08 aprile 2020

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05.02.2020

Chievo, vincono gli scettici «Troppi passaggi a vuoto»

Michele MarcoliniDjordjevic dolorante a terra. Un po’ l’immagine del Chievo battuto e depresso FOTOEXPRESS
Michele MarcoliniDjordjevic dolorante a terra. Un po’ l’immagine del Chievo battuto e depresso FOTOEXPRESS

Dura pensare in grande. «Troppi passaggi a vuoto, troppe squadre di mezzo», il mix tra passato e futuro del cammino del Chievo agli occhi di chi la Serie B la studia tutti i giorni nelle redazioni di giornali e televisioni. «Non è ancora finita però, la strada è ancora lunga», l’altro filone, quello che qualche speranza ancora la concede. Anche se là, in prima fila, di pretendenti al trono ce ne sono tante. Forse troppe. BASE EQUIVOCA. Ancora in divenire la vera dimensione del Chievo. Oggi soltanto undicesimo, dopo aver frequentato a lungo posizioni ben più nobili. «Ci sono stati due o tre momenti», il fermo immagine di Daniele Barone di Sky, «in cui credevo che potesse fare il salto di qualità, poi però s’è sempre fermato. Non mi è ancora chiaro quale sia il vero valore della squadra, a meno che non sia proprio questo. Adesso il Chievo non è carne e non è pesce. È anche vero però che in questa B in cui tutte sono ammassate in alto basta poco, magari arrivando al top ad aprile, per prendersi almeno un bel posto ai playoff». Progressi cercansi. E in fretta. «Qualcosa in più mi sarei aspettato», osserva Davide Tondi de La Gazzetta dello Sport, «il potenziale è certamente superiore di quel che oggi racconta la classifica. Vedo lacune soprattutto in difesa. Il Chievo ha incassato gol evitabili per chi vuole competere ai massimi livelli». Il tempo per recuperare però non manca. «Il Chievo ha un percorso dignitoso», il punto di Biagio Angrisani, firma del Corriere dello Sport, «considerato che negli ultimi anni tanti giocatori di fascia superiore sono stati ceduti. La vera corsa per la promozione però inizia adesso». Alla base di tutto una continuità non ancora del tutto trovata. «Mi sorprendono tutti questi alti e bassi», osserva Valentina Ballarini, volto di Sportitalia, «perché la rosa è stata costruita col giusto mix fra esperienza e freschezza. Il difetto è la mancanza di regolarità, non a caso il fattore a maggior incidenza in un torneo livellato com’è notoriamente la B». SPAZI RISTRETTI. Cinque punti dal Pordenone secondo, tre di vantaggio sull’Empoli oggi ai playout. Il Chievo in mezzo. Per la Serie A diretta non tutto è perduto. «Il margine c’è», lo spiraglio di Tondi, «ma non sarà facile spuntarla in un campo così affollato. È necessario cambiare passo. Al Chievo sarebbe servito magari qualche elemento di categoria in più, gente con fame e motivazioni forti. Non vorrei che tanti giocatori di nome e dal lungo passato in Serie A si sentano come schiacciati in questa nuova dimensione». Tutto è comunque ancora in gioco. «Al Chievo in teoria non manca nulla per poter credere alla Serie A», la riflessione di Barone, «ma non l’ha ancora dimostrato del tutto. E la concorrenza è spietata. Il Pordenone pareva lanciato, poi ne ha perse due di fila ma è ancora lì. Il Pescara pareva in crisi ed ora con sei punti è tornato in corsa, idem il Perugia. Sono in tante a spingere». Volata apertissima, fino a maggio. «Il Chievo può giocarsela per il secondo posto», la convinzione di Ballarini, «ma deve ricevere di più dal suo attacco. Mi sarei aspettata di più da Giaccherini, rimasto troppo a lungo fuori. Ed uno scatto in più lo chiederei a Meggiorini, più che a Djordjevic. Perché ha tutto per segnare ancora di più. Marcolini deve pretendere più gol. E fra tutti quello che oggi dà più garanzie è proprio Meggiorini». Una trappola la B, in cui è facile venire risucchiati. «Con il fortissimo strappo del Benevento», il ragionamento di Angrisani, «la corsa s’è allargata. Nel mazzo c’è anche il Chievo, ma per tornare in corsa ora deve vincerne quattro o cinque di fila». LOTTA SENZA FINE. Una vera favorita per il secondo non c’è, figurarsi immaginare la terza che salirà dopo aver affrontato i playoff. Anche se gli indizi non mancano. «La B», premette Barone, «è sempre stata equilibrio totale. Adesso che una, il Benevento, è ormai in A già da Natale tutto il resto è ancor di più uno straordinario rebus. Fra le prime tre ci metto il Frosinone, ma attenzione all’Empoli». Trasmette fiducia il Frosinone. «Fra discese e risalite continue», l’istantanea di Tondi, «ha acquisito una forma di esperienza tale che varrà molto nel momento decisivo. Ormai il Frosinone tutto questo vissuto l’ha trasformato in un vero e proprio mestiere. Anche se non trascurerei la forza di Crotone e Perugia». Questione di sfumature. «La mia seconda», la griglia di Ballarini, «resta il Crotone, ma vicino ci metto lo Spezia. L’ultimo periodo parla a suo favore, in più ha preso Di Gaudio che nella categoria è già stato un fattore assoluto». Servirà un extrasforzo a Marcolini, poco ma sicuro. «Se confrontiamo i vari organici», la conclusione di Angrisani, «quello del Chievo non è il migliore. Al di là del Benevento qualcosa in più rispetto alle altre ce l’hanno il Frosinone così come l’Empoli. Anche il Chievo può tornare in alto, ma soltanto stringendo forte i denti». •

Alessandro De Pietro
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Serie A

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Lecce
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16
Cagliari - Roma
3-4
Juventus - Inter
2-0
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0-0