comunque a buon punto, dimostrato anche dalla prestazione con l’Empoli. Mi resta ancora addosso il rammarico di Perugia, perché ci siamo espressi davvero bene e perché potevamo fare altri gol già nel primo tempo. D’accordo, abbiamo trovato subito due avversarie forti. Ma noi meritavamo molto di più di un solo punto», l’altra fotografia di Djordjevic, sempre piuttosto distante da scenari diversi da Veronello. «Sono focalizzato solo sul Chievo, vedremo poi quel succederà lunedì. Dal primo giorno di ritiro ho sempre dato il massimo e continuerò a farlo. Non ci manca niente per far bene», l’ultimo suo assist, «abbiamo tanti giocatori in grado di far la differenza. Lavoriamo bene queste due settimane ora e prepariamo al meglio la partita col Venezia. Aspetto solo la fine del mercato, dobbiamo cominciare a concentrarci tutti finalmente solo sul campionato. Solo sul campo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro De Pietro
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