11 agosto 2020

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09.07.2020

Di Noia libero, Esposito play Il Chievo sfida l’emergenza

Giovanni Di Noia, al centro della difesa domani sera col TrapaniLeverbe: giallo e squalificaEsposito in azioneAlfredo Aglietti in panchina venerdì scorso a Chiavari  FOTOEXPRESS
Giovanni Di Noia, al centro della difesa domani sera col TrapaniLeverbe: giallo e squalificaEsposito in azioneAlfredo Aglietti in panchina venerdì scorso a Chiavari FOTOEXPRESS

Di Noia il difensore centrale non l’ha mai fatto. In tempi d’emergenza però ci si adegua. E senza Leverbe, Vaisanen, Cavar e Colley, senza più Cesar e Frey, senza neanche Obi diventa complicato sentirsi al sicuro. Anche se l’avversario domani sera sarà il modesto Trapani, appena penalizzato di un altro punto per aver ritardato il pagamento degli stipendi di febbraio. Ora a quota 31, penultimo col Cosenza. Debole ma non ancora rassegnato. Anzi. La modestia degli avversari tuttavia non aiuta a sentirsi più forti, la storia recente del Chievo racconta d’altronde della sconfitta dell’andata ma anche di quelle con Livorno, Venezia e Juve Stabia. Meglio voltar pagina. Senza ripetersi che con altri risultati contro quelle di fascia bassa la classifica adesso sarebbe molto diversa. PERCORSO OBBLIGATO. Di carte in mano non ne ha molte Alfredo Aglietti, ma Di Noia ha tutta la sua fiducia e l’esperienza giusta per fare in modo che nessuno si accorga veramente che al Chievo manca uno difficile da sostituire. In mezzo non c’è però mai andato, a volte metodista e spesso mezzala di sinistra ma mai a comandare la difesa. Al massimo laterale mancino nella sua ottima stagione alla Ternana. Disposto a snaturarsi per la causa, anche stavolta. La forzatura è comunque d’obbligo, perché il campo è deserto e qualcuno vicino a Rigione dovrà pur andarci. Di Noia viene da mesi in salita, da un intervento ai legamenti ad aprile e da un recupero non così immediato. Con il momento magico del rientro con tanto di gol all’incrocio con la Cremonese e successivi rallentamenti fisici che gli hanno tolto quella continuità che gli sarebbe servita come il pane. Dovrà cavarsela col mestiere, col senso della posizione, con letture anticipate. Sapendo di avere la stima incondizionata di Aglietti, che al suo arrivo lo etichettò come «uno dei 13-14 titolari dell’organico». Sempre impiegato, a parte con lo Spezia, seppur per brevi spezzoni. Stavolta di minuti ne serviranno molti di più. ULTIMO SCATTO. L’arma di riserva rimane Karamoko, per qualità del piede e fisicità di sicuro adattabile anche in posizione più arretrata. Là dove l’aveva provato anche Marcolini in ritiro, salvo poi fare un passo indietro quando capì che attenzione e cura dei dettagli erano ancora materie non del tutto assimilate dal ragazzo francese che lo scatto in avanti per meritarsi un diverso livello di calcio non l’ha ancora fatto fino in fondo. Qualche mese fa cercato anche dalla Juventus e gradito anche al Torino, a testimonianza di un potenziale indubbio ma mai mostrato completamente neanche nel suo ruolo di centrocampista. Scatto in avanti cercasi. Col Trapani dovrebbe orrore dalla panchina, sicura prima riserva di difesa. Confidando che Di Noia possa reggere per tutta la gara. MEDIANA AGILE. Rispetto alla partita con l’Entella va rimpiazzato anche Joel Obi, fermo per un paio di settimane e sottrazione strategica ad una mediana che aveva trovato ottimi equilibri con lui tornato mezzala e quindi liberissimo pure di avventurarsi nell’altra area da prima aggiunta ai tre attaccanti. Esperimento per la verità già riuscito più volte. Mancherà anche un po’ di peso, compensato necessariamente dalla freschezza di Garritano, di nuovo nella zona mancina, così come di Segre, cui verrà restituita una maglia da titolare dopo la panca di Chiavari. Riposo meritato, dopo tanto correre. La notte dovrà essere più che mai di Esposito, regista prescelto da Aglietti finora convincente in entrambe le fasi. Partito molto bene e via via arenatosi, prima di ritrovare la brillantezza smarrita. Autoritario e spigliato ora, padrone assoluto e fine ragionatore. Non male per un ragazzo di 19 anni alla sua prima stagione di B. Trovasse anche qualche gol dalla distanza, perfettamente nelle sue corde, sarebbe la ciliegina in più. GOL CERCASI. Asciutto il Chievo. Privo di tanti tasselli, con una coperta non facile da allungare davanti anche per l’abnorme distanza che separa i titolari con tutti gli altri. Per questo Aglietti ha bisogno di avere molto di più da Vignato, da Djordjevic ma anche da Giaccherini. Spesso a corrente alternata, con qualche pausa di troppo e un’incidenza davanti alla porta solo lontana parente di quel che son capaci di fare. Dalla ripresa in avanti ha segnato solo Vignato, contro il Frosinone, in quattro partite in cui il Chievo s’è cibato soprattutto delle doti di assistman di Giaccherini e del sacrificio di Djordjevic, senza una seconda punta vicino ora con tutto il fronte a disposizione in cui poter spaziare. Più libero di seguire l’azione e trasformarsi in guida avanzata. Fermo però ai sigilli con Ascoli e Cosenza. Qualche castagna dal fuoco ora dovrà iniziare a toglierla anche lui. Magari già domani sera. Aglietti ne sarebbe oltremodo felice. •

Alessandro De Pietro
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