29 settembre 2020

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26.07.2020

Chievo vivo e volitivo C’è ancora un gancio in mezzo al cielo

Djordjevic salta in testa ad Adorni e chiude la quaterna di venerdìVignato carica il diagonale e completa il ribaltone di venerdì sera col Cittadella FOTOEXPRESS
Djordjevic salta in testa ad Adorni e chiude la quaterna di venerdìVignato carica il diagonale e completa il ribaltone di venerdì sera col Cittadella FOTOEXPRESS

La maledetta suggestione legata alle occasioni perdute è sempre lì, nascosto nell’angolino. Il pensiero di quello che sarebbe potuto succedere ma non è successo seduzione malinconica e latente. Inevitabile, perché i punti lasciati soltanto a Cremona e Castellammare di Stabia sono stati almeno quattro. E con quei quattro in tasca oggi si potrebbero affrontare ragionamenti molto più sereni. Anche in vista di Benevento, teatro già domani del prossimo impegno del Chievo, sempre a caccia della A. La storia che si rincorre è sempre quella del bicchiere, mezzo pieno oppure mezzo vuoto. Ma oggi guardarsi alle spalle non ha grande senso e il rimpianto diventa nemico subdolo. Un lusso che i gialloblù non possono permettersi di coltivare. Oggi c’è un nono posto che resta l’ultimo potenziale trampolino di lancio, con quell’unico punto che separa dalla zona playoff. Oggi è necessario concentrarsi più che mai sul futuro e su quei due ostacoli - Benevento, appunto, e poi Pescara in casa - che ancora oscurano l’obiettivo. La netta vittoria di venerdì sul Cittadella, in ogni caso, rialimenta l’ottimismo. E aiuta a scavallare la fatica in vista delle due tappe decisive. Prendere (tutto) o lasciare, osare oppure morire. Sei punti per riacciuffare un destino che a tratti è parso scivoloso, inafferrabile. E piazzare le ultime unghiate sul campionato. I PRO. Se il Chievo davvero intende dare corpo alla fiducia e senso alla rincorsa la prima chiave è legata al rendimento dei suoi assi, alcuni dei quali apparsi ultimamente in eccellente condizione. Il pensiero va subito a Emanuel Vignato, che sembra voler sparare le sue cartucce migliori senza risparmiarsi in vista della Serie A. Che riabbraccerà comunque, tra qualche mese, sotto altra egida. Gli ultimi 180’ del genietto di Aglietti nel torneo in corso sono stati esemplari. Imprendibile a Castellammare, determinante contro il Cittadella. Il repertorio è noto, la continuità un valore aggiunto di non poco conto. Riflessioni analoghe valgono per Filip Djordjevic, che ha rimesso i panni del principe. E il recupero di Joel Obi, stella tra i cadetti. Conforta anche il rientro di Garritano, altra carta pesante per «Aglio», costretta in tribuna, venerdì, dal giudice sportivo. E possibile variante anche in un attacco oggi povero di alternative. Il Chievo pare aver ritrovato buone dinamiche pure a metà, dove finalmente esistono quattro, cinque opzioni di primo livello. La mezzora di Di Noia contro il Cittadella, per dire, è manifesto di grande benessere. Fisica e mentale. La sua candidatura a un posto dal 1’ al «Vigorito» oggi è più che autorevole. I CONTRO. Ad uno stato di salute generale incoraggiante si contrappone la densità di partite: appena tre giorni per eliminare le tossine e ributtarsi anima e corpo nella mischia per cercare di espugnare un campo rimasto finora inespugnato. Vero che il Benevento la sua festa l’ha celebrata da tempo, altrettanto vero che non sembra affatto disposto alle concessioni, come dimostrato anche dalla gara di due giorni fa a Frosinone. Normale che le partite vadano affrontate una per volta però a frenare gli entusiasmi contribuisce ora anche il programma della trentottesima giornata, col match del Bentegodi contro il Pescara, che non ha più i contorni sereni che pareva aver acquisito qualche settimana fa: gli abruzzesi sono pian piano precipitati nella zona rossa e adesso rischiano addirittura la retrocessione diretta. Insomma, per un verso o per l’altro le ultime due rivali rimaste sul cammino hanno il loro bravo indice di pericolosità da non sottovalutare. L’altro limite sul quale Aglietti dovrà lavorare riguarda le difficoltà a fare turnover in difesa, laddove alcuni (i terzini su tutti) sono stati costretti a massacranti turni di straordinari. Nessuna ricetta particolare: stringere i denti e appellarsi al cuore. Investendo ancora sull’applicazione, sulla concentrazione e sulla qualità tecnica espresse. Via la bandana, come avrebbe insegnato Pantani: la salita, presa di petto, può trasformarsi in una straordinaria leva. •

Francesco Arioli
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Napoli
6
Milan
6
Hellas Verona
6
Juventus
4
Sassuolo
4
Atalanta
3
Lazio
3
Inter
3
Bologna
3
Benevento
3
Fiorentina
3
Genoa
3
Cagliari
1
Roma
1
Udinese
0
Torino
0
Spezia
0
Sampdoria
0
Crotone
0
Parma
0
Bologna - Parma
4-1
Cagliari - Lazio
0-2
Crotone - Milan
0-2
Inter - Fiorentina
4-3
Napoli - Genoa
6-0
Roma - Juventus
2-2
Sampdoria - Benevento
2-3
Spezia - Sassuolo
1-4
Torino - Atalanta
2-4
Hellas Verona - Udinese
1-0